PER UNA COLLABORAZIONE TRA MEDICO, ODONTOTECNICO E PAZIENTE

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titolare dell'Odonto Ceramic Center, Bologna

Da oltre dieci anni, la consegna dei manufatti protesici e ortodontici deve essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità ai sensi della Direttiva Comunitaria 93/42/CEE, come recepito dal DL 46 del 24/2/‘97. In che modo questa novità a suo tempo ha introdotto una trasformazione nel lavoro di laboratori come l’Odonto Ceramic Center di Marcello Balletti, che opera a Bologna da circa vent’anni?

In realtà, questa normativa ha soltanto formalizzato una pratica che ci ha contraddistinti da sempre, ossia una collaborazione strettissima con i nostri clienti odontoiatri e medici specialisti allo scopo di ottenere la massima qualità del manufatto sulla base delle indicazioni da essi forniteci in ciascun caso. Il servizio che l’odontotecnico svolge non si limita alla realizzazione del manufatto protesico richiesto dal medico, ma è importante che il professionista odontotecnico tenga conto direttamente del contesto in cui va inserito il manufatto, altrimenti il risultato rischia di essere approssimativo. Per arrivare a questo è quindi essenziale uno scambio costante, anche se è essenziale che medico e tecnico mantengano ben separati i propri ruoli. La presenza dell’odontotecnico all’interno dello studio dentistico è di fondamentale importanza e occorre favorire sempre più l’integrazione tra l’attività del medico e quella del tecnico.

Certamente, in seguito alla normativa comunitaria citata, il tecnico è tenuto a certificare il manufatto protesico con una dichiarazione di conformità che attesta la correttezza del progetto e la qualità dei materiali utilizzati e lo rende direttamente responsabile del manufatto sia nei confronti del medico sia in particolare nei confronti del paziente, a cui dev’essere rilasciata copia della stessa. Ma, a maggior ragione, occorre che l’odontotecnico possa incontrare e parlare con il paziente, non limitandosi a ritirare le impronte dentarie e, in sinergia con il medico, valuti da un punto di vista clinico e tecnico l’intervento protesico più idoneo. Il successo di una buona odontoiatria e di una buona odontotecnica si basa anche sulla tenuta funzionale di un lavoro, non solo sull’aspetto estetico, oggi di grande importanza. Credo che sia questo il valore aggiunto dell’apporto professionale dell’odontotecnico che diventa anche progettista e quindi consulente all’interno dello studio medico.

Se un paziente anziano che vive da solo o in una struttura sanitaria va incontro alla rottura di una protesi dentale o perde un dente, quanto è importante la possibilità di rivolgersi a un laboratorio come il vostro, disponibile al ritiro e alla riconsegna nella struttura sanitaria o presso l’abitazione del paziente?

Il nostro laboratorio a Bologna è divenuto emblema di rapidità in questo senso. Abbiamo sviluppato il servizio di riparazione immediata di protesi nel corso degli anni, man mano che abbiamo incontrato persone che non avevano la possibilità di recarsi presso uno studio dentistico e un laboratorio odontotecnico, come disabili o anziani residenti in strutture sanitarie o case di riposo. E questa nostra sensibilità è stata molto apprezzata dai familiari dei pazienti. Sarei lieto che il mio progetto pilota fosse applicato anche da altri tecnici professionisti.

Come si svolge questo servizio?

Veniamo chiamati direttamente dalla struttura sanitaria o dai familiari del paziente. Non appena riceviamo la richiesta, coinvolgiamo un medico per la presa delle impronte: noi siamo tecnici, per questo l’intervento clinico occorre che sia svolto dal medico. Il ritiro viene effettuato entro ventiquattro ore, con tempi di consegna che tengono conto delle esigenze di utilizzo del paziente. 

Da quanto lei afferma ci pare di capire che la professione di odontotecnico stia cambiando… 

Sicuramente, anche se occorrerebbe che cambiasse ulteriormente il modo di pensare degli odontotecnici e che uscissero dagli schemi di una mentalità che li relega in una performance esclusivamente estetica, mentre non sempre un bel lavoro è anche un buon lavoro. Oggi, ribadisco, l’impegno di rilasciare al paziente la certificazione del manufatto esige un’eccellenza che si raggiunge soltanto attraverso la massima integrazione tra l’attività clinica del medico e l’attività tecnica e progettuale dell’odontotecnico.