Michele Gatti

  • Il distretto ceramico più avanzato del pianeta, quello di Sassuolo, deve molto al contributo dei fornitori che, come Gape Due, da oltre mezzo secolo si adoperano per mettere al servizio della produzione di piastrelle e delle tendenze moda le tecnologie più moderne, lungo un processo di ricerca e innovazione costante. Se al loro sorgere le fabbriche del comprensorio avevano l’officina interna, alla fine degli anni quaranta incominciarono a rivolgersi a officine specializzate nella costruzione di stampi, che da semplici componenti meccanici divennero presto protagonisti della “formatura”

  • Quest’anno Gape Due Spa celebra il cinquantenario dell’attività e oggi, fra le venticinque aziende produttrici di stampi per ceramica rimaste nel comprensorio di Sassuolo, è la più importante in termini di fatturato, dimensioni e qualità riconosciuta dai clienti. Ma chi lavora in azienda da poco forse pensa che sia sempre stata così…
    Addirittura, c’è chi crede che io l’abbia ereditata da mio padre.
    Invece, come lei ha accennato nella precedente intervista, tutto incominciò nel 1967, quando due giovani, lei e Domenico Pellacani, si misero in proprio, dopo aver lavorato

  • All’edizione 2016 del Tecnargilla (il più importante salone internazionale delle tecnologie e delle forniture all’industria ceramica e del laterizio), la Gape Due Spa ha presentato ancora una volta innovazioni che la situano in testa al settore degli stampi per ceramica. Oggi è alla soglia dei cinquant’anni di attività, ma com’è nata questa realtà che contribuisce all’eccellenza e allo stile delle piastrelle made in Italy in tutto il mondo?
    Nel 1967, con il mio ex socio, dopo avere lasciato il lavoro dipendente, abbiamo avviato l’attività nel garage di mio padre. All’epoca le