Giuseppe Nanni

  • Lei è stato promotore e artefice della fusione dei comuni di Porretta Terme e Granaglione, che ha richiesto una gestione complessa. Quale bilancio trae dai primi tre anni di amministrazione del nuovo comune di Alto Reno Terme? Amministrare la vasta area del comune di Alto Reno Terme è molto impegnativo per i servizi erogati non soltanto ai cittadini di Porretta e di Granaglione, ma anche a quelli di tutta la vallata e dei comuni limitrofi delle province di Modena e Pistoia.

  • La storia dell’Appennino bolognese dimostra come sin dall’antichità i suoi abitanti non hanno perso occasione per trarre profitto dalle sue ricchezze naturali.
    Come nel caso delle ferriere per la produzione di attrezzi utilizzati nella lavorazione del legno e della terra, che sfruttavano la forza motrice delle acque del fiume Reno, o delle famose carbonaie, in cui si metteva a frutto l’abbondanza di boschi. È notevole come la natura e le condizioni ambientali favorissero il vento dell’impresa… La produzione di carbone di legna in tutta la montagna dell’Appennino

  • Il comune dell’Alto Reno Terme fa parte della città metropolitana di Bologna ed è sede amministrativa dell’Unione dell’Alto Reno, ente montano che aggrega i comuni dell’Alto Reno Terme, Camugnano e Lizzano in Belvedere. Istituito nel gennaio 2016, è compreso nella categoria dei cosiddetti comuni sparsi in seguito alla fusione dei territori comunali di Porretta Terme, attuale capoluogo, e Granaglione.
    Situato nell’Appennino tosco-emiliano nella valle del fiume Reno e al confine con la provincia di Pistoia, il comune è caratterizzato da una variegata geomorfologia, che, nella