Alberto Maccagnani

  • L’ attuale situazione economica è tale che non manca il lavoro, ma tutto ciò che gli sta attorno: dalle materie prime, sempre più di difficile reperibilità, all’ approvvigionamento di energia, soprattutto di gas fornito finora dalla Russia, ai collaboratori, che risultano essere “giacimenti occupazionali inutilizzati”, come ha ben descritto Pietro Ichino nel convegno da noi organizzato (Il lavoro, l’ industria, la città, Bologna, 16 settembre 2021). Lei commercia materiali ferrosi da più di cinquant’ anni, può darci testimonianza della guerra che si sta combattendo sul

  • Quest’anno la vostra azienda Maccagnani Ferro compie cinquantacinque anni di attività nella commercializzazione di profilati in ferro, tubi metallici, grigliati, lamiere, travi, tondi e stracci. Questo anniversario è un’occasione per rilanciare il vostro progetto, da cui sono nate Alberto Maccagnani Socc’mel Welding, AMS Welding, che effettua lavori di carpenteria metallica e strutture antisismiche, e poi, Maccagnani Rottami, attiva nel recupero di materiali ferrosi e metallici. Si potrebbe dire che il suo sport è cogliere occasioni per intraprendere nuove scommesse

  • La questione industriale del Paese non può prescindere dalla mentalità burocratica e dalle carenze occupazionali, favorite, per esempio, da una formazione inefficace e dal reddito di cittadinanza. Lei dirige un’azienda che è attiva da oltre cinquant’anni nella commercializzazione di ferro e di altre materie prime ferrose. Quali sono le questioni intorno al lavoro che ha colto lungo la sua esperienza?

  • Da oltre cinquant’anni la vostra azienda commercializza prodotti siderurgici, ma soltanto ora sta confrontandosi con due nuovi problemi: alle difficoltà legate al reperimento della materia prima in Europa, si aggiungono quelle di trovare tecnici capaci. Oggi sono molte le aziende che chiudono e, di converso, sono altrettante quelle che cercano nuovi collaboratori. Come spiega questa difficoltà di incontro fra domanda e offerta?

  • Lei ha incominciato a lavorare, ancora minorenne, con il papà nella vendita di ferro, nell’Italia degli anni Settanta, quando era consuetudine fare esperienza di garzone nella bottega e quando la tutela era sinonimo di acquisizione di un mestiere, non di protezione dai rischi del fare. Questi rischi erano inevitabili per costruire una “vita dignitosa”. La dignità era una questione di fare. E, facendo, intervengono la differenza e la varietà dell’esperienza… Nella seconda metà degli anni Settanta eravamo più liberi di fare, purché ci impegnassimo a produrre qualcosa di

  • La vostra azienda, Maccagnani Ferro, offre un network di servizi che vanno dalla vendita di materiale ferroso di ampia gamma e qualità, allo smaltimento dei rottami e alla carpenteria per gli adeguamenti sismici, garantita da aziende certificate. Il vostro lavoro è legato all’industria manifatturiera, che oggi non arriva agli onori delle cronache, in cui invece sembra prevalere l’economia digitale e l’e-commerce.
    Ma il rilancio dell’economia italiana non può prescindere dal manifatturiero, e anche dal manifatturiero tradizionale...
    Sono cresciuto camminando accanto

  • Sembra che la pandemia abbia radicalizzato l’annosa questione della burocratura, la dittatura burocratica, verso le piccole e medie imprese del paese: alle pressioni normative e fiscali si è aggiunta la crisi di liquidità dei mesi più difficili dell’emergenza. Un’azienda come la vostra, che da oltre cinquant’anni rispetta regole e adempimenti di ogni genere nella commercializzazione di profilati in ferro verso privati e aziende, con quali mezzi e strumenti sta fronteggiando la nuova ondata pandemica? Il tessuto industriale italiano è costituito dal 95 per cento di piccole e medie

  • Sia durante sia dopo il lockdown della primavera scorsa lei ha servito le aziende clienti dei diversi settori del manifatturiero consegnando direttamente i materiali ferrosi richiesti. Quanto è stato importante incontrare i clienti in questa occasione? Durante i mesi di lockdown per l’emergenza da Covid-19 noi abbiamo continuato a servire le aziende clienti che restavano operative, fra cui quelle dei settori agricolo e farmaceutico, perché era necessario non interrompere le filiere produttive.

  • Da oltre cinquant’anni la vostra azienda, attiva nel commercio di ferro, ferro battuto e rottami metallici, non è stata mai chiusa se non durante i periodi festivi, al punto che il suo fondatore, Franco Maccagnani, è deceduto poco dopo avere abbassato la serranda, nella tarda sera.

  • La vostra azienda si occupa da oltre cinquant’anni di raccolta, trasporto e smaltimento di rottami metallici e ferrosi, legno e plastica. L’ampia gamma di lamiere, reti, tubi e profili in ferro di varie dimensioni e per diversi utilizzi vi consente di rispondere alle esigenze sia di privati sia di aziende operanti nei settori dell’edilizia, della meccanica e della costruzione di macchine agricole e la varietà dei vostri servizi è da sempre favorita dal vasto assortimento dei magazzini.
    Parte da qui la vostra strategia vincente? Noi abbiamo seguito la tendenza opposta a