Simonetta Calamita

  • Nell’intervista pubblicata nel n. 102 della rivista, lei ha tratteggiato un quadro molto interessante della sua professione, non ancorata ai classici stereotipi patologici e topologici e più propensa, grazie anche a nuove metodiche d’intervento, ad ampliare in modo significativo il proprio campo d’azione. Tra queste, c’è il vastissimo terreno dell’allergologia, in particolare di quella pediatrica, in cui lei opera da anni. In questi giorni di tarda primavera l’argomento è più attuale che mai. Può darci qualche ulteriore elemento della situazione in questi anni di forte

  • La medicina, in questi ultimi decenni, ha compiuto avanzamenti notevolissimi, integrando acquisizioni dalla biologia, dalla chimica, dalla genetica e persino dall’ingegneria. La figura del medico è sempre più lontana dallo stereotipo del professionista che decide da sé senza consultare la rete di colleghi e senza avvalersi degli strumenti che il procedere della ricerca e della scienza gli mette a disposizione. È altrettanto vero che il medico professionista che abbia idee e progetti, il più delle volte validissimi, sull’applicazione delle proprie acquisizioni in campo