Scienza

  • Quel che, da Aristotele ai giorni nostri, è stata chiamata scienza è piuttosto un discorso sulla scienza, costituito da un susseguirsi di rappresentazioni, modelli interpretativi, paradigmi, prodotti da una miriade di discipline il cui numero è in continuo aumento. Questo discorso doveva fare presa sulla realtà, prendere le cose in un sistema sempre più unitario e totalizzante, puntando a una comprensione generalizzata. L’etimo di scienza rimanda alla radice ski, tagliare, dividere, ma questa divisione è un frazionamento: questo discorso deve comprendere prima dividendo in unità

  • Le ricerche sull’archestesia nascono dall’incontro di personalità diverse: io, che mi occupo di fisica, incontro un architetto, Ettore Lariani, e un musicista, Francesco Rampichini, e iniziamo un percorso culturale, concettuale, di discussione e di dibattito, per il puro piacere di capire qualcosa di più a proposito delle percezioni e delle sensazioni.

  • Tra gli aspetti che ho apprezzato maggiormente nel libro di Lucien Sfez, Tecnica e ideologia (Spirali), anche se per l’autore sono connotati negativamente, c’è la considerazione che le tecnologie traggono con sé un immaginario a “bassa intensità”, che non riesce a diventare ideologia, ossia a raggiungere un livello simbolico avanzato – come nella mitologia, nelle religioni e, in molti casi, nella politica di epoche precedenti –, ma rimane in una sorta di doppio legame: da una parte, c’è una sorta di “tecnoutopia in progress”, le tecnologie si vendono prevalentemente all’interno di

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Lei sta lavorando da circa nove anni a un progetto straordinario, KEO, per il quale ha coinvolto l’UNESCO, l’ONU, i governi, le università e le accademie di molti paesi. Può darci una testimonianza?

  • L’esigenza di rappresentare, di metaforizzare attraverso un linguaggio differente una situazione, un vissuto o un’impressione è sempre esistita. In musica è quel che è chiamato “a programma”. Nelle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, per esempio, c’è il progetto di rappresentare, di evocare una certa situazione paesaggistica. Nel caso dell’acusmetria, l’intenzione non è più quella di rimandare a una dimensione sensoriale complessa in cui l’uomo è il soggetto che percepisce un ambiente articolato – alberi, fiumi, uccelli, mare e così via – ma, come nei casi descritti da Marco

  • Un grande medico francese diceva che la salute è il silenzio degli organi. Per tutta la vita cerchiamo una cosa: che gli organi tacciano. Dopo una malattia, non vogliamo più ascoltare il nostro corpo. Attraverso il corpo, la malattia ci fa entrare progressivamente in un contesto esclusivamente sociale – con il medico, con le medicine, con la sanità – e, quando moriamo, il nostro corpo è completamente inquadrato nella società. Dunque, nonostante le credenze dell’ideologia individualistica, il corpo non ci appartiene. Il giurista e psicanalista Pierre Legendre diceva che il corpo appartiene

  • Intervista di Pasquale Petrocelli

    In un numero del nostro giornale (La salute intellettuale, n. 17, gennaio 2006), Paolo Capuzzi, area manager di Amplifon Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, accennava a un progetto inerente la magnetizzazione degli edifici per permettere ai deboli d’udito di ascoltare i suoni più distintamente. Può dirci qualcosa di più del progetto?

  • I primi due decenni del secolo scorso furono tra i più ricchi di acquisizioni per la scienza, in Occidente. Ciascun giorno si segnalava per imprese, scoperte, invenzioni. Planck definì la teoria dei quanti, Bohr le proprietà spettroscopiche dell’atomo, Hertz l’andamento ondulatorio della propagazione elettromagnetica, Einstein la teoria sulla relatività, Poincaré diede i contributi più importanti alla teoria matematica delle funzioni e Marconi istituì le trasmissioni a onde corte. Wittgenstein diede alle stampe il Tractatus Logico-Philosophicus, Saussure le lezioni

  • Ringrazio l’Unione Industriali di Modena, in particolare la Nuova Didactica e coloro che dirigono questa iniziativa e che promuovono un dibattito anche rispetto all’economia, alla finanza e all’intellettualità dell’impresa. Ringrazio la dottoressa Anna Spadafora, che ha voluto organizzare questo incontro e ha tanto insistito, e anche la dottoressa Stefania Persico, che mi ha convinto a intervenire. Sono contento di trovarmi qui con voi e ringrazio ciascuno di voi di trovarsi qui con me.

  • Una delle considerazioni più suggestive formulate nei confronti dell’epistemologia è che essa sia sorta a partire da un’istanza di verità, che ha interessato alcuni tra gli esponenti di maggior rilievo del dibattito intorno alla scienza, nelle sue differenti discipline, e alla filosofia, nel passaggio dal diciannovesimo al ventesimo secolo: Mach, Duhem, Poincaré, Peirce, James, Dewey, Carnap, Wittgenstein, Feyerabend e altri. Verità riguardante essenzialmente l’individuazione e la definizione dei confini tra ciò che può essere definito come scienza e quanto, viceversa, va