Carlo Marchetti

  • Nel capitolo del suo bellissimo libro In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica intitolato La strada della salute, Sergio Dalla Val affronta alcune tra le questioni nodali di questo momento storico, riguardanti la nozione di salute, che nel suo testo non si sovrappone a quella di sanità, ma concerne molti altri aspetti importanti della vita. “La salute”, scrive l’Autore, “esige un intervento in direzione del valore della vita, non della morte. Rispetto al valore, la bussola non è una ricetta, ma un’istanza”. Salute come istanza

  • La cifrematica rileva che l’humanitas ha il suo terreno nell’incontro. Soltanto nell’incontro, nel suo tessuto straordinario, che trova la sua condizione nell’assoluto, può prodursi il miracolo. La psichiatria spesso manca quest’aspetto, perché, in chi si trova stigmatizzato in una categoria nosologica, vede soltanto come negatività l’anomalia, la stranianza, l’assenza di socializzazione, ed esclude la novità e l’invenzione insite in ciascun incontro. Ciò riguarda anche il senso comune e la cosiddetta mentalità di ognuno, quando si avvicina all’altro escludendo l’ascolto e negando

  • Per Freud, ciascuno è caso di vita, caso che si scrive vivendo. Egli stesso, in numerose occasioni, si definì biografo dei casi che incontrava, così come s’interessò con efficacia e originalità a casi tratti dalla cronaca, dalla storia e dall’arte, in alcuni scritti come Il caso clinico del presidente Schreber, Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, Il delirio e i sogni della “Gradiva” di Wilhelm Jensen, Il Mosè di Michelangelo. Altri autori, dopo anni di ricerca e di pratica riguardanti la clinica, il disagio, le cosiddette problematiche psichiche, a un certo punto hanno

  • Nell’introduzione al suo libro Dio, la materia, l’arte, Alessandro Taglioni scrive: “Dove sta l’arte? Oggi, non più dove stava prima. Prima, cioè nel Quattrocento e nel Cinquecento. Ciò che avviene nell’arte cosiddetta contemporanea è la decadenza che ha inizio con la reazione al rinascimento. E, allora, dove sta, dopo tutti i distinguo che sono intervenuti? L’idea della morte di dio, della morte dell’uomo, della morte della materia, della morte dell’arte ha prodotto interrogazioni speculari il cui risultato è la tabula rasa pop concettuale. [...] Una volta c’era la pittura ‘di

  • Nella mia pratica clinica, noto che la rappresentazione del disagio s’instaura sempre più spesso, soprattutto nei giovani, a partire dalla credenza nell’assenza, nella mancanza o nell’insufficienza di piacere. Per intendere quanto il piacere in occidente sia stato demonizzato nel corso dei secoli, basta leggere Il martello delle streghe, scritto alla fine del Quattrocento dai domenicani Heinric Institor Kramer e Jacob Sprenger per rendere operativa una bolla di Papa Innocenzo VIII, intitolata, non a caso, Summis desiderantes.

  • Per censura s’intende comunemente il controllo esercitato da un’autorità sulla comunicazione verbale, soprattutto nella forma scritta, per immagini o attraverso altre forme di espressione. Tale controllo è stato ritenuto applicabile, nella maggior parte dei casi, all’ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella a mezzo stampa o di altri strumenti di comunicazione, ma, in non pochi casi, anche al controllo dell’espressione dei singoli. Nei secoli, con l’aumento del numero di media, con l’invenzione della stampa, della fotografia, del cinema, della radio e della televisione, di

  • Oggi, la ricerca e la pratica mediche costituiscono nel pianeta forse il settore dove più cadono confini e barriere religiose, nazionali e linguistiche nell’affrontare i problemi, nell’incontrarsi, nello scambiare acquisizioni e metodi e nel mantenere e perfezionare tecnologie e metodiche valide. Poche scienze come la medicina si reinventano in un percorso di ricerca che trae vantaggio dalle condizioni fornite dall’ambiente e dalla società, pur nella continuità dell’obiettivo più importante, la cura, individuando strumenti per metterla in atto nel modo migliore.

  • Il 25 agosto 1256, la campana dell’Arengo del palazzo del Podestà di Bologna chiamò a raccolta i cittadini bolognesi in piazza Maggiore: il Podestà e il Capitano del popolo annunciarono la liberazione di circa seimila servi. Furono riscattati con il pagamento, da parte del tesoro comunale, di otto lire d’argento bolognesi (per i bambini) e dieci (per i maggiori di 14 anni). Con quello che era uno dei principali atti liberatori servili medioevali, chiamato inizialmente Paradisum voluptatis, Bologna fu il primo comune italiano, e una delle prime città al mondo, a introdurre un

  • "Via via che conoscevo meglio la vita del manicomio mi rendevo conto che le persone internate ricorrono alle strategie e agli accorgimenti di sopravvivenza di cui tutti hanno bisogno quando si trovano costretti in luoghi di soggiorno forzato, dopo essere stati strappati con l’inganno e con la violenza alla loro casa, ai loro rapporti reali, ai loro affetti e al loro ambiente originale”.

  • È indubbio che, riguardo alla salute, da oltre cinquant’anni, c’è una questione che ha rilievo e si staglia su qualsiasi altra: la questione cancro. Per la sua crescente diffusione tra la popolazione, per l’incidenza che ha rivestito e riveste tuttora nella morbilità, per gli aspetti culturali, economici e finanziari che comporta, essa è diventata, in questi anni, la questione di salute per eccellenza, perdendo, in parte, le caratteristiche di nemico oscuro, quasi il paradigma del male da combattere. Oggi, i tumori, più di altre malattie, sono posti in relazione con aspetti specifici