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COME ARRICCHIRE LA PROPRIA VITA

investitore di Rerum Capital Spa, Bologna

Lei ha incominciato a lavorare nell’ambito della consulenza amministrativa negli anni settanta e poi ha rilanciato la sua esperienza nel settore  della salute. Ma la sua testimonianza in questo numero della rivista ruota attorno ai suoi investimenti in ambito immobiliare. Percorriamo insieme le tappe di questa traversata…

Avevo trent’anni quando nel 1974 ho aperto lo studio professionale di consulenza del lavoro e fiscale. Quasi al termine della mia attività ero giunta ad avere due studi a Bologna, nel Palazzo Zambeccari di via Farini, e collaboratori validissimi ai quali poi, nel 2011, ho ceduto l’attività. Sono andata in pensione anche perché in Italia tutti i giorni intervenivano nuove normative nel settore, però non potevo assolutamente rimanere senza fare niente. Pertanto ho accettato di buon grado il ruolo di amministratore delle Terme di Porretta quando mi è stato proposto, nel febbraio 2014. Poi, nel luglio dello stesso anno ho dovuto portare i libri in tribunale, attraversando una fase molto difficile perché erano tantissimi i dipendenti in cassa integrazione. Quando la Banca di Bologna Real Estate ha rilevato le terme dal fallimento mi ha chiesto di ricoprire la carica di amministratore. Sono sempre stata accanto ai dipendenti e, quindi, non ho mai tagliato il cordone ombelicale con le Terme di Porretta. Parlo di cordone ombelicale perché è un’attività a cui tengo molto e che è proseguita fino a oggi, da quando nel 2022 è subentrata la nuova proprietà e la gestione del Gruppo Monti.

Il tema che esploriamo in questo numero della rivista concerne la questione donna, che non è riducibile a una questione di genere. In che modo lei ha attraversato le trasformazioni che sono intervenute lungo il suo cammino?

Io ho ottantuno anni, ho lavorato tutta la vita e la mia idea è sempre stata quella di continuare a lavorare. Spesso ho sentito dire: “Ah, non vedo  l’ora di andare in pensione!”, invece per me è sempre stato il problema inverso: “Cosa faccio quando andrò in pensione?”. E grazie al cielo il destino mi è venuto in aiuto e ho incominciato a lavorare nell’ambito termale. Questo settore è sempre stato di mio interesse, perché fin da quando ero giovane ho letto molti articoli di medicina. Ho sempre cercato di curarmi preferendo un approccio più naturale rispetto all’assunzione di farmaci, che riservo ai casi eccezionali e urgenti, e ho sempre avuto grande attenzione all’alimentazione. Io non ho mai bevuto e fumato, ho condotto una vita sana e questo ha inciso positivamente: ho ottantuno anni e riesco ancora a lavorare dodici ore consecutive al  giorno senza essere stanca.

Sono sicura che una vita sana e anche un’alimentazione corretta contribuiscano a un invecchiamento migliore. Ma sono anche convinta che il lavoro sia la panacea di tutti i mali, ovviamente se è svolto secondo un ritmo equilibrato. Lavorare non mi ha impedito di viaggiare, di arricchirmi culturalmente e anche di fare ricerche spirituali.

Da sempre ho pensato che dovevo lavorare tutta la vita e non privarmi di quell’adrenalina giornaliera che fa bene anche al corpo. Il lavoro, infatti, comporta obblighi e scadenze da rispettare, risposte da dare, ma questo impegno mi ha fatto sentire sempre molto viva. Non puoi pensare di andare in pensione per dedicarti ai tuoi interessi. Coltivare interessi non è come lavorare, perché lavorare implica l’assunzione di rischi e di responsabilità. Poi certamente ho degli hobby però, ripeto, è il lavoro che ti consente di coltivare gli hobby, non viceversa.

Nella mia attività lavorativa precedente non incontravo ottantenni. Invece, operando nel settore della salute ovviamente ho incontrato una serie di persone invecchiate, in alcuni casi anche precocemente, a livello sia cerebrale sia fisico, per cui ritengo che l’attività del cervello, che il lavoro  alimenta, abbia un’influenza positiva anche sul corpo. Allora, se tu hai “la carica”, non solo puoi programmare le cose da fare, ma non pensi neanche a tutti i tuoi mali, non hai tempo per compatirti e per compatire gli altri. Quindi lavorare è forse anche un modo di non pensare alla morte.

Quando sono andata in pensione mi sono detta: “Bene, adesso incomincio a viaggiare”. Poi, durante i miei viaggi, ho incontrato molte persone che viaggiavano di continuo e non si ricordavano neanche più dove ùfossero state. Ho concluso che non era quella la strada da percorrere. Il  viaggio deve essere qualcosa che ti arricchisca culturalmente, però non ti può riempire la vita. Allora, cos’è che arricchisce la vita? Io dico che è il lavoro, perché mi permette di rimanere viva e, quindi, mi consente anche di coltivare tutti quegli interessi che non mi sono mai mancati. Probabilmente, questo mix di vita sana – dormo sempre otto o nove ore per notte –, lavoro, interessi e ricerca spirituale mi abbiano consentito di festeggiare gli ottantuno anni in buona salute, con la testa ancora lucida e non avendo paura del futuro, anche perché ritengo di avere ancora molte partite da giocare.

A proposito di partite, perché ha deciso di investire nel Club Deal bolognese Rerum Capital, costituito dall’integrazione di investimenti immobiliari e finanziari?

Il settore immobiliare è sempre stato di mio interesse, ed essendo abbonata alla “Città del secondo rinascimento” avevo letto di alcuni progetti  immobiliari di Rerum Capital. Allora sono andata a incontrare Luca Pulega e Alessandro Terio, che mi hanno accolto illustrandomi i loro interventi di rigenerazione urbana: nuovi appartamenti progettati con criteri antisismici e di risparmio energetico, che io apprezzo moltissimo. Quando ho incominciato a investire in questo Club Deal si potevano anche acquistare con un bonus fiscale molto interessante, che in parte perdura anche oggi.

Rerum Capital è una società dinamica, ma ponderata nelle scelte, che opera nel mercato con intelligenza, promuovendo costruzioni in aree  molto interessanti ed appetibili di Bologna: con il team di Rerum Capital anche un privato può fare un investimento che sia proficuo e redditizio.

Perché è proficuo questo investimento?

Rerum Capital è un’azienda moderna che rispetta i canoni e le esigenze dell’edilizia più avanzata. Oltre che nella scelta della posizione degli immobili, è un’azienda accorta sia nel modo di costruire sia nel modo di finanziare la sua attività e il suo sviluppo. Grazie a una compagine azionaria qualificata, è una realtà immobiliare molto solida a livello finanziario. Io ho sottoscritto una quota del prestito obbligazionario, che  anzitutto mi ha dato un rendimento  maggiore di quello che può dare una banca, e alla scadenza potrò scegliere fra la restituzione del capitale investito oppure optare per l’acquisto di alcuni appartamenti costruiti da Rerum Capital, perché sono sicura della qualità delle loro costruzioni. Il bello di questo Club è che funziona come impresa di costruzione edile e valorizzazione immobiliare, ma funziona anche come investimento finanziario. Sono entrata come obbligazionista, ma sarò loro cliente anche per l’acquisto di appartamenti. Tutto ciò rappresenta un quid in più  che la rende unica nel settore. Inoltre è un’azienda molto radicata a Bologna, dove io sono nata e dove ho sempre vissuto, in particolate nella  zona del centro città. E proprio nel pieno centro storico di Bologna la Rerum Capital sta iniziando a fare la completa riconversione di un ex edificio scolastico in tanti piccoli alloggi con posto auto: in prospettiva questo è molto interessante per me, perché dimostra l’estrema attenzione anche nella scelta dell’ubicazione degli immobili, che rispondono alle esigenze di studenti, anziani e lavoratori.

Quindi, consiglierebbe di investire in Rerum Capital?

Certamente, consiglio vivamente la partecipazione a questo Club Deal bolognese, anche perché si rivolge al settore più sicuro per eccellenza,  quello immobiliare, in grado di generare anche un reddito finanziario tramite l’acquisto di un’obbligazione con un tasso non buono, ma ottimo.  Ho sempre creduto nel mattone: se tu acquisti una casa costruita con i dovuti crismi e che sia in posizione centrale, difficilmente si svaluterà nel tempo, a meno che le città non si spopolino. Ma ne dubito, perché la città è viva anche culturalmente. Inoltre, le possibilità che hai nelle città non le trovi certamente nelle lontane periferie, dove spesso scarseggiano bellezza architettonica, servizi e trasporti, e soprattutto incontri che offrono nuove opportunità.

 

 

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