Vi ringrazio per essere intervenuti così numerosi: ne siamo felici e onorati. Un ringraziamento particolare va a Monsignor Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, a Mario Mantovan, sindaco di Porto Viro, a Michele Grossato, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’area del Delta del Po, e a tutti i sindaci del territorio Deltino.
Oggi è una data molto significativa per la nostra Casa di Cura: il 21 novembre 1630 il popolo veneziano vide terminare una tremenda epidemia di peste dopo avere fatto un voto alla Vergine Maria. Per adempiere a questo voto fu costruita la Basilica della Madonna della Salute, e da allora la data è celebrata annualmente con la festa della Madonna della Salute.
Quando nel 1955 nacque la nostra Casa di Cura, fu scelto di dedicarla alla Madonna della Salute, invocando il suo aiuto nel compimento del dovere di cura e assistenza. Quest’anno, però, è una festa speciale: ricorre il 70° anniversario della nostra fondazione.
Da 70 anni ci prendiamo cura delle persone di questo comprensorio e ne siamo orgogliosi e onorati. Manteniamo lo stesso spirito di servizio con cui il fondatore Romano Quadretti ha inaugurato la struttura e poi ha maturato un approccio di qualità all’assistenza e alla cura, che si è sempre evoluto nel corso degli anni, seppur molto differente da come si presenta oggi, come accade per il naturale fluire del tempo.
Io, ad esempio, ho avuto il privilegio di partecipare alle celebrazioni per il 50° (nel 2005), per il 60° (nel 2015) e oggi sono qui per il 70°.
Certo, da allora la nostra struttura è cresciuta, si è ingrandita e ha letteralmente cambiato volto. Ciò nonostante, ritengo che ancor oggi la mission visionaria del dottor Romano Quadretti non sia molto lontana. Certo, molti sono i traguardi raggiunti, ma ora come allora si presentano gli ostacoli percorrendo la via della crescita e dell’evoluzione.
Se nel 1955 l’obiettivo era quello di alleviare le sofferenze di una popolazione che si trovava a fare i conti con condizioni di vita povere e “provate” dalla furia dell’alluvione, oggi le sfide non sono terminate, anzi!
La collocazione periferica della nostra Casa di Cura, l’indice di vecchiaia tra i maggiori del Veneto della nostra popolazione e la desertificazione sanitaria fanno sì che oggi rispondere alla domanda di salute sia un’impresa a dir poco eroica.
E proprio per questo rivolgo, sia direttamente sia a nome del C.d.A., un sentito ringraziamento per l’impegno profuso a ciascuno del personale, che quotidianamente si prende cura di pazienti che si rivolgono a noi chiedendo assistenza e cura.
In questo contesto (seppur sintetico), la Casa di Cura nel corso degli anni ha dato un contributo positivo e concreto per lo sviluppo del territorio. È sempre stata un punto fermo, un riferimento su cui contare, erogando assistenza di qualità e con una particolare attenzione al paziente come “persona”.
Di sicuro, come ente, abbiamo cercato di tendere sempre al rinnovamento e all’innovazione: sia sotto il profilo professionale, tecnologico, e negli ultimi anni anche sotto l’aspetto strutturale. Questi muri ne sono l’esempio più concreto e chiaro.
Abbiamo, di sicuro, fatto sì che il “fare” fosse il nostro mantra: poche parole, ma tante azioni concrete; solo in questo modo si possono offrire “salute” e “cura” alle persone che le chiedono.
La Casa di Cura che ci ospita oggi è un’opera non ancora completata in tutte le sue parti, ma lo dico senza timore di smentita, è stata concepita secondo le più moderne tecniche edili e tecnologiche proprio per dare un servizio alla collettività.
Sottolineo che siamo una Casa di Cura accreditata con il S.S.R.-S.S.N., e per questo siamo parte integrante del Servizio Sanitario e forniamo servizi sanitari 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Siamo un presidio sanitario indispensabile per l’area del Delta del Po che, come ricordavo poc’anzi, è estesissima; un presidio che, mi sia concesso evidenziare, purtroppo non ha sempre avuto il giusto riconoscimento, soprattutto se pensiamo che il servizio reso dalla nostra istituzione è tangibile, concreto e viene erogato secondo gli standard stabiliti dalla Regione Veneto.
Confidiamo che il nostro impegno nel fornire accessibilità alle cure, il lavoro qualificato dei nostri collaboratori, a cui rivolgiamo sempre la nostra gratitudine, trovino il giusto riconoscimento per poter continuare, come prima cosa, a garantire la sostenibilità della nostra opera.
Grazie a tutti, e buona festa della Madonna della Salute.