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L’IMPORTANZA DELLA VERTICALIZZAZIONE DEGLI EDIFICI

Il Club Deal bolognese Rerum Capital, di cui lei è presidente e che ha costruito alcuni edifici di pregio nelle aree più interessanti di Bologna, accoglie nella sua compagine sociale esponenti del settore imprenditoriale e privati cittadini che hanno deciso di investire parte dei propri capitali nel settore immobiliare. A proposito del tema di questo numero della rivista, L’esigenza, quali sono le esigenze che avete riscontrato in questi anni da parte dei vostri soci e investitori?

Data l’inflazione e il depauperamento monetario degli ultimi anni, la saggezza antica del nostro popolo si orienta verso i beni reali, percepiti come gli unici in grado di contrapporsi
all’erosione del potere d’acquisto del denaro. Gli investitori di Rerum Capital sono soprattutto privati cittadini alla ricerca di un impiego sicuro e profittevole di una porzione dei propri risparmi.

Qual è stata l’esigenza che vi ha tratto a investire nel Club Deal di Rerum Capital?

Siamo giunti a questa formula d’investimento facendo alcune considerazioni. Oggi il sistema bancario italiano è poco propenso a investire nell’economia reale, abdicando così alla storia delle banche di questo paese, nate per finanziare la crescita, lo sviluppo e la prosperità dell’economia reale. Inoltre, l’ISTAT ha rilevato che nei prossimi anni occorreranno circa un milione di nuove unità abitative e Bologna è una delle città in cui questa esigenza è stata quantificata in oltre un migliaio di appartamenti nuovi all’anno. Ma attualmente la capacità produttiva delle
forze economiche della città non è in grado di sopperire a questa necessità. Domanda e offerta sembra che a Bologna non si incontrino.

Il vostro progetto come si integra con le nuove esigenze ambientali?

La Regione Emilia-Romagna ha dato delle linee guida a livello legislativo che incentivano la verticalizzazione delle nuove costruzioni. La verticalizzazione degli edifici evita un modello di città estesa decine di chilometri – come nel caso di Los Angeles –, che presenta problemi di trasporti, di marginalizzazione sociale e difficoltà a erogare servizi. Nel nostro capoluogo, però, viene
contrastato tale processo di verticalizzazione, con il risultato antiecologico di rendere impermeabile il terreno e di “consumare” altro suolo agricolo. Ma questo approccio si scontra con la tradizione di Bologna, città turrita già dal Medioevo e la cui verticalizzazione è diventata l’elemento distintivo che l’ha resa famosa in tutto il continente europeo.

In che modo oggi domanda e offerta possono trovare risposte all’esigenza di nuova edilizia?

La questione abitativa per cui domanda e offerta di nuove case sembrano non incontrarsi è frutto di quanto accaduto nell’ultimo quindicennio: l’inflazione ha decurtato in termini reali il potere di acquisto degli italiani di circa il 15% (come documenta l’ISTAT), mentre viceversa i costi vivi di costruzione sono aumentati di oltre il 30% (percentuale che peraltro nella media
europea tocca vette del 60%). Questo decurtato potere di acquisto da parte del cittadino medio pone degli obblighi alla politica: assieme alla salvaguardia dell’ambiente è urgente favorire un’economia che sappia incentivare la maggiore produttività per incrementare il reddito disponibile delle famiglie. La politica locale, invece, dovrebbe rendere più fluido l’incontro fra domanda e offerta di abitazioni, favorendo la produzione di case moderne, efficienti e compatibili con i nuovi ridotti parametri di spesa dell’acquirente medio, invece che imporre nuovi vincoli in modo dirigistico, ponendo in capo alle imprese costi aggiuntivi che inevitabilmente finiscono per tradursi in aumento dei prezzi delle abitazioni, quando non determinano la completa paralisi delle costruzioni.

Bologna è anche un importante snodo logistico nazionale. È per questo che avete fondato nella “città turrita” il Club di Rerum Capital?

Rerum Capital nasce a Bologna innanzitutto perché noi siamo bolognesi innamorati della nostra città. Ma oggettivamente Bologna è vocata a essere una città di dimensione metropolitana, come provano la sua economia e la costituzione di poli di attrazione che vanno dall’Università ai servizi, all’industria e alle nuove strutture di carattere sovranazionale, come il Tecnopolo, il Cineca, il Centro Meteorologico Europeo e alcune grandi multinazionali che vi hanno trasferito sedi e impianti produttivi. L’impressione è che oggi l’impresa trovi più impedimenti a fare che non agevolazioni per supportare questa crescita e per rispondere alle esigenze della cittadinanza con il prodotto giusto al prezzo giusto.

 

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