Quando qualcuno mi chiede come sia riuscito a trasformare il modello di business dell’Academy di TEC Eurolab nel 2020, proprio durante il lockdown, la mia risposta è semplice: per me non è stato un problema, ma un’opportunità. In quel momento non c’erano alternative, eppure sentivo forte il bisogno di tanti allievi che non potevano fermarsi: avevano sfide professionali da affrontare e tutti i centri di formazione erano chiusi o offrivano soltanto le solite lezioni online, fatte di slide e voci registrate.
Così mi sono chiesto: come possiamo fare qualcosa di diverso? Come possiamo ricreare la vera esperienza della formazione, anche a distanza? La risposta è arrivata dalla nostra squadra. Abbiamo messo in campo i talenti di ciascuno, e insieme abbiamo costruito un progetto ambizioso: digitalizzare completamente le aule, per rendere la didattica “a distanza, ma in presenza”. Abbiamo creato ambienti virtuali dove gli allievi potevano parlare tra loro e con i docenti, in corsi sincroni su Microsoft Teams. Tablet dedicati, sistemi di proiezione e interazione tra aula, laboratorio e partecipanti – interni ed esterni – ci hanno permesso di garantire un contesto stimolante, dove l’unico pensiero degli studenti era imparare.
Prima di arrivare all’Academy, però, il mio percorso è stato fatto di tanti passaggi, spesso mossi più dall’urgenza che da un piano preciso. Ho iniziato in officina, quando c’era bisogno di sezionare pale di turbina per motori aeronautici: un lavoro di precisione, faticoso, che richiedeva pazienza e manualità. Poi ho esplorato la preparazione metallografica. Successivamente, a seguito delle dimissioni di un collega, ho dato una mano al marketing; da lì sono approdato all’area commerciale, occupandomi di back office, customer service e account management. Infine, quando ho assunto la responsabilità dell’Academy, mi sono trovato a scrivere business plan, marketing plan e a lavorare al progetto della società benefit che oggi si chiama Skillantis Srl, spin-off di TEC Eurolab.
Non sono mai stato un esperto in nessuna di queste aree: perciò ogni attività mi è costata il doppio della fatica. Passavo notti intere a studiare, arrivando da mia moglie alle tre del mattino, con il peso dei miei ritardi, ma anche con la certezza che la qualità non è mai negoziabile. Mi fermavo solo quando il risultato era davvero all’altezza.
E allora perché, dopo tante esperienze, ho scelto di scommettere proprio sulla formazione? Perché ogni volta che affrontavo un nuovo compito, per riuscirci, dovevo prima imparare. Dovevo mettermi in ascolto, invece di presumere di sapere. È stato questo a farmi riflettere: sul nostro territorio esistono tantissime aziende ricche di competenze e di esperienze. Perché non creare una struttura capace di metterle in rete, così che giovani, imprese e comunità possano crescere grazie a questo patrimonio? È da qui che nasce Skillantis, con la sua natura di società benefit e con il sogno di trasformare la formazione in un bene condiviso.
A dire il vero, però, prima di innamorarmi della formazione, mi sono innamorato delle persone che la rendevano viva. Quando ho preso in mano l’Academy, non avevo ancora quella passione. Ma lavorando con due collaboratrici straordinarie – Marina Brutti, responsabile della segreteria tecnica, e Silvia Borgognoni, docente e terzo livello nei controlli non distruttivi – ho cominciato a guardare con i loro occhi. Mi sono chiesto: come posso rimuovere tutti gli ostacoli che incontrano, così che possano esprimere al massimo i loro talenti? E successivamente la cosa si è riproposta con altre preziose collaboratrici, Monica Selmi e Beatrice Sgalla, che si occupano dello sviluppo commerciale, della comunicazione e delle attività marketing. Sono le persone con le quali collaboro, che contribuiscono a ispirare e a realizzare il mio progetto d’impresa.
E la cosa più bella, oggi, è incontrare persone nuove, scoprire chi sa fare molto meglio di me e costruire con loro un team che mette la qualità al servizio del territorio. Faticare insieme, impegnarsi, portare avanti qualcosa di utile. E, la sera, andare a letto con la felicità semplice di aver fatto qualcosa di buono.
L’articolo di Luca Moscatti è tratto dal convegno Raccontare l’impresa. Costruire il futuro, in occasione dei 35 anni di TEC Eurolab (Palazzo Ducale, Modena, 10 giugno 2025).