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COME IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE PUÒ APPRODARE AL SETTORE DELLE IMPRESE

presidente di Rerum Capital, Bologna

Il Club Deal Rerum Capital quest’anno compie dieci anni dalla sua inaugurazione, registrando un’acquisizione continua di nuovi soci. Lei, che ne è presidente, può accennare al percorso tracciato fino a oggi insieme all’amministratore delegato Alessandro Terio?

La formula assolutamente originale del Club Deal consiste nel coinvolgere direttamente gli investitori in un pro- getto imprenditoriale capace di dare impulso sia all’attività economica, nel nostro caso immobiliare, sia alla promozione della rigenerazione urbana della città, rendendo protagoniste le famiglie e i privati nell’investimento dei propri risparmi.

In questi dieci anni siamo partiti da piccole operazioni che potremmo definire di ricucitura del tessuto urbano, arrivando a concluderne anche quattro o cinque in un anno. È poi iniziata una seconda fase, nella quale abbiamo investito in progetti di rigenerazione urbana più importanti, per esempio edifici scolastici e capannoni industriali dismessi, che hanno portato alla realizzazione di fabbricati con appartamenti di qualità a prezzi accessibili. Oggi si apre una terza fase, tesa alla valorizzazione immobiliare attraverso l’acquisizione di importanti complessi, liberi o a reddito, per continuare a gestirli in maniera proficua, garantendo i dividendi ai nostri soci, oppure attraverso la loro trasformazione in alloggi moderni, di piccola o media metratura, dotati di servizi di domotica, insonorizzazione, climatizzazione e sistemi per il risparmio energetico, così da rispondere efficacemente alle nuove esigenze abitative delle città. Occorre, infatti, rispondere alle necessità di categorie specifiche come studenti, lavoratori temporanei, manager o di turisti che scelgono di soggiornare nei B&B, oggi sempre più diffusi nei centri storici, con il rischio di trasformarli in luoghi privi di identità, mangimifici che alimentano un turismo selvaggio, come è avvenuto a Bologna. Quest’opera di valorizzazione immobiliare che valorizza anche il risparmio privato, ci consente ora di rivolgere la nostra attenzione a tante realtà interessanti di Bologna e di altre città, come per esempio Firenze e Milano.

Quali sono le nuove esigenze del risparmiatore, in Italia?

Le statistiche pubblicate dalla Banca d’Italia registrano che gli italiani detengono ancora un enorme patrimonio di liquidità dormiente nei conti correnti, accantonato per un generico “non si sa mai”. Questa quota di risparmio è quella che più soffre il depauperamento inflattivo. Un’altra im- portante quota è investita nei titoli del debito pubblico che, se da un lato sono utili a sostenere le dinamiche della nostra Repubblica, dall’altro tendono a costituire una forma di risparmio improduttivo. Oggi appare sempre più necessario che l’Italia si uniformi ai migliori modelli nord-europei e anglosassoni, fondati su un risparmio che finanzia attivamente lo sviluppo delle imprese. La nostra proposta è una delle tante declinazioni di questa modalità: il risparmio delle famiglie approda al settore dell’impresa, trovando solidità negli investimenti, ma anche convenienza e redditività.

L’italiano sta constatando che, oltre alla casa per sé e per i propri figli, l’acquisto di un appartamento, di un negozio o di un ufficio da affittare rappresenta un investimento troppo oneroso da gestire e poco redditizio. Investire nel mercato immobiliare è ancora una scelta vincente e il nostro Club Deal dimostra che può essere un modo più dinamico e capace di offrire risultati economici molto più soddisfacenti, senza porre in capo al singolo investitore alcun problema di natura legale o amministrativa e senza richiedere l’acquisto diretto di un appartamento.

In questo numero avviamo il dibatti- to intorno al tema La mano dell’arte e dell’invenzione. Voi raccogliete i contributi di tante mani che condividono il progetto di Rerum Capital di costruire città più belle e moderne…

In un caso, addirittura, posso dire che abbiamo costruito un edificio in zona San Ruffillo che offre un contributo di modernità a tutta l’area: è proprio bello da vedere e da vivere. La cosiddetta rigenerazione urbana è un lavoro di cesello, che richiede intelligenza e sensibilità artistica, perché non si tratta più di “consumare suolo” per produrre meri contenitori abitativi, come è avvenuto nelle grandi periferie cresciute intorno alle nostre città. Oggi occorre recuperare l’esistente con interventi lungimiranti, con l’approccio con cui si lavorava nelle botteghe degli artisti del Rinascimento: capitalizzando gli stili architettonici precedenti, ma innovando.

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