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IL BELLO DEL PRIVATO

amministratore della Casa di Residenza per Anziani Villa Giulia, Pianoro (BO)

Da quasi quarant’anni la mia famiglia gestisce la Casa di Residenza per Anziani Villa Giulia, che accoglie anziani e ultracentenari nella fase della vita in cui intervengono nuove esigenze e nuovi desideri. È necessario quindi mettere in questione lo stigma della “casa di riposo”, perché, come i bambini vengono iscritti negli asili, così gli anziani hanno il diritto di accedere a strutture in cui possono svolgere le attività che interessano loro. In Italia non c’è ancora un vero dibattito intorno a questo tema, perché l’anziano è ritenuto di scarsa utilità. Ricordo, invece, che l’indotto dei servizi nel settore contribuisce in modo crescente al PIL di questo paese. La mia testimonianza in questo convegno (Il privato, Bologna, 4 novembre 2025) ruota attorno all’apporto dell’impresa privata nella fase della vita fra le più delicate come quella della senescenza. Allora, oggi ho scelto alcune parole che interpretano bene il nostro lavoro quotidiano: libertà, costanza, ricerca, velocità, anima e valore.

Fra queste, la parola “libertà” è imprescindibile. Oggi siamo fieri di dire che la bellezza dell’esperienza in Villa Giulia è data proprio dalla libertà di fare. Nella nostra famiglia le decisioni sono sempre state prese in piena libertà, sia per gli investimenti da fare sia per i finanziamenti da ottenere. E questa libertà ci consente anche di gestire umanamente la nostra struttura. Sono stati innumerevoli i sacrifici che abbiamo dovuto fare per rispondere alle necessità della nascente Villa Giulia e, arrivati a questo punto, possiamo solo migliorare.

La seconda parola che racconta i nostri quarant’anni è “costanza”: la costanza che ci consente di lavorare intensamente. È stato molto importante, infatti, soprattutto in fasi delicate della gestione – come sono state quella del Covid e poi quella dell’alluvione – avere questa costanza, in modo da non far mancare niente ai nostri “nonni”. La costanza che caratterizza la nostra missione è stata trasmessa a me e a mio fratello soprattutto da nostra madre e oggi fa parte di noi.

Grazie alla “ricerca” – la terza parola del nostro itinerario – Villa Giulia sta diventando sempre più un modello di accoglienza privata di anziani e ultracentenari. Anche quest’anno ci è stato conferito il Premio Onda dall’omonima Associazione che celebra la qualità e l’umanità che caratterizzano i servizi di Villa Giulia, scelta fra duecento strutture in Italia. A dicembre abbiamo ricevuto un altro premio per un progetto
molto bello, la idrokinesiterapia, attività che si svolge in acqua riscaldata per persone con deterioramento cognitivo. Il nostro progetto è stato
indicato come best practice a livello nazionale. Il privato non ha paura della novità e oggi questo approccio ci viene riconosciuto anche dai residenti e dai loro familiari.

La quarta parola è “velocità”. Il bello del privato, in Italia, è che ha una capacità decisionale quasi immediata e, pur dovendo rispettare migliaia di procedure complesse, risponde con un’organizzazione snella e veloce. Il privato è sempre teso a intraprendere strade nuove che vanno in direzione del valore, come dimostra la storia dei nostri quarant’anni. È proprio grazie a questo approccio che il nostro paese resta un caso di qualità unico al mondo. Io mi reco spesso in America, perché ho un figlio che ha studiato e vive là, ma vi assicuro che “l’America”, con il suo mito, è qui da noi! In Italia abbiamo esempi di imprenditori capaci, anche di innovare, quindi è giusto dare la possibilità di sviluppare queste capacità a chi vuole mettersi in gioco.

In Villa Giulia “mettiamo l’anima” in tutto ciò che facciamo. Per esempio, abbiamo predisposto un programma chiamato PAI, Piano Assistenziale Individualizzato, per ciascuno dei residenti. Tramite un lavoro di equipe viene stilata una programmazione con obiettivi specifici da raggiungere per il benessere della persona. La bellezza del nostro progetto è che in ogni momento della giornata e nei vari reparti della struttura si svolgono attività a libero accesso, legate sia alla stagionalità sia alle tradizioni del nostro territorio. Se noi, invece, lasciamo l’anziano in casa, a guardare la televisione e a fare poco altro, che vita gli offriamo? Durante la fase del Covid ha avuto grande audience il decesso dei ricoverati nelle case di riposo, ma non abbiamo contato quanti sono stati quelli degli anziani in casa! Sono stati lasciati nell’assoluto isolamento e non li ha citati nessuno. Oggi mi rivolgo a ciascuno di voi per dire una volta di più che gli anziani sono una miniera inesauribile di risorse, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti, e occorre accogliere la loro saggezza per trasmetterla alle prossime generazioni di questo paese.

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