Villa Giulia è la Casa di Residenza per Anziani diventata un unicum nel panorama della cura e dell’assistenza agli anziani in Italia. Per questo, lei, che ne è amministratore ormai da molti anni, è stata chiamata a dare testimonianza della vostra esperienza in diverse istituzioni in Italia…
In febbraio scorso sono stata invitata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia per dare testimonianza dell’esperienza di Villa Giulia, nell’ambito del progetto di ricerca QWoRe finanziato dall’Unione Europea, in cui vari enti e professionisti sono intervenuti da diverse regioni per illustrare gli esiti dell’indagine intorno alla qualità della vita lavorativa nelle strutture dedicate agli anziani. Al progetto, coorganizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, dall’Università Politecnica delle Marche e dall’Università degli studi di Milano, sono state convocate a partecipare anche alcune figure professionali di Villa Giulia, scelta insieme a un’altra struttura per rappresentare il settore dell’assistenza agli anziani dell’Emilia Romagna.
Questa indagine ha prodotto risultati non molto soddisfacenti. Accogliere e assistere l’anziano è un’attività molto complessa per gli operatori del settore, soprattutto per gli operatori socio-sanitari (OSS). Tenere conto delle condizioni di salute dell’anziano è soltanto un aspetto del lavoro che sono chiamati a svolgere. Per questo è necessario che gli OSS abbiano una formazione specifica e ad ampio raggio e che sia valorizzato il loro apporto nella società.
Dai dati emersi sembra che questi operatori siano chiamati a svolgere turni usuranti, spesso non potendo assumere decisioni nello svolgimento della propria attività. In generale, l’OSS interviene in un contesto di mancanza di umanizzazione nella cura, perché il suo lavoro è valutato tenendo conto di parametri standard come quello del minutaggio dell’assistenza, cioè in base ai pochi minuti che deve dedicare all’assistenza dell’anziano. Questo non accade in Villa Giulia.
La cura – parola che ha un’accezione molto ampia, non riducibile allo standard della relazione sociale sano-malato – produce i suoi effetti lungo il dispositivo che viene instaurato con ciascuno. Senza i dispositivi della parola l’anziano resta mero oggetto di cura e prevale l’idea della cura, a cui l’anziano deve conformarsi e non diventa asset dei dispositivi dell’esperienza…
Nella nostra Casa di Residenza per Anziani i residenti collaborano con gli operatori nei dispositivi del fare ciascun giorno. In questi di- spositivi intervengono il gioco e il lavoro, per questo il residente non viene mai considerato in base al numero progressivo del suo letto. I nostri operatori sono tenuti a tenere conto delle esigenze particolari di ciascuno. Non possiamo standardizzare l’assistenza, perché ciascuno ha esigenze differenti, non siamo tutti uguali. Questa differenza è valorizzata in Villa Giulia.
La popolazione sta invecchiando e il paese avrà sempre più bisogno di strutture dotate di professionisti esperti. L’operatore socio-sanitario è una figura molto importante nell’ambito assistenziale, perché è la prima ad essere chiamata a rispondere alle necessità dell’anziano. Attualmente, ciascun operatore ha l’obbligo di fare dodici ore di formazione all’anno, ma a Villa Giulia sono state incrementate fino a trenta. Questa formazione oggi non basta più.
La qualità della formazione non è data dall’accumulo di nozioni che il discente sarebbe tenuto a imparare e a replicare…
Nella nostra struttura la formazione non manca, sia come supporto psicologico sia anche come acquisizione di nuove procedure per svolgere questa attività. Ma oggi si pone un tema nuovo, se vogliamo rendere appetibile ai giovani questo lavoro. È necessario equiparare il titolo di studio di OSS a quello che rilascia un istituto tecnico o un liceo e occorre una formazione per l’assistenza all’anziano che non sia standard. Fare l’operatore socio-sanitario non è fare un lavoro di ripiego. Bisogna valorizzare il percorso formativo e la pratica anche attraverso il riconoscimento di questo titolo di studio. Ma in questo settore è essenziale acquisire una formazione che mantenga sempre l’apertura che esige l’arte di invecchiare.

