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LA MANO DEL FARE INSTAURA LA NOVITÀ

amministratore della Casa di Residenza per Anziani Villa Giulia Srl, Pianoro (BO)

Il tema di questo numero della rivista, La mano dell’arte e dell’invenzione, pone l’accento sui dispositivi dell’esperienza. Nel vostro caso, la mano dell’arte e dell’invenzione è la mano del fare, la mano della cura. Anziché puntare alla cura intesa come medicalizzazione dell’anziano, che pure in Villa Giulia è seguito da professionisti specializzati, i vostri ospiti residenti sono impegnati nei vari dispositivi del fare in programma ciascun giorno. Ma in che modo interviene la cura nella vostra Casa di Residenza, che accoglie oltre cento anziani?

Nella nostra pratica constatiamo ciascun giorno che la cura consiste nel consentire all’anziano di fare e di sentirsi ancora utile, utilizzando le proprie “abilità” esistenti e non residue. Vivendo, non c’è niente che possa dirsi residuo. La cura consiste nel continuare a utilizzare le proprie abilità, sono queste che rendono vivo l’anziano. È necessario aiutarlo a sentirsi ancora utile, mettendo in gioco le abilità che possiede. Non mi piace parlare di abilità residue, perché non c’è niente di residuo nella vita: c’è in- vece qualcosa di intoglibile, che resta e che dobbiamo rilanciare.

La persona che si sente trattata da “inabile” tende ad abbandonarsi. Per questo noi cerchiamo di prevenire un decadimento, che oltre a essere fisiologico, diventa anche cognitivo, e realizziamo progetti dedicati al mantenimento della memoria attraverso attività proposte da professionisti, animatrici ed educatrici. Se l’anziano perde la cognizione del tempo, per esempio, anche il corpo registra un decadimento. In Villa Giulia noi cerchiamo di seguire l’antico adagio mens sana in corpore sano attraverso i dispositivi del fare.

A proposito di cura, abbiamo predisposto un progetto dedicato alla cura dell’immagine del corpo. Ci avvaliamo di professionisti che periodicamente fanno la manicure e mettono lo smalto e il rossetto alle signore. Oltre alla piega e alla permanente, la parrucchiera si occupa anche della tinta dei capelli. Al mattino ciascun residente partecipa alle attività in programma nella giornata presentandosi ben vestito, pettinato e, nel caso delle signore, anche truccato. La signora Giulia, che a settembre compirà 107 anni, per esempio, ama indossare il rossetto rosso tutti i giorni e gli occhiali da sole. Abbiamo proposto il progetto anche alle nostre operatrici. Incontrare una persona pulita e in ordine è un elemento di qualità in più, che aiuta a non lasciarsi andare.

Questo progetto ha un’importanza ulteriore, perché nasce da un uomo. L’idea è venuta a mio fratello Marco, che ha voluto offrire alle nostre collaboratrici un servizio dedicato a valorizzarne la bellezza.

Il video della signora di novantaquato anni, che balla intorno al suo deambulatore, ha restituito molto bene l’approccio di Villa Giulia, raccogliendo oltre cinquantamila like nei vostri social…

In occasione della festa “In the garden”, che si è tenuta in luglio scorso, non poteva mancare la musica. Quando ha sentito la musica brasiliana, questa signora si è lanciata in una danza senza che nessuno glielo avesse chiesto. Ha incominciato a ballare seguendo il ritmo, quasi come se il deambulatore fosse uno strumento di ballo. È stata una bella festa, perché l’allegria non è mai mancata.

I nostri residenti sono persone vive, sono ancora capaci di fare, di emozionarsi e di mettersi in gioco. In altre strutture accade spesso che l’anziano venga visto come una cosa, una persona priva di vita, una vita che non è più produttiva. Invece, l’Italia può dare un’altra testimonianza intorno alla vita dell’anziano. Io mi batto da anni contro questo pregiudizio e la signora di novantaquattro anni ce lo ha dimostrato danzando. È stata la figlia di un’altra residente a inviarci il video ed è una bellissima testimo-ianza di come si svolgono le nostre giornate.

Anche per questo il nostro progetto esige collaboratori molto preparati e noi organizziamo corsi di formazione tutto l’anno. Spesso ci sentiamo dire dai nostri residenti: “Oggi ho finito questo lavoretto ai ferri, domani faremo un’altra cosa”. Le mie nonne, come le chiamo io, non si estraniano dalla realtà in attesa della morte, ma seguono le stagioni della vita come quelle della natura. Le loro giornate sono piene e ricche di cose da fare, per questo non manca loro l’entusiasmo e giorno per giorno vivono di progetti e programmi, proprio come accade a ciascuno di noi. Impedire all’anziano di fare, intervenendo con la sedazione, è il nuovo razzismo dell’epoca. Il fare porta con sé sempre qualcosa di nuovo, ed è proprio ciò di cui hanno bisogno i nostri residenti, ancora, oggi e domani.

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