Il Gruppo Palmieri, di cui lei è fondatore e presidente, ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale per la produzione di macchine e utensili per i settori tunneling e drilling, di cui si avvalgono le multinazionali impegnate nella costruzione di grandi opere infrastrutturali nel mondo. E lei continua a investire con le sue aziende saldamente radicate nell’area montana di Gaggio Montano, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, impiegando alcune centinaia di collaboratori spesso residenti in questa area. Ma, a proposito del tema che esploriamo in questo numero della rivista, Inquisitori di ieri e di oggi, in che modo lei riscontra un approccio ostile all’impresa? Quali sono oggi i nuovi inquisitori?
Oggi gli inquisitori dell’impresa sono rappresentati dal sistema sindacale, che tende a proteggere solo i lavoratori. All’imprenditore è delegato l’onere di fare produrre le persone con cui lavora assicurando loro la maggiore sicurezza possibile, in assenza per lui di assoluta tutela.
Infatti, l’imprenditore che, tra tanti collaboratori validi, abbia dato fiducia a chi si è rivelato un’incapace, non potrà in alcun modo allontanarlo, salvo incominciare – molto prima che si verifichi il danno – a inviare lettere di richiamo, note disciplinari e quant’altro. Dovrebbe essere invece cura del sindacato chiedere all’imprenditore se ha problemi con qualche dipendente, perché è sempre quell’imprenditore che paga lo stipendio alla fine del mese, non il sindacato.
Negli ultimi anni è avvenuto un grande cambiamento, in senso peggiorativo, nei confronti dei datori di lavoro. Accade, infatti, che oggi
vengano a lavorare nelle aziende persone di tutte le età che assumono comportamenti scontrosi e hanno malesseri improvvisi, rispetto a cui la direzione non può intervenire, perché il lavoratore è tutelato da una legge sulla privacy che, in alcuni casi, è vergognosa. La direzione è
messa nelle condizioni di non potere denunciare il fatto che un dipendente ha qualche problema a causa del quale arreca danni in azienda. Come può l’impresa tutelarsi da questi episodi? E noi alcune volte cerchiamo anche di coprire questi comportamenti, perché non possiamo dire niente. Ma io, nella mia azienda, ho dato questo ordine: se un dipendente si sente male chiamate il 113 e, dal momento che poi è questo servizio a prenderlo in custodia, non sono più io a essere responsabile della sua salute. Negli ultimi vent’anni è aumentato moltissimo questo fenomeno, che è un problema non secondario per il datore di lavoro e di cui non parla nessuno.
Quali sono gli altri nuovi nemici dell’impresa?
Un grande nemico è la difficoltà di reperire nuovi collaboratori e giovani da integrare in azienda. Noi assumiamo tutti i periti neo diplomati a Porretta. Recentemente abbiamo assunto tre periti, ai quali offriamo la formazione negli stage che si tengono nei nostri stabilimenti. Molti
arrivano dall’Istituto Montessori-da Vinci di Porretta Terme, dall’Istituto Marconi di Pavullo nel Frignano e dall’Istituto Levi di Vignola. Ma l’anno scorso ho perso tre collaboratori capaci, quasi tutti di livello molto alto, addetti alla progettazione e che hanno seguito i nostri corsi interni, perché sono stati assunti dall’ente Ferrovie dello Stato. Ancora, nelle aree montane, resiste il miraggio dello stipendio garantito dallo Stato. Ma perché gli enti statali non assumono i giovani talenti, sulla cui formazione possono investire, anziché lasciarli andare all’estero? Invece no, li prendono già formati da noi artigiani o dalle piccole e medie industrie di qualità sparse in tutto il Paese. Per cui loro scelgono il meglio, senza nemmeno bandire concorsi pubblici!
Se questi giovani vanno a lavorare in Germania troveranno molti impieghi, dal momento che sono aperti vari cantieri per la costruzione di nuove infrastrutture, per esempio, che richiedono le vostre macchine di microtunneling…
Certamente. Il governo tedesco sta investendo molto sulle grandi infrastrutture, in particolare nella ricostruzione della rete dell’alta velocità tra Monaco, Berlino e Francoforte. Attualmente, infatti, sulla stessa tratta dell’alta velocità corrono treni veloci e treni merci, ma questi ultimi non possono andare a certe velocità creando problemi al servizio di trasporto di persone. Inoltre, si sta procedendo all’interramento di tutta
la rete di elettrodotti che dal Mare del Nord arrivano fino a Monaco, da una parte, a Friburgo, dall’altra, e verso la Francia, dall’altra parte
ancora, collegandosi così a tutta la linea europea.