Il mercato dell’automotive sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Grazie alla produzione delle vostre attrezzature per la riparazione auto, voi avete una mappatura delle carrozzerie in Italia che può essere considerata come la cartina di tornasole delle politiche europee. Quali sono le nuove tendenze?
Lamberto: operiamo nel settore dell’automobile, ma non nella prima fase della filiera. Entriamo in gioco quando l’auto è già stata venduta e utilizzata e ha bisogno di essere riparata. Guardiamo quindi il mercato da una prospettiva particolare, quella delle carrozzerie e delle officine che utilizzano le nostre attrezzature.
L’automotive europeo sta vivendo un rallentamento importante e la produzione attraversa una fase particolarmente difficile. Le cause sono molteplici: dalla riduzione dei volumi di produzione al sovradimensionamento dei grandi gruppi industriali, dalla riconversione della filiera a poliiche europee che hanno scelto di non proteggere il proprio mercato dalle importazioni.
La Cina, invece, ha costruito una strategia industriale di lungo periodo, investendo per oltre dieci anni nella propria filiera, nelle infrastrutture commerciali e nell’assistenza. Oggi è in grado di produrre volumi enormi e offrire vetture molto competitive. Non parlerei quindi di concorrenza sleale: il governo cinese ha semplicemente pianificato con largo anticipo. Anche i comportamenti delle persone stanno cambiando. I giovani sono meno interessati al possesso dell’automobile rispetto al passato, soprattutto nelle città, dove ricorrono sempre più all’utilizzo di mezzi pubblici, monopattini e servizi condivisi. Poi, la richiesta di riparazioni è diminuita, non necessariamente perché siano diminuiti gli incidenti, ma perché spesso i piccoli danni non vengono più sistemati.
In questo scenario, MWM continua a investire nella ricerca. Qual è il vostro metodo quando progettate una nuova attrezzatura?
Raffaele: per noi tutto parte dalla funzionalità. In fase di progettazione ci chiediamo innanzitutto a cosa deve servire il prodotto, quali caratteristiche deve avere e che cosa chiede il mercato e che cosa possiamo aggiungere noi.
Soltanto in un secondo momento interviene l’attenzione al design, ambito nel quale MWM è diventata un punto di riferimento nel settore. Il recente rinnovamento del marchio è stato accompagnato da una comunicazione tecnica più chiara, che ritroviamo nelle macchine e nei software.
La nuova saldatrice Arc Beat 300 rappresenta bene questo approccio. I clienti che hanno visto i prototipi ne hanno apprezzato soprattutto la semplicità dell’interfaccia, il software, la praticità e il design. Abbiamo scelto di rinunciare al touch screen a favore di una manopola encoder, che in carrozzeria è una soluzione più affidabile e immediata. Abbiamo inoltre introdotto un sistema Wi-Fi che consentirà di aggiornare la macchina in futuro, quando saranno sviluppati nuovi accessori o sistemi di saldatura. Crediamo che una macchina professionale debba accompagnare chi la utilizza per molti anni, senza diventare rapidamente obsoleta.
MWM è anche un’impresa familiare. Quanto contano i dispositivi della parola ciascun giorno nel processo di innovazione?
Lamberto: contano moltissimo. Ciascuno contribuisce con la propria esperienza al dibattito che facciamo nei vari settori di MWM. Le nuove generazioni guardano con maggiore disinvoltura alle tecnologie digitali e alle prospettive future, mentre mio padre, che ha costruito l’azienda, è intento nella trasmissione del suo patrimonio di esperienza tecnica e produttiva.
La progettazione attraversa tre fasi. La prima riguarda le caratteristiche tecniche e funzionali della nuova attrezzatura da progettare. Segue poi l’attenzione al design e alla semplicità d’uso. La terza è costituita dall’industrializzazione, nella quale bisogna capire come costruire nel modo più efficiente, mantenendo la qualità e contenendo tempi e costi. È proprio in questa fase che i dispositivi della parola fra operatori di età differenti diventano decisivi. L’esperienza suggerisce come semplificare un montaggio, ridurre i tempi di lavorazione o scegliere la soluzione meccanica più efficace. L’innovazione, invece, spinge a immaginare nuove funzioni, software e possibilità. La nostra cultura aziendale nasce da questo equilibrio. L’obiettivo non è realizzare un oggetto semplicemente bello, ma un’attrezzatura destinata a durare, semplice da usare e moderna. È questo che, negli anni, i nostri clienti hanno imparato a riconoscere come il tratto distintivo di MWM.