LE NUOVE CALDAIE ELETTRICHE NEL RISPARMIO ENERGETICO

Qualifiche dell'autore: 
presidente di Evolvente S.r.l., Modena

Il contributo di Evolvente nella ricerca e nella proposta di strumenti finalizzati al risparmio energetico e all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili è stato rilevante negli ultimi anni: basti pensare alle collaborazioni con varie università italiane nell’applicazione di software per la certificazione energetica o all’impulso che avete dato per l’invenzione di Evos, il fotovoltaico che raddoppia il rendimento, e dei biocarburanti di seconda generazione, che utilizzano gli scarti della cellulosa e i rifiuti urbani.

Anche quest’anno si apre con una novità importante: la società spagnola ETE (Europea Térmica Eléctrica), leader europeo nel settore delle caldaie elettriche di piccola e grande potenza, ha scelto Evolvente per rappresentarla in Italia in esclusiva. Ma come sarà introdotto questo prodotto innovativo nel nostro paese?

Nonostante il mercato energetico italiano non sia ancora favorevole a uno sviluppo in tale direzione, abbiamo valutato la possibilità di utilizzare caldaie elettriche anziché a gas metano per i sistemi di climatizzazione degli edifici perché abbiamo considerato le attuali normative sul risparmio energetico, che definiscono nuovi standard costruttivi degli edifici miranti al risparmio energetico sia in termini economici, sia in termini di salvaguardia ambientale, poiché impongono l’installazione di pannelli fotovoltaici o di sistemi di microcogenerazione per l’autoproduzione di energia elettrica. Inoltre, abbiamo tenuto conto della scelta del governo – senza entrare nel merito – per lo sviluppo dell’energia nucleare al fine di consentire una riduzione dei costi dell’energia elettrica che in Italia sono superiori di almeno il 20-30 per cento rispetto alla media europea.

Queste premesse ci hanno portato a pensare che, nell’arco di qualche anno, non sarà più il metano la fonte principale per la climatizzazione degli edifici, bensì l’energia elettrica, tra l’altro già utilizzata per alimentare le pompe di calore, ormai abbastanza diffuse. L’accordo sottoscritto con ETE, che da oltre trent’anni produce questo tipo di apparecchiature utilizzate nei diversi settori civile, terziario e industriale, va oltre la commercializzazione del prodotto e punta alla realizzazione di sistemi integrati che utilizzano la caldaia, ma partono dalla produzione di energia fotovoltaica, eolica o da altra fonte rinnovabile e, attraverso un sistema intelligente di building automation, sono in grado di leggere, momento per momento, i fabbisogni di energia di un edificio e scegliere quella più conveniente da utilizzare: per esempio, facendo lavorare la caldaia nelle fasce notturne, quando l’energia utilizzata costa meno, e accumulando energia termica all’interno di serbatoi di adeguata capacità per renderla disponibile durante il giorno. Oltretutto, la caldaia elettrica ha un rendimento costante dato dalla semplicità di costruzione, porta all’eliminazione dei problemi connessi ai camini, alla riduzione dei rischi del gas metano e, soprattutto, permette la produzione di energia frigorifera attraverso l’alimentazione di assorbitori – macchine statiche in grado di trasformare l’energia termica in energia frigorifera – che, opportunamente ingegnerizzati, diventano utili soluzioni per la climatizzazione di edifici di grandi dimensioni come torri, centri direzionali e alberghi. In Spagna abbiamo avuto modo di vedere applicazioni di questo genere funzionanti da circa vent’anni, che hanno dimostrato grande affidabilità, merito anche del fatto che sono macchine statiche senza organi in movimento e quindi poco soggette a usura.

Considerando gli alti costi dell’energia nel nostro paese, quanto sono importanti per un’azienda il calcolo dei fabbisogni energetici per la produzione?

Sarebbe veramente importante per le nostre aziende che il nostro paese si svincolasse in maniera decisiva dalle fonti fossili, legate ai monopoli di paesi che detengono le risorse primarie, e incominciasse a sfruttare le risorse dell’energia solare e delle biomasse.

In Spagna, il costo dell’energia è di 0,05 euro a kwh e la fascia notturna, a minor costo, dura 12 ore: è chiaro che in queste condizioni l’utilizzo di apparecchiature come la caldaia elettrica associata a un accumulo di energia termica permette risparmi enormi rispetto a un sistema tradizionale a gas metano. Perché questa condizione privilegiata non si può ottenere anche in Italia? Lo stesso si può dire del minor costo di benzina e gasolio per autotrazione in quel paese e della possibilità di usufruire gratuitamente del 70 per cento del percorso autostradale. C’è un evidente gap di cui penso che il nostro paese non possa permettersi ancora a lungo di pagare le conseguenze: il nostro governo dovrà trovare il modo per favorire le nostre imprese che, diversamente, continueranno ad essere penalizzate.

Tornando al sistema integrato che voi proponete, è già in grado di accumulare nelle fasce notturne energia da utilizzare quando ce n’è più bisogno?

Certamente. L’Enel ha già annunciato che dal prossimo giugno incrementerà la suddivisione delle tariffe in funzione degli orari e dei periodi dell’anno, per permettere agli utenti di utilizzare al meglio l’energia a basso costo. Ecco perché sarà ancora più indispensabile avere a disposizione un sistema intelligente che legge i fabbisogni dell’edificio e i costi dell’energia disponibile in quel momento e dirotta i maggiori carichi di energia nel periodo notturno, accumulandoli all’interno di serbatoi ad alta temperatura per renderli disponibili nell’arco della giornata.