Medicina

  • Nelle interviste precedenti del nostro giornale, Maurizio Ottomano sottolineava, fra le caratteristiche dei Centri da lui fondati, il vantaggio di lavorare come “pool di professionisti che integrano le loro competenze all’interno di uno o più team, che s’intersecano all’occorrenza”. Voi collaborate con il Centro di Modena, in particolare, per quanto riguarda la specialità endodontica. Che cos’è l’endodonzia e qual è il suo campo d’intervento?

  • Lei ha pubblicato centinaia di ricerche scientifiche, è divenuto uno fra i massimi esperti di chirurgia e riabilitazione vascolare in campo termale, introducendo il percorso specifico per la cura dei disturbi circolatori degli arti inferiori, poi replicato nei centri termali e riabilitativi in Italia e all’estero. Inoltre, in seguito alla pubblicazione degli esiti delle sue ricerche, nei primi anni ottanta, il Ministero della Salute ha approvato la convenzione con il SSN nei centri in cui è attuata questa pratica vascolare. Quali sono le novità scientifiche di questa pratica?

  • Da quanto tempo ha avviato la sua collaborazione con la Casa di cura “Madonna della salute”?
    Lavoro in questa Casa di cura da circa ventotto anni, quattordici dei quali in Unità di Medicina Fisica e Riabilitazione, di cui sono direttore responsabile da tre anni. In questi anni ho potuto avvalermi della consulenza del professor Nino Basaglia, responsabile del Dipartimento San Giorgio di Ferrara, centro di eccellenza italiano di Riabilitazione per le cerebro-lesioni gravi.
    Quanti posti letto ci sono nel suo reparto?

  • Lei lavora come odontoiatra specialista in pedodonzia dal 2005 e ha instaurato un’interessante collaborazione con i Centri Odontoiatrici Victoria. Può dirci qualcosa a proposito dell’approccio adottato dai Centri per rendere amichevole l’incontro dei bambini con l’ambiente medico?

  • Sono ormai trascorsi quarant’anni da quando lei ha messo a punto il prototipo del percorso vascolare in acqua termale per la cura delle malattie circolatorie degli arti inferiori, oggi diffuso nella maggior parte di centri termali e riabilitativi del mondo. Ma, in questi anni, lei ha anche eseguito migliaia di interventi di chirurgia flebologica. Quando ha incominciato l’attività di chirurgo non pensava che avrebbe avviato anche un itinerario imprenditoriale, che si è esteso alla collaborazione con le storiche Terme di Porretta…

  • Nel vostro Centro di servizi per attività mediche e per la riabilitazione, dedicate grande attenzione alle nuove tecnologie. Quali sono gli strumenti che consigliate per una riabilitazione che sia efficace anche dopo il periodo estivo?

  • Il termine anoressia è costituito dal prefisso privativo a- e da un significante dotto, oressia, che i medici utilizzavano nell’Ottocento per definire l’appetito. Come si arriva all’appetito?

  • Intorno all’amore e all’odio è diffusa una ricchissima produzione letteraria, artistica e pseudoscientifica che esalta l’amore inteso nella transitività, dove si tratta dell’amante e dell’amato e del desiderio di bene percepito come sentimento, che farebbe legame, che costituirebbe relazione: qualcosa di definito e convenzionale di cui si possa dire “So di cosa si tratta”, “È capitato anche a me”, e che possa anche essere quantificato. Infatti, alcune delle domande più frequenti a proposito dell’amore sono: “Tu mi ami?”, “E quanto mi ami?”, “Mi ami quanto io amo te?”. Come stabilire la

  • A quattro chilometri dall’uscita autostradale di Altedo, nel centro cittadino di Malalbergo, sorge Villa Santiago. Raggiungibile con gli autobus provenienti da Bologna e da Ferrara, la casa di riposo accoglie i suoi ospiti con lo stile di un hotel…

  • Lei è noto per la cura del piede diabetico. Com’è incominciato il suo itinerario professionale?
    Mi sono specializzato in diabetologia nel 2004, per poi perfezionarmi nella cura del piede diabetico, attività che attualmente svolgo in modo assiduo. Ho incominciato all’Università di Verona, dove ho lavorato diversi anni, per proseguire poi in una clinica di Vicenza specializzata nel trattamento del piede diabetico. Dal 2008 sono responsabile dell’unità operativa del piede diabetico alla Casa di cura “Dott. Pederzoli” di Peschiera del Garda.
    Quando è iniziato il progetto