Verdiglione Armando

  • Il libro I beni culturali. Testimonianza materiale di civiltà (Spirali) avrebbe potuto scriverlo solo Roberto Cecchi: è un libro che viene da una lunga esperienza, è un libro che ha la sapienza, l’accuratezza tecnica, la precisione, anche linguistica, dello scrittore dell’esperienza. Un approccio intellettuale, in questa materia, è cosa rarissima. E qui l’approccio è intellettuale. In genere, l’approccio è ideologico, travestito da approccio tecnico. L’approccio è essenziale per il valore intellettuale dell’Italia, per ciò che può dare valore a ciascuna impresa. E

  • Ringrazio chi ha organizzato questo avvenimento, chi ha contribuito al fatto che si tenesse e poi coloro che sono intervenuti come relatori e che interverranno e alcuni che in particolare sono nostri autori, autori della casa editrice. Ringrazio gl’imprenditori che si trovano qui: questo dà un’occasione privilegiata. Il pretesto è stato dato dal libro di Roberto Ruozi, Il valore dell’impresa. Noi, la settimana prossima, teniamo a Milano Senago un festival della modernità dal titolo Il valore dell’Italia. È una scommessa per ciascuno: una scommessa

  • Io vengo qui, a Carpi, dopo che, da tanti anni, sono stato sui libri di Niccolò Machiavelli, che, da qui, aveva scritto lettere che sono preziose, importanti, a un amico, Guicciardini, che era governatore a Modena. Con Leonardo e con Machiavelli e con Ludovico Ariosto nasce quello che si chiama il rinascimento: prima c’è l’umanesimo, ma questo è il rinascimento. L’incontro tra Leonardo e Machiavelli è durato per circa quattro anni e questo ha segnato la scrittura di Machiavelli. Machiavelli si accorge di qualcosa, che Leonardo chiama l’artifiziosa natura e, quindi

  • La modernità non c’era a Atene, né a Roma, ma neppure a Gerusalemme. Ma senza Gerusalemme, senza Roma e senza Atene non ci sarebbe stata la modernità. Tuttavia, non è stato un filosofo né un sacerdote a instaurarla. Non è stato un filosofo a inventare la scienza, è stato un artista e è avvenuto una volta, è avvenuto in Italia: è lo squarcio, lo squarcio nella repubblica occidentale, è il tempo come squarcio, il tempo come divisione, non più algebrica, non più geometrica. Non c’è più, da allora, l’idea di fine, che debba ispirare e guidare le azioni umane e stabilire un ritorno e intendere

  • Quando imperversa la tempesta? Quando l’acqua si abbatte con forza sulla nave? Oppure nell’ora della lucertola, per dirla con Mimmo Rotella? Oppure, quando tutto appare calmo e quieto? O quando sembra che il momento sia venuto per gioire e nient’altro? Nella Bibbia, noi leggiamo di Noè e dell’arca e troviamo due aspetti del diluvio: il diluvio sembra tutto ciò che è supposto fuori della parola, ma viene affrontato proprio nell’arca e con l’arca. E emerge pure l’arcobaleno!

  • L’icona non è la stessa fra Roma e Atene, o fra Roma e Costantinopoli, o anche fra Milano e Costantinopoli, quando Milano era capitale dell’impero, all’epoca di sant’Ambrogio. Sant’Ambrogio e sant’Agostino erano venuti a Milano, nella capitale. L’icona non è la stessa neppure fra Roma e Mosca, fra Roma e San Pietroburgo, come non è la stessa fra Roma e Berlino, o fra Roma e Londra, fra Roma e Parigi.

    L’icona, per sant’Agostino, è l’immagine che si rivolge all’inimmaginabile, all’inopinabile, all’incredibile, al dogma. E diviene dogma attraverso la scrittura. È l’immagine che si

  • Ringrazio l’Unione Industriali di Modena, in particolare la Nuova Didactica e coloro che dirigono questa iniziativa e che promuovono un dibattito anche rispetto all’economia, alla finanza e all’intellettualità dell’impresa. Ringrazio la dottoressa Anna Spadafora, che ha voluto organizzare questo incontro e ha tanto insistito, e anche la dottoressa Stefania Persico, che mi ha convinto a intervenire. Sono contento di trovarmi qui con voi e ringrazio ciascuno di voi di trovarsi qui con me.

  • L’indagine intorno alla politica, in modo specifico, nella scienza della parola, ha trovato nei primi congressi una materia straordinaria, segnatamente nei primi quattro o cinque. Il primo, dal titolo Psicanalisi e politica, si è tenuto l’8 e il 9 maggio 1973 a Milano. Sono seguiti il congresso dal titolo Follia e società segregativa, nello stesso anno in dicembre, e il congresso dal titolo Psicanalisi e semiotica nel maggio del 1974. Psicanalisi e politica era il titolo di un’opera molto nota di Marcuse.

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Perché un congresso internazionale di cifrematica dal titolo “Stress. La clinica della vita”?

     

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Può dire ai lettori della “Città del secondo rinascimento” quali sono stati i termini del viaggio in questi trent’anni di cifrematica?

     

    Ho incominciato con un atto arbitrario a instaurare un dibattito internazionale e intersettoriale – in Italia, in Europa e in altri paesi come l’America del Nord, l’America del Sud, il Giappone, Israele e la Russia – e poi anche dispositivi editoriali, sia con libri che venivano curati dalla nostra equipe redazionale sia con