Letteratura

  • Ogni ottobre, arrivando in Crimea per il festival teatrale di Jalta intitolato a Čechov, i miei amici del luogo mi dicevano scherzosamente che era finalmente giunto nella penisola il suo “vero padrone”.

    L’identità fra il mio cognome e la Crimea, in russo Krym, è ovviamente casuale, ma io amo molto quella stupenda perla dell’Ucraina, sulle cui spiagge passava la voglia di pensare alla politica. Ma questo, ahimè, ormai appartiene al passato.

  • Sono molto onorato di partecipare a questo Festival di Pordenone, così prestigioso da essere conosciuto e apprezzato anche a Parigi tra i miei amici letterati e drammaturghi. Sono particolarmente lieto di essere vicino a San Vito al Tagliamento: ho conosciuto bene Pier Paolo Pasolini e sono felice di trovarmi in una città di cui mi aveva parlato più volte. 

    Ho conosciuto Pasolini molti anni prima della realizzazione del mio film L’albero di Guernica, che gli deve molto. In un certo momento della sua vita, Pasolini scelse Parigi, poiché aveva problemi in Italia, e da quel

  • Non mi riconosco negli interventi di Sergio Dalla Val e Anna Spadafora, non mi riconosco in nient’altro che non sia ciò che sto scrivendo adesso. Ma è meraviglioso incontrare lettori che, come loro, con la loro analisi straordinaria, hanno inventato lo scrittore, mi hanno inventato.

    Se volessi aggiungere qualcosa alla loro lettura, potrei parlare del ritmo. Quando scrivo, ascolto. E dopo avere scritto, ascolto. E, se correggo ripetutamente, è per trovare il ritmo in ciò che scrivo. Per me, c’è un’imprevedibilità nella successione del testo, ma c’è

  • Lo scrittore Anatolij Krym è stato per me una piacevole scoperta. Leggendolo, ho sentito subito note familiari, che mi hanno ricordato altri grandi autori nati in terra ucraina, come Bulgakov, Gogol’ e Babel.

  • Sono felice di avere incontrato uno scrittore come Anatolij Krym, una persona estremamente gradevole, di grande spessore e ricchezza interiori e di straordinaria correttezza, nonché conversatore amabile e spiritoso, capace di argute battute fulminee.

    Ha un fisico mingherlino e due begli occhi celesti, chiari, perspicaci e indagatori, se pure molto benevoli, e questa sua benevolenza nei confronti dell’uomo e del mondo traspare in ogni sua pagina.

    Quando abbiamo deciso di tradurre il libro Racconti intorno alla felicità

  • Cari amici, lo scrittore può essere felice solo quando sa che da qualche parte, lontano, in altri paesi, in altre città, ci sarà sempre qualcuno che in quel preciso momento ha scoperto un suo libro. Ma la felicità più grande per lo scrittore è vedere gli occhi dei suoi lettori, condurre con loro dal vivo un dialogo, rispondere alle loro infinite domande. Sfortunatamente, oggi non ho la possibilità di vedere i vostri occhi, di ascoltare le vostre domande e di ragionare con voi su che cosa mai sia la felicità ebraica. Lo scrittore senza il suo lettore è un uomo molto solo,

  • Intramedia

    La visione di uomo come orologio

     

    De anatome, la visione anatomica del corpo umano (e di conseguenza dell’intera medicina) è una componente essenziale della cultura occidentale. Visione che si dilata ad altri settori: anatomicamente è concepita la macchina, composta da elementi autonomi ma rispondenti a un governo centrale. La società, come è venuta in essere in occidente, non può che essere gerarchica. E gerarchica è la sua de anatome.

  • Oskar Panizza nacque a Bad Kissingen, un paese termale della Baviera, dove il padre e la madre possedevano un grande e florido albergo. Il padre morì quando Oskar aveva appena tre anni. Secondo un formale contratto firmato dai due coniugi prima del matrimonio, i figli nati dall’unione dovevano essere allevati secondo i principi della religione del padre, quella cattolica, la confessione prevalente in Baviera. Invece la madre, protestante e di estrazione ugonotta, volle educarlo secondo la religione protestante, particolarmente rigida e severa, entrando presto in conflitto con le autorità

  • In questo numero del giornale indaghiamo la combinazione fra il pensiero come logica della parola, anziché come contenuto da trasmettere con le parole, e la qualità della vita. Se la poesia è prima di tutto parola, cosa può dirci dell’influenza della poesia nella vita?

  • Soltanto un autore che, come Thomas Szasz, ha raggiunto un notevole distacco rispetto alla disciplina psichiatrica e al dibattito sui gender studies poteva scrivere La mia follia mi ha salvato. La follia e il matrimonio di Virginia Woolf (Spirali), in cui non deve difendere alcuna posizione accademica né dimostrare una tesi, al punto che può permettersi anche alcune contraddizioni. Per esempio, Szasz nota che, nonostante la casa editrice di Leonard e Virginia Woolf, la Hogarth Press, pubblicasse la traduzione di tutte le opere di Freud e nei diari della scrittrice si trovino