Politica

  • La situazione in Siria non è quella di cui leggiamo sui giornali. In Europa, c’è una forte propaganda contro Assad: anch’io sono contro Assad, ma la propaganda in sé non giova alla soluzione dei problemi della Siria. Dopo ciò che è accaduto in Libia, in seguito al rovesciamento di Gheddafi, è stato creato un grande Consiglio Nazionale Siriano sul modello del Consiglio Nazionale della Libia. Forse per ignoranza, perché molti analisti hanno dimenticato che cos’è la Siria. O forse molti politici europei sono stati corrotti dall’Arabia Saudita o dal Qatar. O forse le ONG sono state tanto

  • L’immigrazione fa parte della storia. Grazie alle migrazioni la civiltà si è evoluta e sono state fondate intere nazioni. Quella proveniente dall’Africa non è qualcosa di nuovo e non è qualcosa che finisce, se pensiamo che l’anno scorso, a sud del Sahara, secondo le Nazioni Unite, c’era una popolazione di 962 milioni di abitanti, nel 2026 sarà di 1,2 miliardi e nel 2036 di 1,7. E nei prossimi vent’anni, soltanto la componente maschile tra i venti e i quarant’anni aumenterà di duecento milioni a sud del Sahara, mentre le risorse economiche andranno a diminuire.

  • C’è chi sostiene che un dibattito sereno sull’immigrazione sia impossibile, perché le spaccature ideologiche comportano immediatamente uno scontro tra chi è per l’accoglienza a tutti i costi e chi vorrebbe respingere chiunque arrivi. Con il libro Immigrazione: tutto quello che dovremmo sapere, che ho scritto con Giuseppe Valditara, docente di diritto pubblico romano, e con Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia, ho cercato di evidenziare alcuni dati importanti e di fornire proposte, anche in controtendenza, ma con l’intento di stimolare una discussione.

  • A proposito del tema di questo numero della rivista La realtà intellettuale, la trasformazione in atto esige che l’imprenditore non si limiti al ruolo tradizionale di colui che organizza uomini e beni. Quanto conta il suo approccio nello svolgimento delle proprie funzioni, soprattutto in un momento in cui le nuove tecnologie suscitano nuove paure per gli effetti che potrebbero avere sull’occupazione…
    Per l’impresa intellettuale la trasformazione incessante è la condizione stessa della propria esistenza: l’imprenditore, non appena porta a termine la messa a punto di un

  • Con il referendum del 23 giugno scorso per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, l’euroscetticismo che si sta diffondendo in Europa ha raggiunto un obiettivo importante. Secondo i dati previsionali della Commissione europea, riportati dal “Sole 24 Ore” del 27 gennaio 2015, anche in Polonia si registra un forte blocco alternativo contro le politiche di Bruxelles: dopo le elezioni parlamentari dell’ottobre 2015, il gruppo euroscettico Conservatori e Riformisti Europei è cresciuto al 37,58 per cento ed è diventato il partito egemone.

  • Quando si parla di fondi strutturali europei a favore della Polonia, occorre tenere conto che la raccolta di denaro da parte dell’Unione europea avviene tramite i dazi doganali, mentre in precedenza, prima del trattato istitutivo della Comunità europea, le dogane incassavano per conto dello stato. La Polonia è riuscita a ottenere una parte cospicua di fondi perché si è avvalsa con precisione delle normative, come in passato l’Olanda, e partecipa ai cosiddetti paesi virtuosi, che richiedevano il 100 per cento dell’importo ottenibile e lo spendevano con adeguata rendicontazione. Diversamente

  • L’opposizione tra quantità e qualità, sorta con Aristotele e accentuatasi con il discorso scientifico da Cartesio al XIX secolo, è valsa a riconoscere un primato alla quantità finalizzata alla quantificazione, all’algebra e alla geometria: una quantità sottoposta ai concetti di misurabilità, di regolarità, di ricorrenza, di continuità, cui sfuggirebbe la qualità. Questa dicotomia ha comportato un freno per la ricerca scientifica del Novecento che, come testimonia Daniel Lerner nella sua prefazione al libro Qualità e quantità e altre categorie delle scienze (Bollati Boringhieri), ha

  • L’ambizione è una droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza”, scriveva il filosofo Emil Cioran, stigmatizzando il modo corrente di intendere l’ambizione, come quel che consentirebbe, al pari di una sostanza, di gestire, padroneggiare, dominare la propria vita. Così ognuno avrebbe la propria ambizione, ambizione soggettiva, ora funzionale alla riuscita, ora foriera della sconfitta. Come scrive Niccolò Machiavelli: “Ma l’ambizione dell’uomo è tanto grande, che, per cavarsi una presente voglia, non pensa al male che è in breve tempo, per risultargliene”.

  • Quali sono le sue valutazioni dopo la fine dell’embargo a Cuba?

  • Le norme che presiedono alle verifiche fiscali esigono che la Guardia di Finanza interloquisca e comunichi con chi è sottoposto a verifica. Eppure, il recente processo contro Armando Verdiglione è iniziato il 18 novembre 2008 con una verifica della Guardia di Finanza che era tutt’altro che una verifica fiscale: le guardie che hanno indagato nelle varie sedi delle società del Gruppo si sono rifiutate di comunicare in alcun modo con l’imprenditore.