Economia e finanza

  • La dittatura del relativismo ha avuto come successore la dittatura del pensiero unico. Ormai i giornali cantano lo stesso ritornello, diffondono, per esempio, l’idea che la proprietà immobiliare sia una proprietà statica, che vive di rendita, come vuole la teorizzazione marxista.
    Noi, invece, constatiamo come la proprietà, tanto più in questo momento, non sia mai acquisita, ma vada riconquistata giorno per giorno, come si dice della libertà.
    Lo constatiamo sulla nostra pelle, perché ciascuno di noi avverte sulla propria pelle la tassazione.
    Ebbene, il pensiero unico vuole la

  • Molti dei conflitti che insorgono tra gli uomini sono dovuti al fatto che qualcuno vuole fare A con una cosa specifica e qualcun altro vuole fare B con la stessa cosa. Per evitare questo tipo di conflitti c’è un solo modo: tutte le cose devono essere di proprietà di qualcuno, così io posso fare con le mie cose ciò che voglio fare e tu puoi fare con le tue cose quello che vuoi fare. Ma come stabilire chi possiede qualcosa e chi non la possiede? Perché gli uomini incomincino a parlare in modo pacifico, senza conflitto, occorre che riconoscano che ciascuno è il proprietario di tutte quelle

  • Le tasse sono espressione di un potere tirannico, pertanto è un dovere morale combattere contro la tassazione, sia essa eccessiva o meno.
    La tirannia può essere definita come un regime in cui un potere politico coercitivo prende decisioni arbitrarie, senza alcuna giustificazione. In un simile regime il popolo non è libero e gli individui possono essere considerati come schiavi.
    Dire che qualcuno è libero significa dire che può agire senza essere vittima di coercizione, che è il proprietario di se stesso. Ma nessuno può essere libero se non è proprietario dei frutti delle proprie

  • L’etimo di realtà, il latino realitas, ci riporta a res, cosa. La cosa pubblica a Roma. La cosa in sé di Kant. L’esser-cosa della cosa di Heidegger. La cosa freudiana di Lacan. La cosa è l’essere? La cosa è il linguaggio o è nel linguaggio, dimora dell’essere? In Duns Scoto la realitas non era la realtà esteriore, era l’esse in re della cosa: già nel XIII secolo il Doctor Subtilis indicava che la realtà vincola la cosa all’essere, all’ontologia, non a quel che appare. Confermava così il discorso occidentale, secondo cui, fin da Aristotele (“Non tutto

  • Lo storytelling del politicamente corretto inneggia all’importanza dell’utile: fioccano gli inviti a fare qualcosa di utile, per se stessi e gli altri, o a rendersi utile, collaborando per il bene comune. I più audaci invitano a mirare all’utile, purché, beninteso, non contrasti con l’etica sociale e non sia confuso con il profitto, cui viene quasi sempre attribuito l’aggettivo “ingiusto”, soprattutto se si tratta di utili d’impresa. L’importante è che non ci sia qualcosa di inutile o di inutilizzabile: le campagne contro lo spreco, così in voga, esigono che le cose siano utili,

  • Chi ha letto il mio libro, Quindici anni di riflessioni sull’euro (Pendragon), potrebbe pensare, a torto, che io sia antieuropeista. Non sono contro l’Europa, anche se la vorrei, come auspicava Carlo Cattaneo, d’impronta federalista. L’Unione europea è stata messa in crisi non dagli antieuropeisti, bensì dall’euro, perché quando in un unico mercato, con una moneta unica, operano stati o aziende con diversa efficienza, se il mercato è libero, chi non è in grado di offrire un prodotto o un servizio in concorrenza con gli altri, con il tempo, scompare. Quindi, è del tutto ovvio il

  • La tesi proposta fin dai primi saggi, cioè dal 2001, del libro di Tomaso Freddi, Quindici anni di riflessioni sull’euro (Pendragon), è che le condizioni economiche, industriali e politiche dell’Italia ci avrebbero messo in una condizione di svantaggio rispetto ad altri paesi europei che avevano aderito all’euro e che questi svantaggi non sarebbero diminuiti con la nostra adesione. I suoi avversari intellettuali opponevano a questa argomentazione l’idea che l’ingresso nell’area dell’euro ci avrebbe costretto a fare quelle riforme che noi italiani non siamo mai stati capaci di fare da

  • Sarà ricordata come la più grande operazione di cambio di valuta della storia, l’introduzione dell’Euro, la moneta che, dal gennaio 2002, è utilizzata dai milioni di cittadini dei paesi dell’Unione Europea. La moneta unica, come l’istituzione del mercato unico, avrebbe dovuto sancire la comune identità del continente. Negli intenti delle istituzioni europee, questa comunanza doveva costituire la via sicura per favorire la crescita economica e elevati tassi di occupazione, oltre a una maggiore efficienza e una solidità economica. Tuttavia, questi risultati non sono stati raggiunti, come

  • Il continuo aggiornamento tecnologico, integrato da ingenti investimenti in strutture, macchine, impianti, magazzini automatizzati e uomini, unito alla ricerca costante di prodotti e di fornitori, in particolare le acciaierie più qualificate a livello mondiale, costituiscono gli elementi della riuscita di S.E.F.A., azienda leader nella commercializzazione di materiali per la costruzione di stampi e utensili, acciai da costruzione e bonificati, acciai speciali Uddeholm e altri materiali per la manutenzione meccanica. Negli ultimi anni il vostro Gruppo ha valorizzato la quarantennale

  • Negli ultimi anni, le moderne tecnologie hanno favorito la diffusione dei materiali termoplastici, in alternativa o in sostituzione dei metalli. La ricerca e l’applicazione di questi materiali speciali ha richiesto di avvalersi sempre più dello stampaggio a iniezione, di cui la vostra azienda è leader. Qual è il contributo che la vostra Officina Meccanica offre alla comunità?