Cervello dell'impresa

  • “Oggi festeggiamo e vogliamo ringraziare tutti: collaboratori, clienti, fornitori, amici ed estimatori che ci hanno sostenuto, spronato e che ci trovano ancora fortemente determinati nel continuare il nostro cammino affrontando nuove sfide per raggiungere ambiziosi traguardi”.

  • In questo numero discutiamo del tempo pragmatico, il tempo del fare, che non è il tempo ideale, ma quello in cui ciascuno fa secondo l’occorrenza. Qual è oggi il nuovo ritmo di produzione che scandisce il tempo di un’impresa come la vostra, che progetta, costruisce e testa al suo interno, come in una moderna bottega rinascimentale, gli stampi a iniezione per particolari termoplastici e siliconi liquidi? Sta accadendo che le richieste che provengono dal mercato sono sempre più impellenti e, soprattutto, non sono l’effetto di una programmazione a lungo periodo. Adesso spetta al

  • Il titolo di questo numero del giornale è Il tempo pragmatico, il tempo della novità, dell’invenzione, delle cose che si fanno in modo differente e vario, anziché conformandosi a standard estranei alla vita dell’impresa. Che cosa può dirci a questo proposito, a partire dalla sua esperienza d’imprenditore e presidente di TEC Eurolab? Uno degli aforismi di Albert Einstein recita: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”. Nell’impresa – ma anche nella vita – le invenzioni intervengono se non ci si aggrappa

  • Brunetti Utensileria fornisce molte delle più importanti industrie metalmeccaniche in Emilia Romagna, nelle Marche, in Toscana e in Umbria da quasi un secolo.
    Nel dibattito che apriamo in questo numero, intorno al tempo pragmatico, constatiamo come il tempo sia costituito dal fare e dall’occorrenza che interviene facendo, ovvero senza nulla di automatico e senza rappresentazioni del positivo e del negativo, perché in ciascun istante occorre l’ingegno. Quali idee sono intervenute lungo il tempo pragmatico della vostra impresa? Un’esperienza in cui ho constatato come il tempo pragmatico

  • Quando attraversiamo una galleria o un ponte che ci consentono di raggiungere una città o il luogo di un appuntamento in tempi brevi, oppure quando prendiamo la metropolitana, può capitare di pensare agli uomini che hanno lavorato per mesi o per anni alla costruzione di quelle infrastrutture che migliorano la nostra vita quotidiana. Se all’ingresso di questi accessi sotterranei fosse apposta una sorta di legenda delle imprese che hanno contribuito alla costruzione di tutto questo per noi, troveremmo scritto anche il nome del Gruppo Palmieri. Nato nei primi anni settanta, fra la valle

  • Oggi dire “città moderna” evoca in modo estremamente riduttivo la pervasività delle tecnologie. E un’antonomasia ci suggerisce che il termine tecnologie sottenda l’elettronica, l’informatica e la rete.
    Chi, come me, viene dall’origine di queste tecnologie – il primo computer che ho usato occupava una stanza di duecento metri quadrati e aveva una potenza di calcolo decine di migliaia di volte inferiore a qualunque dei telefonini che abbiamo in tasca – ha potuto assistere alla loro vertiginosa evoluzione, che non pochi osservano con una certa preoccupazione.
    Tra questi ci

  • Le aziende del vostro Gruppo offrono da quarant’anni un apporto incalcolabile all’industria manifatturiera, dal momento che non si limitano alla fornitura di prodotti siderurgici, ma si pongono come interlocutrici delle imprese che operano in Emilia Romagna, in particolare, per le varie esigenze della produzione. Qual è la lezione che traete oggi da questo approccio globale al cliente? La grande fortuna di Bologna è sempre stata quella di avere un tessuto industriale costituito da una miriade di aziende di sub-fornitura, nate dal continuo scambio di notizie e opinioni che scaturiva

  • Nell’era dell’automazione, nell’Officina Meccanica Marchetti, leader nella progettazione e costruzione di stampi a iniezione, se c’è qualcosa che non può essere automatico è proprio l’ascolto.
    Nel dibattito che apriamo in questo numero della rivista, l’accento è posto sull’ascolto come essenziale alla lucidità.
    Quanto è importante per il proseguimento della sua esperienza d’imprenditore? L’ascolto è indispensabile e deve essere continuo, perché soltanto ascoltando i collaboratori, i clienti e quel che accade nella città ciascuno può capire quale strada

  • In questo numero della rivista, apriamo il dibattito intorno al tema “Alla luce dell’ascolto”. In che termini l’ascolto ha garantito il rilancio della vostra azienda? L’ascolto è fondamentale. Con tutti gli strumenti telematici di cui disponiamo sembra che trionfi l’esasperazione della tecnologia, ma quello che manca invece è il tempo per incontrare e parlare. Ancora oggi, l’espressione del viso di una persona, quello che ti racconta, sono aspetti fondamentali nel business, non possiamo pensare che sia soltanto una questione di profitto economico.
    Non è così, soprattutto quando

  • Quest’anno S.E.F.A. Acciai è prossima a tagliare il traguardo dei quarant’anni di attività nella fornitura e nella lavorazione di prodotti siderurgici come acciai speciali per stampi e utensili. Lei, però, svolge quest’attività da cinquant’anni. In che modo il fare ha comportato la cura nella sua impresa? O ccorre dare tanto per ottenere anche di più, occorre tanto impegno e non risparmiare i propri talenti perché nasca e cresca un’impresa.
    Quando ho incominciato l’attività nel settore siderurgico, l’Italia si preparava al cosiddetto miracolo economico con la produzione