SENZA RISCHIO NON C’È RIUSCITA

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socio fondatore del Gruppo Cigaimpianti (Finale Emilia)

Il 30 aprile scorso, il Gruppo Cigaimpianti (Cigaimpianti e Enterprise), fondato da lei e dal suo socio Flavio Fallarini, ha festeggiato trent’anni di attività, che hanno meritato la fiducia di aziende leader, soprattutto nei settori meccanico, ceramico e alimentare, come Acma Gd, Apicom, Atlas Concorde, Barbieri & Tarozzi, Barilla, Berco Thyssen Group, Caterpillar, Faral, Fava Impianti, GD, Granarolo, Marazzi, Marposs, Menù, Panaria, Parmalat, Sacmi, Sidel, Sima, Sir, Titan Italia, Vm Motori, per citarne alcune.

Quasi un centinaio di tecnici lavorano quotidianamente all’interno delle aziende clienti, prestando assistenza nelle fasi più importanti della vita di una fabbrica (montaggio e manutenzione di macchine, impianti e automazioni industriali), in Italia e all’estero, oltre che nelle tre officine di Finale Emilia, Fiorano e Maranello dove vi occupate di costruzione macchine automatiche. La competenza, l’efficacia e la celerità che caratterizzano gli interventi del vostro Gruppo abbiamo potuto constatarle anche il 28 ottobre scorso, quando è stato inaugurato il plesso scolastico di Corporeno, nel centese, costruito in soli 78 giorni dalla società da lei presieduta, Centro Emilia Terremoto 2012, costituita da Abk, Andalini, Elektrosinstem e Itl Consulting, oltre che Cigaimpianti…

Cento è stato uno dei comuni più colpiti dal terremoto, soprattutto per l’edilizia scolastica. Ma il Comune ha rinunciato a soluzioni provvisorie, non ammortizzabili, per privilegiare soluzioni ad altissimo contenuto tecnologico-impiantistico, in grado di garantire la disponibilità della struttura in tempi brevi. Insieme ai quattro amici imprenditori delle aziende che lei ha citato, abbiamo fatto una scommessa: assicurare la costruzione della scuola di Corporeno, per la quale era stato appena pubblicato il bando, nel minor tempo possibile, per consentire a settecento bambini e ragazzi di seguire le lezioni nelle migliori condizioni possibili. Una volta costituita la società, ciascuno di noi si è proposto di seguire un aspetto del progetto, abbiamo trovato i finanziamenti e siamo partiti con un’organizzazione in grado di partecipare alla rinascita della comunità, senza alcuno scopo di lucro. A Finale Emilia, epicentro del terremoto, dove abbiamo la nostra sede principale, abbiamo avuto modo di acquisire una grande esperienza della lucidità che occorre nelle emergenze: dopo aver verificato che non c’erano pericoli di crollo e che tutto quello che poteva crollare era crollato il 20 e 29 maggio, ci siamo rimboccati le maniche e non abbiamo perso un istante, lavorando dalle 6 del mattino fino a tarda sera, senza farci prendere dal panico e senza privarci del riposo notturno, che è importante per un imprenditore con enormi responsabilità verso altre persone e non può permettersi il minimo cedimento sul campo di battaglia. 

Siete particolarmente propensi a intervenire e a rischiare non solo nelle emergenze naturali, considerando che avete costruito un’altra officina a Finale e avete investito nella nuova società, Enterprise, con sede a Maranello, proprio in un momento di crisi globale…

Nei periodi più bui bisogna investire, per farsi trovare preparati quando ci sarà la ripresa. I mesi tra la fine del 2008 e la prima metà del 2009 sono stati veramente difficili, ma abbiamo fatto di necessità virtù e abbiamo investito, proprio quando tutti pensavano che fosse il caso di fermarsi o di delocalizzare. Per essere innovativi, occorre fare il passo quando si presenta l’occasione, senza aspettare che lo facciano altri. La differenza fra un’azienda e l’altra dello stesso settore sta nelle idee di chi è alla guida. Se un imprenditore dice che qualcosa non si può cambiare perché da trent’anni “abbiamo sempre fatto così”, la sua azienda non può crescere.

Tentare, provare, riuscire è il titolo di questo numero del nostro giornale…

Per ottenere qualcosa bisogna tentare e provare. Che ci sia riuscita lo impariamo dopo, ma se non si tenta, è assolutamente esclusa la riuscita. Rischiare in un momento di difficoltà è importante, soprattutto perché poi vengono tante idee operative da mettere a frutto per mantenere l’impegno assunto. Chi non rischia non ha bisogno di aumentare il proprio impegno e quindi si accontenta di ciò che già sta facendo, magari da trent’anni. Ecco perché le crisi sono il motore della società, se vengono affrontate con un pizzico di follia, lanciandosi in una nuova avventura, anche quando il ragionamento comune suggerirebbe di fare passi più misurati. Chi si limita a piangersi addosso senza cercare alternative non può avere futuro.

Perché i vostri clienti utilizzano i vostri servizi da venti o trent’anni? Qual è il valore aggiunto che offrite?

La sicurezza sul lavoro per noi è sempre stata al primo posto, anche quando non era regolamentata come oggi, e rappresenta un valore aggiunto altissimo anche per i clienti, nonostante a volte possa essere considerata “solo” un costo. Noi riteniamo che la formazione sulla sicurezza consenta a ciascun collaboratore di acquisire un approccio che poi mantiene per sempre e trasmette anche ad altri. 

Un altro valore aggiunto è la continuità e il cosiddetto “attaccamento alla maglia”: abbiamo alcuni tecnici che lavorano con noi da oltre vent’anni. In un momento in cui tutto cambia a una velocità incredibile, questo è un patrimonio da salvaguardare.