CARBONVENETA, UN’AZIENDA CON I BAFFI

Qualifiche dell'autore: 
socio di Carbonveneta Srl e PLD Collettori Snc, Valdastico (VI)

Lei e suo fratello Dino quest’anno avete acquisito la quota di maggioranza della Carbonveneta – una delle poche aziende italiane specializzate nella produzione di profili pultrusi in fibra di carbonio –, dopo una fruttuosa esperienza imprenditoriale iniziata nel 2002, con la nascita della PLD Collettori, seguita all’acquisizione della storica Veneta Collettori, che già da trent’anni operava nel campo dei motori elettrici.

In questo numero del giornale, ospitiamo le testimonianze degli imprenditori che hanno instaurato dispositivi di riuscita con i propri collaboratori: quali sono state le leve principali che lei ha adottato nell’organizzazione del team di produzione?

Innanzitutto vorrei dire che la nostra recente decisione d’investire in una società come Carbonveneta è avvenuta per una scommessa, in poco più di un weekend. Dal punto di vista lavorativo mio fratello e io abbiamo vissuto esperienze notevolmente differenti: io svolgevo un lavoro artigianale nel settore edile, mentre lui era manager di una grande azienda del settore elettrico. Entrando in società con Fabrizio Rancan per la gestione della Carbonveneta, amplieremo notevolmente il ventaglio della nostra esperienza imprenditoriale.

Comunque, rispondendo alla sua domanda, per raggiungere una maggiore efficacia nell’organizzazione del team di produzione, e non solo, il metodo che abbiamo adottato finora è quello di coinvolgere tutti i collaboratori, nessuno escluso, perché solo chi si sente partecipe dà il massimo per la crescita e lo sviluppo della realtà in cui lavora. Per questo è indispensabile valorizzare i talenti di ciascun collaboratore, sia individuando le sue capacità specifiche sia mettendolo nella condizione di ricavare soddisfazione dal proprio lavoro. Una volta raggiunti questi obiettivi, basta poco per creare un team veramente imbattibile, in grado di perfezionarsi ciascun giorno e di accogliere le sfide che oggi il mercato globale pone a ciascuna impresa in qualsiasi settore essa operi. Certo, non bisogna dimenticare che il team ha bisogno della direzione, di un leader in grado di dare indicazioni sulla rotta da seguire sia nella bonaccia sia nella tempesta, senza mai lasciarsi prendere dalla paura di sbagliare.

In che modo lei è riuscito a trasmettere il know how ai collaboratori e quanto tempo è stato necessario per formare il team nelle competenze tecniche e organizzative?

Nella nostra azienda, i giovani hanno trovato e troveranno sempre le porte aperte. Sicuramente, è più semplice formare professionalmente chi non ha esperienza, assecondando le inclinazioni personali, da una parte, e le esigenze aziendali, dall’altra; il trasferimento del know how avviene sempre tramite l’affiancamento a un collaboratore che lavora con noi da diversi anni. Penso a quelle fotografie dei primi del novecento che raffigurano operai con lunghi baffi, dove i baffi sono simbolo di maturità e di esperienza. Ebbene, la nostra filosofia è quella di portare i collaboratori ad avere i baffi, prima di lasciarli da soli a eseguire il proprio lavoro.

Adesso che avete avviato una nuova avventura con la Carbonveneta, quanto contano l’entusiasmo e la costanza per portare a compimento il progetto e il programma in ciascuna fase dell’impresa?

Per esperienza, nelle attività che s’intraprendono senza esserne convinti, l’entusiasmo passa in fretta. Anzi, c’è il rischio di voler presto ritornare sui propri passi. Questa nuova avventura con Carbonveneta, invece, ci è sembrata fin da subito un’occasione stimolante per proseguire la nostra attività imprenditoriale, e tale si sta rivelando giorno dopo giorno. Sicuramente anche in questa nuova impresa bisognerà dedicare tutte le nostre forze per ottenere i risultati sperati. E, per fare questo, ribadisco che circondarsi di persone motivate, che trovano soddisfazione in ciò che fanno, è il miglior metodo per portare un’azienda al vertice delle proprie performance. Sicuramente non sarà facile, bisogna riuscire a combinare le esigenze oggettive ed economiche di questa realtà imprenditoriale con gli aspetti individuali e le differenze che concernono le varie persone coinvolte. In alcune occasioni sarà necessario, com’è avvenuto anche nella precedente esperienza, far ritrovare ai collaboratori l’impulso a migliorarsi continuamente, soprattutto nei momenti in cui l’entusiasmo viene meno. Credo che un imprenditore, per definirsi tale, debba essere in grado di fare ipotesi dell’avvenire, e forse questo è ciò che maggiormente lo distingue dai propri collaboratori. Per questo deve riuscire a gestire anche i momenti critici di chi gli sta intorno e, così facendo, puntare alla riuscita dell’attività. La costanza, a questo punto, diventa uno stile di vita: un imprenditore, specialmente di una piccola società come la nostra, vive ciascun giorno nella ditta che ha fondato e l’obiettivo di migliorare e di svilupparsi deve essere una costante assoluta, indipendentemente dalle vicende che deve affrontare. In conclusione, se devo assolvere al compito dell’imprenditore di fare ipotesi dell’avvenire, allora devo dire che Carbonveneta diventerà sicuramente una società con i baffi e l’impegno dei collaboratori e soprattutto dei soci sarà sempre motivo di orgoglio.