L’ARTE DELLA FINITURA DELL’ALLUMINIO E IL SUO MODO INEDITO DI COMUNICARE

Qualifiche dell'autore: 
CEO di Italtecno Srl, presidente di Interall Edizioni e di Aluminium Two Thousand World Congress

Lo slogan di Italtecno è “l’arte della finitura dell’alluminio”. Non a caso i vostri tecnici traggono un insegnamento prezioso dal lavoro dell’artista, perché sono chiamati a introdurre continue innovazioni, a seconda della direzione verso cui si muove il mercato, anzi, a volte, anticipandone le tendenze. Devono trovare ciascuna volta “il modo”, come suggerisce il titolo di questo numero della rivista, Il modo della parola…

Il modo è insito nelle cose che si fanno. E l’arte e la cultura ci aiutano a trovarlo, perché sono sempre fonte di nuove idee. Si parte dalle idee, ma poi occorre che divengano operative, che trovino la via per articolarsi in un progetto, in un prodotto o in un servizio, nelle cose che si fanno. Ma le cose si possono fare in infiniti modi: per esempio, in un modo efficace, che consente loro di giungere al valore, o in un modo per cui non hanno un’incidenza nel mercato, perché magari sono fuori tempo o hanno un prezzo proibitivo. Non è facile riuscire a trovare il modo giusto, perché la realtà è complessa e il modo è importante quanto le idee. Non esistono idee giuste o sbagliate, le idee possono essere tutte belle, però, se si sbaglia il modo di avvalersene, rimangono sterili. Conosco tante persone che hanno idee geniali, ma non riescono a portarle a termine, perché magari non riescono a renderle pragmatiche oppure usano materiali troppo costosi. Nel nostro settore, per esempio, occorre trovare i materiali giusti, che siano validi e resistenti, e assicurarsi che la loro lavorazione avvenga in sicurezza e riducendo al minimo gli sprechi. Inoltre, le macchine che costruiamo devono avere un aspetto gradevole e armonioso, che attragga l’acquirente, perché, anche nella meccanica, si vince con la bellezza, oltre che con la funzionalità. Certo, è difficile trovare un prodotto industriale che non abbia concorrenza, a parte le poche idee da cui scaturiscono le invenzioni vere e proprie, che però vengono copiate abbastanza velocemente. Allora, non ci resta che ingegnarci per innovare continuamente, trovando il modo di fare sempre qualcosa in più rispetto agli altri produttori, come facevano gli artisti nel rinascimento, che non erano tanto in competizione fra loro quanto in un processo di emulazione costante, che nasceva dal confronto.

Fin dal suo esordio, nel 1974, Italtecno si è dedicata ai trattamenti di superficie dell’alluminio, offrendo impianti o parti d’impianti utilizzati nelle fasi di anodizzazione, verniciatura, depurazione acque e pulizia matrici di estrusione. In che modo le vostre tecnologie innovative tengono conto anche delle esigenze dell’ambiente?

Un approccio che tenga conto della salvaguardia dell’ambiente è essenziale in qualsiasi processo tecnologico. La nostra attenzione per l’ambiente si è focalizzata in particolare nella depurazione delle acque reflue dei processi di anodizzazione e verniciatura, che esigono l’immersione in vasche contenenti particolari prodotti chimici. Dopo ciascun passaggio in queste vasche, i componenti trattati devono essere lavati, con conseguente utilizzo e ricambio di enormi quantità di acqua, che chiaramente dev’essere depurata, prima di essere scaricata nell’ambiente. Ammesso che i produttori si attengano alle normative e che i loro impianti di depurazione funzionino a regola d’arte, si tratta comunque di quantità incredibili di acqua sprecata: pensiamo che un impianto medio consuma dai 40.000 ai 60.000 litri di acqua all’ora, per 24 ore al giorno, per 300 giorni all’anno, togliendo i festivi e le ferie. Se moltiplichiamo questo valore per migliaia di fabbriche in tutto il mondo, capiamo di quali cifre stiamo parlando.

Per questo abbiamo unito i risultati della ricerca delle nostre divisioni chimiche e impiantistiche per fornire ai clienti soluzioni su misura nel trattamento delle acque reflue e delle acque primarie. Nel rispetto delle normative e degli standard ambientali applicabili, che possono variare da paese a paese, abbiamo fornito moltissimi impianti di trattamento acque nel mondo in oltre quarant’anni: impianti chimico-fisici a ciclo aperto, impianti a circuito chiuso a scarico zero con evaporatori, impianti di riciclaggio parziale, trattamento dei fanghi, trattamento finale delle acque, deionizzatori, attrezzature per il recupero degli acidi, recupero dell’acido fosforico, demineralizzatori, filtrazione al quarzo e attrezzature per osmosi. Soprattutto gli impianti a circuito chiuso a scarico zero consentono un risparmio straordinario per l’azienda e uno strumento essenziale per la salvaguardia ambientale, perché è sempre la stessa acqua a essere utilizzata, tranne per una percentuale minima, il 5% circa, che si disperde lungo il processo o entra nella composizione dei fanghi, che vengono smaltiti da aziende specializzate; ma, adottando questo tipo di impianto, neanche un goccio viene scaricato nell’ambiente. Alcuni si chiedono quante volte possa essere utilizzata la stessa acqua: all’infinito, proprio come l’acqua che cade dal cielo e va nelle falde per poi sgorgare dalla sorgente, divenendo potabile. Raramente si pensa al fatto che quella che cade dal cielo è la stessa acqua sporca che viene scaricata nei fiumi e nei mari, che evapora, lasciando a terra tutte le sostanze inquinanti e purificandosi nel processo di evaporazione. Il primo esempio di depurazione dell’acqua ce lo fornisce la natura, come per ciascuna cosa ingegnosa. Per questo Leonardo da Vinci cercava ispirazione nella natura quando si accingeva a inventare qualcosa. Il primo maestro è la natura, ecco perché gli artisti, come diceva Leonardo, gareggiano con la natura.

A proposito della combinazione fra l’arte, l’industria e la natura, in un numero della vostra rivista, “Aluminium, extrusion and finishing”, si parla delle bellissime pareti esterne in alluminio, che decorano le facciate di fabbriche con immagini artistiche…

Si chiamano Walls to communicate (pareti per comunicare): una raffinata e sofisticata tecnologia permette di utilizzare fogli di alluminio forato per costruire immagini, loghi, visual design e combinazioni visive usati come veicoli per diffondere messaggi, slogan o semplicemente sensazioni. È un sistema di facciata ventilata brevettato, Decorcoat®, che consente di ridurre il fabbisogno energetico di un edificio e di conseguenza le emissioni di CO2, oltre a offrire ad architetti, designer e urbanisti una gamma illimitata di possibilità per realizzare progetti di grande effetto. Una vecchia fabbrica, per esempio, grazie a queste pareti, può acquisire un aspetto piacevole, soprattutto se riproducono il paesaggio circostante. La tecnologia utilizzata parte da una fotografia digitale che viene trasmessa a una macchina, la quale riproduce l’immagine praticando fori nel metallo. Ma non è una tecnologia nostra, noi la promuoviamo, perché queste pareti possono essere realizzate in alluminio e sono interessanti dal punto di vista architettonico. Noi siamo molto propensi a stringere alleanze e a collaborare con altre aziende, perché oggi nessuna realtà imprenditoriale può considerarsi un’isola. Ce lo insegnano i distretti, dove ciascuna azienda svolge una fase del processo che costituisce la filiera produttiva nel suo complesso, quasi fino a rendere imprescindibili l’una dall’altra le aziende che ne fanno parte.

La sua propensione alle alleanze con altre imprese, allo scambio, al “modo della parola” indica che lei procede dall’apertura e non accetta i compartimenti stagno…

Ciò che lei sta dicendo può essere riassunto in un’unica parola: comunicazione. Senza la comunicazione non c’è impresa. Un’azienda, anche se ha un prodotto che è il migliore del mondo, ha bisogno della comunicazione per venderlo. Un caro amico che è scomparso mi diceva: “Se qualcuno ha una voce meravigliosa e canta benissimo, ma si esibisce dentro una cabina telefonica, è come se non avesse quella magnifica voce”. Comunicare vuol dire parlare con gli altri, far sentire agli altri la propria voce. È l’arte della comunicazione a promuovere ciascun business e a farlo crescere, ecco perché sono importanti i giornali. E anche l’arte è comunicazione: un artista o uno scrittore utilizza gli strumenti del proprio mestiere per comunicare le proprie sensazioni, i propri pensieri. Soltanto se le sue invenzioni non rimangono a livello di idee, se sfociano nella produzione di opere d’ingegno, allora, possono avere effetti per l’umanità. La stessa cosa vale per gli imprenditori, che hanno bisogno di comunicare, d’incontrare altri imprenditori, di stringere alleanze e di fare accordi, perché i propri prodotti abbiano effetti nell’economia, oltre che nella qualità della vita delle città, delle nazioni e del pianeta.

Per Italtecno la comunicazione è talmente importante che nel 1982 abbiamo fondato la Interall Edizioni, la quale, oltre a pubblicare libri e riviste sull’alluminio – come la rivista trimestrale “Aluminium, extrusion and finishing”, in italiano e in inglese –, ha inventato un mezzo di comunicazione mondiale unico: il congresso biennale Aluminium Two Thousand (di cui si terrà la 12° edizione a Bologna, al Royal Carlton Hotel, dal 19 al 23 settembre), con la mia presidenza, gli interventi dei principali esperti di alluminio del pianeta e un grande riscontro di pubblico, nonostante la partecipazione preveda una quota d’iscrizione importante, anche a fronte delle attività di rilievo artistico e culturale che offriamo a latere.