NOEMA, PER PROGETTARE EVENTI E COMUNICAZIONE

Qualifiche dell'autore: 
amministratore delegato di Noema

intervista di Carlo Marchetti

Bologna, nella sua storia, per la sua collocazione geografica, per la sua cultura, per il messaggio che, di sé, rilascia all’esterno da secoli, ha avuto sempre una disposizione particolare alla comunicazione, divenuta quasi emblematica dopo la grande stagione di Guglielmo Marconi e della sua invenzione delle telecomunicazioni. Simultaneamente, Bologna ha sempre coltivato l’arte dell’ospitalità, arricchendola e portandola, nel tempo, al giusto compimento del profitto prima, dell’impresa in seguito. Da alcuni decenni, parlare di ospitalità a Bologna esula poi dalla semplice accezione privatistica o dal riferimento all’attività turistico alberghiera, per fare riferimento all’organizzazione di eventi, di cui quelli fieristici sono solo la punta, e per cui la città viene considerata, per importanza, il secondo Polo d’Italia, dopo Milano. Se aggiungiamo la cultura d’impresa, in particolare di quella piccola e media di qualità, caratterizzante Bologna, e il fatto che l’imprenditoria femminile di successo è sicuramente all’altezza del resto del Nord Italia, ci è sembrato logico cercare e individuare un’impresa che trovi in sé integrate tali virtualità, e ci siamo soffermati su Noema. Noema infatti, come leggiamo anche nell’incipit del suo bellissimo sito, è una delle più importanti società di consulenza e servizi che collabora con imprese, enti, associazioni, operatori economici e altri gruppi d’interesse per progettare e attuare le loro iniziative nei settori della comunicazione, della promozione, dell’organizzazione di eventi e della formazione, con sede a Bologna ma operante in tutt’Italia. Abbiamo avuto il piacere d’intervistare in tale statuto Barbara Abbondanza, la sua presidente. Qual è il suo ruolo nella società Noema, e quali altre figure ne compongono la dirigenza?

Noema è una Srl, con un Consiglio di Amministrazione composto da me in veste di Presidente e da Maddalena Bracchetti, che copre il ruolo di Amministratore Delegato. Vi operano poi diversi quadri, per lo sviluppo delle singole attività.

Può accennare a come, e in seguito a quali istanze, è sorta e si è sviluppata Noema?

Noema nasce nel 1987, sviluppandosi in breve per la necessità, da me particolarmente avvertita, di dare una struttura definita, anche amministrativa, a una serie di lavori originati dalla mia formazione – sono laureata in Lingue – in particolare traduzioni di ricerche in ambito universitario, soprattutto di fisica e di altre discipline scientifiche, e loro pubblicazione e divulgazione attraverso eventi, avvalendomi sempre più di collaborazioni di terzi. Noema, nome da me preferito a sigle, viene chiaramente dal greco, ha più accezioni ma a me ha interessato quella di progetto, organizzazione.

Di quali collaborazioni interne, soprattutto professionali, vi avvalete?

Il nostro lavoro richiede sicuramente competenze tecniche, date, oggi, da discipline economiche, come il marketing, di comunicazione, grafiche. Tuttavia, nel tempo, ho sempre più avvertito come sia essenziale, nel nostro lavoro, la formazione umanistica, da cui ho sperimentato possono più facilmente procedere acquisizioni tecniche che viceversa, per cui ho privilegiato, per le collaborazioni interne, tali formazioni, com’è il caso della dottoressa Bracchetti, laureata in Lettere, demandando sempre più quelle tecniche ad acquisizione sul posto di lavoro o a collaborazioni esterne. 

Quali sono le manifestazioni più importanti che avete portato a compimento finora, e quali avete in programma?

In vent’anni di storia ne abbiamo fatte moltissime. Mi piace ricordare, tra le più recenti, sicuramente il Festival del Libro d’Arte di Bologna, di grande successo e soddisfazione; poi la collaborazione quinquennale con il Consiglio Nazionale del Notariato per i loro Congressi Nazionali e con altri Ordini Professionali; quella decennale con la Federazione Nazionale della Aziende Gas Acqua (federgasacqua); quella con la Vicepresidenza del Consiglio, per la grande manifestazione sull’ambiente di Chianciano; curiamo il Congresso Mondiale di Neuroradiologia e molti altri eventi in campo medico; gestiamo la formazione e la promozione delle attività associative di primo soccorso comprese nel Sistema 118 Nazionale, IRC; oltre a ciò, naturalmente, curiamo la promozione e l'organizzazione di manifestazioni per importanti imprese private. Per il futuro, oltre alla prosecuzione di quelle ricordate, c’è il Festival del Cinema di Taormina.

In cosa ritenete di distinguervi da altre società di comunicazione e di organizzazione di eventi? Quali peculiarità porta, a suo parere, nel vostro settore, il fatto che a dirigere una società come la Vostra siano donne?

Pensiamo di avere concepito e impostato un metodo, peculiare per il nostro settore, di gestione, di comunicazione e di organizzazione del lavoro, basando in gran parte il nostro sforzo sulla relazione e lo sviluppo manageriale interno, che ci permette poi di favorire le nostre prestazioni e i nostri prodotti in termini di efficienza e di competitività all’esterno. L’essere donne a guidare e a dirigere imprese come la nostra, e a lavorarvi come quasi tutte le nostre collaboratrici, è essenzialmente dovuto, a mio avviso, al grande sforzo richiesto dalla natura del lavoro a fronte di possibilità remunerative piuttosto modeste – cosa che non attrae gli uomini, impegnati sovente a mantenere la famiglia con il loro lavoro – oltre alla necessaria attitudine all'attenzione al dettaglio e all'immagine, alla gentilezza e all’applicazione anche prolungata a richieste estemporanee del cliente, tale talvolta da confliggere con il proposito, aziendalmente ineccepibile, di tendere all'incremento di marginalità dell'utile.

Qual è, a Bologna, la situazione riguardo all’organizzazione di eventi, e quale quella della comunicazione? Come sono i rapporti con le altre società?

Bologna per gli eventi è notoriamente una “buona piazza” e permane una buona domanda. Vi è molta attenzione, e buona competenza, anche per quanto riguarda la comunicazione. Noi intratteniamo rapporti soddisfacenti con i nostri colleghi, e collaborazioni ricorrenti con almeno due società, anch’esse gestite da donne. Mi permetto di fare un’osservazione: le donne, nell’impresa, sanno collaborare molto bene nella contingenza, molto meno nelle alleanze di settore e nelle strategie a lungo termine, come la creazione di cartelli; questo, è ancora un appannaggio degli uomini!

E la comunicazione d’impresa in Italia, rispetto ad altri paesi europei, come può essere considerata?

Occorre fare una distinzione, nel mondo industriale avanzato, tra le imprese anglosassoni, in cui la cultura e l’istanza della comunicazione d’impresa è massima, e le altre. Tra queste, l’imprenditore italiano avrebbe anch’egli forti istanze, ma più che mancare la cultura specifica, egli è ancora troppo condizionato nel suo intraprendere dagli aspetti “essenziali” della sua attività, soprattutto da quelli amministrativi e burocratici, che ne assorbono la gran parte delle energie e del tempo; è il “sistema paese” che dovrebbe divenire più agile, ma su questo punto sarebbe più interessante intervistare Montezemolo!