UNA RETE PER LA COMUNICAZIONE TRA LE IMPRESE

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titolare di Studio ’80 Grafica industriale

Può dirci in che modo Studio ‘80 grafica industriale dà un contributo alla comunicazione delle proprie aziende clienti, fino quasi a costituire una rete di imprese?

Al di là dell’attività che un’azienda svolge, la comunicazione è molto importante, ma lo è ancora di più instaurare collaborazioni serie e fruttuose con aziende che ruotano attorno alla propria. Si dice sempre che la migliore pubblicità la fanno i clienti, io aggiungerei anche i fornitori. Questo vale per noi, ma anche per le aziende di cui noi siamo fornitori. C’è un continuo scambio di informazioni, che avviene più o meno sullo stesso piano, cioè, noi accresciamo il nostro bagaglio interagendo con il cliente e lo stesso fa il cliente interagendo con noi.

STUDIO ‘80 grafica industriale cura la comunicazione del prodotto sotto tutti gli aspetti: parte dalla fase di prevendita, occupandosi dell’immagine del prodotto, collaborando con i progettisti anche in fase di design; poi si occupa dei depliant per pubblicizzare e far conoscere il prodotto, illustrandolo negli aspetti più commerciali, ma anche fornendo le caratteristiche tecniche principali, le dimensioni, il peso e tutto ciò che aiuta il venditore ad avere argomenti per proporre il prodotto all’acquirente: in questa fase collabora con gli studi fotografici per le riprese del prodotto, con immagini statiche o filmati; infine, una volta che il prodotto è stato venduto e STUDIO ‘80 grafica industriale ha creato la brochure, il depliant, la scheda tecnica, passa all’ultima fase, in cui occorrono supporti che spieghino all’utente come utilizzare il prodotto: i manuali d’istruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria e il catalogo ricambi, che negli ultimi anni sono corredati di CD-ROM, oppure di sito internet per l’assistenza on line.

È evidente che per ottenere la migliore qualità nella fornitura dei nostri servizi, noi acquisiamo esperienze nel settore di riferimento di ciascuna azienda nostra cliente e il cliente stesso riesce ad apprendere un po’ di più i meccanismi della comunicazione. Questo mi sembra che si possa chiamare rete tra imprese che si trovano in un continuo scambio culturale. Tant’è che la crescita del tessuto imprenditoriale dall’avvento dei nuovi media è stata notevole, anche se è stata ed è tuttora faticosa, specialmente se pensiamo alle dimensioni medio-piccole delle aziende presenti nella nostra regione. Tuttavia, era una crescita inevitabile, in cui le nuove tecnologie della comunicazione hanno fatto da motore e noi ci siamo sentiti in dovere di farle conoscere ai nostri clienti, i quali, nonostante le modeste dimensioni, sono presenti in tutto il mondo.

Lungo questa frequentazione di realtà internazionali, vi è anche capitato di trovare novità e informazioni che si sono rivelate preziose per qualche vostro cliente?

Direi di sì. Si tratta sempre di uno scambio di informazioni che aiuta a migliorare la realtà di un’azienda. Questo numero del vostro giornale è dedicato all’humanitas nell’economia. Bene, direi che si possa parlare di humanitas e di etica nel lavoro nel momento in cui si cerca di capire quali sono le cose migliori da trarre da qualsiasi realtà imprenditoriale e di valutare quali sono gli aspetti che possono essere resi comuni, non solo a livello di prodotto, ma anche di comunicazione e di organizzazione. Tra l’altro, questo consente di valorizzare aspetti della propria azienda che magari non erano stati valorizzati prima, cose di cui altri hanno fatto un core business. Troppo spesso, purtroppo, le cose che si hanno sotto gli occhi sono le ultime a essere viste. Il vantaggio di un’azienda come la nostra è che ha a che fare con tanti tipi di realtà, diversamente da un’azienda che fa un solo tipo di prodotto, sempre con le stesse persone. Certo, non è il caso di cambiare personale troppo frequentemente, visto che alla fine sono le persone a fare le aziende. Se le persone sono oneste le aziende vanno in una certa direzione, altrimenti, prendono altre pieghe.

L’importante è non fare la famosa distinzione fra il bene personale e il bene dell’azienda…

Bisogna fare il bene personale facendo il bene dell’azienda, questa sarebbe l’etica principale. Ma ultimamente vince la logica del profitto, cioè la logica del tutto e subito. Ci vengono imposti modelli imprenditoriali che non sono promotori di valori, totalmente sganciati dall’ambito sociale e culturale, diversamente da quanto accadeva fino ai primi anni settanta, quando la logica era quella di far crescere un gruppo di persone per più tempo possibile, per consolidare una base che potesse trasmettere l’essenziale alle generazioni successive. Comunque, credo che, un po’ alla volta, i valori dovranno tornare a essere vincenti e, se hanno funzionato in passato, non vedo perché non debbano tornare a farlo oggi. È necessario puntare molto sugli uomini, il problema è proprio l’educazione da dare alle persone, affinché la logica non sia più quella del tutto e subito, quella del tutto facile, dei facili guadagni, perché guadagnare non è una cosa facile, ci vogliono tempo e sacrifici e non sempre i risultati coincidono con le aspettative.