LA FORMAZIONE DELL'IMPRENDITORE

Qualifiche dell'autore: 
direttore della NUOVA DIDACTICA, Scuola di Management, Unione Industriali Modena

Che cosa possono trovare gli imprenditori nella vostra scuola di nuovo e differente rispetto ad altri enti di formazione?

Noi portiamo a Modena quanto di meglio si possa offrire per una formazione che punta all’eccellenza. Per essere concreto, stiamo collaborando per la qualità con la più grande società a livello mondiale, Lloyd’ Register, con cui facciamo non solo giornate specialistiche, ma anche short master. Collaboriamo con la Ernst & Young che, per quanto riguarda amministrazione, finanza e controllo, è rimasta una delle più grandi. Collaboriamo con la Facoltà di Ingegneria per la realizzazione sia di progetti di ricerca sia di corsi di formazione. Collaboriamo con lo IULM, col quale abbiamo appena iniziato lo short master in comunicazione d’impresa e pubblicità. Collaboriamo col gruppo del professor La Rosa, docente di Sociologia a Bologna, con il quale abbiamo fatto uno short master sulla gestione delle risorse umane. Collaboriamo col gruppo del professor Tupponi, costituito da esperti di commercio estero.

Poi, faremo i forum con lo IULM per quanto riguarda il nuovo approccio verso il consumatore, col gruppo del professor Fabris e del professor Codeluppi. Direi che queste sono le cose più significative che forse molti altri non fanno.

Gestiremo insieme alla Facoltà di Giurisprudenza, a partire da maggio, un master universitario sui contratti d’impresa ed è in programma tutta una serie di altre attività di grande interesse.

In che modo il vostro programma contribuisce a valorizzare la ricerca in collaborazione con l’università?

In questo momento c’è un vallone, non una frattura, tra l’impresa e l’Università, sono mondi che non riescono a incontrarsi. Per questo noi abbiamo iniziato un anno e mezzo fa il ciclo dei forum tecnologici – uno al mese –, dove l’Università racconta le novità nella ricerca. Ciascun intervento ha una parte in cui si racconta che cosa c’è di nuovo, una seconda dedicata alle applicazioni concrete nei processi produttivi e una terza di discussione. A questo tipo di attività partecipano i professori della Facoltà d’Ingegneria e ha cominciato a partecipare, e lo farà sempre più, il Politecnico di Torino. Quello che noi stiamo facendo consiste nell’analisi di aspetti concreti e operativi, fasi del processo produttivo che vengono messe sotto la lente d’ingrandimento, in modo che il ricercatore possa dire che cosa c’è di nuovo in proposito e quali vantaggi potrebbe dare all’azienda. Questo è l’elemento più concreto.

Abbiamo poi in mente altri tipi di attività che presenteremo in Regione a breve per valorizzare tutta una serie di mini ricerche che vedono una collaborazione tra l’Università e le imprese.

Quali sono le iniziative particolari in calendario per promuovere la formazione culturale dell’imprenditore?

Da una parte i forum sul consumatore per far capire il nuovo approccio che l’azienda dovrebbe avere per andare incontro al mercato, e questi li facciamo insieme allo IULM. Abbiamo iniziato di recente a collaborare con il gruppo Secondo Rinascimento, con un programma di tre interventi sul tema “Brainworking, il cervello dell’impresa”, con le conferenze di Armando Verdiglione, Sergio Cantoni e Carlo Sini, che contribuiscono a dare risalto alla scuola dell’Unione come centro di formazione della cultura d’impresa, dove non si tratta di dare all’imprenditore più soltanto una formazione tecnica (“t’insegno come si fa”), ma anche una visione un po’ più ampia di quella che si ha guardando all’interno della propria realtà. Su questo versante aggiungeremo poi delle presentazioni con grandi autori di testi innovativi. Sul filone dei “Leader raccontano” la nostra intenzione è quella d’invitare, e abbiamo già cominciato a farlo, protagonisti di vari settori che possano dare testimonianza della loro esperienza e coinvolgere l’imprenditore dando facendo vedere differenti approcci per problemi magari simili a quelli che egli si trova ad affrontare.

Diciamo che i centri di formazione classici generalmente non fanno queste cose.

Questo era un sogno, una scuola che funzionava poco, la stiamo posizionando nella fascia alta della formazione e del mondo della conoscenza.