CENTRUM: NUOVI DISPOSITIVI PER LA NOSTRA SICUREZZA

Qualifiche dell'autore: 
presidente di Centrum srl, Carpi (MO)

Centrum ha circa settemila clienti in tutta Italia. Come ha contribuito con i suoi servizi a diffondere la politica della sicurezza e quali sono i benefici per le aziende che ne usufruiscono?

Nel nostro paese la sicurezza è sì considerata un costo, in molti altri invece è uno strumento per guadagnare in salute, qualità della vita e tranquillità. È risaputo che i sistemi di rilevazione incendio, per esempio, in America e nei maggiori paesi europei sono considerati uno strumento per prevenire gli incendi, in Italia invece, ancora oggi, s’installano per rispettare una normativa. Tuttavia, è iniziato un processo di cultura dell’investimento nella sicurezza, in quanto investimento produttivo in termini di garanzia e tranquillità.

In base alla legge antiterrorismo (L. 155/2005), oggi sono aumentate le aziende che hanno l’obbligo di perseguire l’obiettivo della sicurezza: da quelle produttrici di gas a quelle che gestiscono acquedotti e isole ecologiche. Per esempio, stiamo installando un sistema anti-intrusione e di sorveglianza per una grande azienda che ha l’obbligo di evitare i furti di bombole di gas che, spesso, vengono rubate per svaligiare i bancomat. Abbiamo realizzato anche un sistema molto sofisticato, in un’area in cui sono presenti svariati acquedotti. La stessa cosa si può dire per le isole ecologiche, dove i nostri sistemi di sicurezza tutelano i cittadini, oltre che l’impresa.

Le aziende stanno cercando di trasformare i loro sistemi per poter dire di aver fatto tutto ciò che era in loro potere per salvaguardare ed evitare possibili problemi, ma ritengo che comunque sia sempre più necessario affidare agli specialisti la sicurezza.

Nessuna multinazionale penserebbe di entrare anche in un solo ufficio, che non avesse il controllo accessi e il sistema antincendio: la sicurezza è una forma di cultura per le grandi imprese, occorre che lo divenga sempre più anche per quelle più piccole.

Lavorando in tutti i settori, in Italia, Centrum ci consente di capire come si trasforma la società, l’impresa e, di conseguenza, la tecnologia dei sistemi di sicurezza…

Sì, per esempio, è disponibile oggi sul mercato un nuovo software che, tramite una o più telecamere, fa un’analisi del comportamento dell’essere umano e riesce a dare l’allarme e registrare le immagini quando qualcuno compie movimenti sospetti. Il sistema è basato sulla memorizzazione di modelli comportamentali che permettono al software di distinguere le azioni inconsuete come, per esempio, il gesto di estrarre una pistola dalla tasca.

Anche il motion detector, un sistema già esistente, dove le telecamere sono puntate su zone di sensibilità, consente di capire che, quando un’immagine cambia, c’è qualcuno che si muove e il movimento dà un allarme o attiva la registrazione. Il primo sistema che utilizza questo tipo di software è stato installato qualche anno fa in una Facoltà di Ingegneria di una Università, nel cui parcheggio si erano verificati casi di furti d’auto: il software permette di analizzare i movimenti che il proprietario compie per salire in macchina, e i relativi tempi. Quindi, se non riconosce movimenti e tempi corrispondenti, il sistema dà l’allarme.

Il vostro servizio è reso unico anche dall’assistenza ventiquattro ore su ventiquattro e dall’attività di front office…

Secondo il nostro parere, un sistema di sicurezza è qualcosa che deve funzionare sempre, quindi crediamo che il servizio di assistenza tecnica o di emergenza ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni l’anno, sia non solo importante ma anche indispensabile. Pensare di aspettare fino a lunedì perché sia riparato un guasto al sistema di allarme che si verifica il venerdì potrebbe diventare grave, soprattutto se in quel lasso di tempo il cliente dovesse subire un’intrusione.

I clienti, inoltre, sono molto soddisfatti per la continuità del nostro personale: il tecnico della manutenzione, che fa visita al cliente ogni sei mesi per il controllo periodico in abbonamento, per esempio, in molti casi è sempre lo stesso da trent’anni, e questo è considerato un valore aggiunto impagabile.