L'ANZIANO E LA QUALITÀ

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presidente di MODENASSISTENZA

Intervista di Anna Spadafora

Da oltre dieci anni, Modenassistenza offre a Modena e provincia un servizio di assistenza agli anziani di livello superiore. Già entrando nei vostri uffici si percepisce quel clima di ospitalità riservato un tempo ai nobili quando si recavano in visita ai palazzi dei loro amici.

Per il cliente è essenziale il primo impatto, bisogna trasmettere sicurezza anche attraverso una buona accoglienza. Noi offriamo un servizio con caratteristiche di qualità e l’ambiente in cui il cliente arriva non è casuale, non può essere quello di un semplice negozio, ma, piuttosto, quello di una casa. Trovare un ambiente ben arredato, che trasmette calore, è fondamentale, perché dà un senso di solidità, fa capire che la nostra è un’azienda seria, con un punto di riferimento ben preciso, dove, in caso di contestazione, ci si può rivolgere. Questa è la sicurezza iniziale da cui partire per fornire un servizio.

E, forse, il senso di solidità si percepisce anche dalle opere d’arte che si trovano alle pareti. Non c’è niente di più solido dell’arte, che, si presume, debba avere vita eterna.

Dobbiamo prospettare che l’assistenza vada avanti nel futuro, non che sia breve, quindi, l’arte esprime questo concetto che porta a guardare avanti. 

Voi fornite assistenza principalmente agli anziani.

A volte assistiamo anche malati terminali, ma ci rivolgiamo principalmente agli anziani. Li seguiamo in tutti i momenti della giornata, dall’igiene della persona ai servizi medici e infermieristici. La nostra è un’integrazione al servizio della famiglia, dove non c’è la famiglia prendiamo il suo posto e dove c’è la integriamo. La nostra assistenza è sia a domicilio sia in ospedale. È sicuramente un aiuto importante anche per gli stessi ospedali, dal momento che, spesso, il personale non è sufficiente a far fronte alle esigenze che può avere un anziano.

Poiché il nostro è un servizio con una certa continuità, si cerca di dare il massimo della qualità. Il nostro personale è fornito di patentino, conseguito frequentando i corsi adeguati organizzati dalla Regione, ha esperienza specifica con gli anziani e non è personale solitamente dedicato alle pulizie domestiche, come avviene spesso in casi di badanti non regolamentate.

C’è qualcosa che emerge in modo particolare lavorando con gli anziani? Che cosa esige un anziano, oltre al servizio in sé?

Gli anziani sono molto esigenti sulla continuità e sulla puntualità dell’operatore, spesso non accettano anche soltanto pochi minuti di ritardo. La puntualità è fondamentale per l’organizzazione della giornata. Il momento dell’assistenza è, per loro, molto significativo, hanno sempre paura che non arrivi, che arrivi troppo in ritardo o che non ci sia la stessa persona del giorno prima. Per loro è fondamentale sia la puntualità sia la garanzia di essere assistiti tutti i giorni dalla stessa persona. Sono elementi essenziali che danno sicurezza. Il cambiamento è un trauma sia per gli anziani sia per le loro famiglie. È necessario far capire all’operatore che deve essere puntuale, sia all’arrivo sia al momento di andar via, perché l’anziano esige giustamente assistenza per l’intero arco di tempo concordato, non un minuto in meno.

Quanto conta in questo stile che deve essere trasmesso agli operatori il dispositivo che si costituisce con essi?

È fondamentale il dispositivo fra l’imprenditore e il collaboratore, il quale deve avere fiducia nella parola dell’imprenditore. Se questi enuncia una regola o dà un’indicazione, infatti, non è mai casuale e il collaboratore deve tenerne conto ai fini della riuscita del lavoro che sta svolgendo. E il dispositivo deve essere costante, non può esserci una settimana in cui non ci sia parola almeno una o due volte, perché può accadere che l’operatore stringa un rapporto più diretto con i familiari, escludendo l’imprenditore. Questo non può accadere perché è l’impresa che fa fronte al servizio, non solo il collaboratore e, soltanto mantenendo un dispositivo con l’operatore, il lavoro sarà molto qualificato.

Oltre all’assistenza domiciliare, in questi anni, avete avuto qualche idea particolare per il futuro dell’assistenza agli anziani, che ormai stanno diventando la maggioranza della popolazione?

Abbiamo incominciato a realizzare un progetto che consiste nel creare case albergo, di modo che, se l’anziano non ha un nucleo familiare, anziché essere costretto a rinchiudersi in una casa di riposo – dove vivono cento persone con le sue stesse patologie e dove è destinato a invecchiare precocemente, accanto a persone che non sono autonome e in un ambiente anonimo – può vivere in appartamenti finemente arredati, con altri tre o quattro anziani, dov’è assistito in tutto, ventiquattr’ore su ventiquattro, l’animazione è personalizzata e prevede anche passeggiate nel parco privato dove stare all’aria aperta e mantenersi molto più giovane e attivo. Purtroppo, questo concetto di residenza a cinque stelle oggi non è ancora preso molto in considerazione.

Ci auguriamo che il futuro ci dia ragione, perché gli anziani aumentano e, con essi, le esigenze di qualità che diventano sempre maggiori. Oggi, invece, il mercato offre il lavoro in nero di extracomunitari, senza nessuna garanzia per la famiglia, che cerca solo di risparmiare. Poi, non è raro sentire che a molte famiglie spariscono oggetti in casa o valori. È certo che, rivolgendosi a noi, le famiglie hanno una garanzia sulle persone che vanno nelle loro case. Certo, per noi non è facile istruire e gestire tanti operatori, per lo più provenienti da vari paesi, nonostante siano qualificati e conoscano la nostra lingua.

Una cosa vorrei aggiungere a questo proposito: se la nostra azienda è cresciuta negli anni, dobbiamo ringraziare anche la banca Carisbo (agenzia di via Cattaneo), per l’efficienza del personale e la collaborazione che ha fornito nel pagamento degli stipendi agli operatori, molto spesso non abituati ai rapporti con una banca nel nostro paese.