LA COMBINAZIONE TRA ESTETICA ED EFFICIENZA ENERGETICA

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responsabile tecnico-commerciale di Luppi Serramenti

I serramenti Luppi, oltre ad avere risposto in anticipo alle esigenze del risparmio energetico – che oggi sono divenute obblighi di legge –, s’inseriscono bene sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni di abitazioni e palazzi storici. Ma in che modo si combinano i parametri dell’efficienza con quelli dell’estetica, come si addice a un vero prodotto made in Italy?

I requisiti termoacustici in edilizia oggi vengono imposti dalle leggi nazionali e le leggi locali spesso impongono prestazioni superiori a quelle nazionali. Inoltre, in seguito alla realizzazione, la conformità dell’edificio viene controllata dai Certificatori Energetici che effettuano prove in cantiere e rilasciano la certificazione energetica dell’immobile. Questo però limita molto la creatività di progettisti e architetti, che spesso devono utilizzare prodotti “preconfezionati” e incontrano serie difficoltà nel coniugare le esigenze tecniche con quelle artistiche e architettoniche. Da questa considerazione è nata l’idea di un ciclo di eventi formativi, mirati a migliorare la conoscenza del prodotto infisso, delle modalità d’installazione, dei margini di discrezionalità che le normative consentono, in modo che il professionista possa, attraverso un’accresciuta conoscenza specifica, praticare le migliori scelte di compromesso tra estetica e prestazione.

Le regioni del Nord Est d’Italia hanno anticipato l’applicazione di queste normative europee e internazionali...

Se hanno incominciato prima di noi, ci sono anche motivi geografici e climatici. In effetti, man mano che ci si sposta verso i paesi del sud, viene data sempre meno importanza ai parametri d’isolamento termico e al risparmio energetico, fino ad arrivare all’Africa, dove le case non hanno le finestre. Al contrario, nelle regioni del Nord Europa, compreso il Trentino, dove esiste una cultura radicata e diffusa sull’efficienza energetica, questi parametri sono stati introdotti molto anticipatamente. Tuttavia, gli infissi prodotti da aziende di quelle aree sono piuttosto standardizzati e non adatti, per esempio, a interventi di ristrutturazione di palazzi storici. Noi stiamo cercando di fare qualcosa di diverso: creare prodotti ad alte prestazioni che permettano tuttavia al progettista, all’architetto e all’utente finale di avere maggiore flessibilità di utilizzo anche dal punto di vista estetico. 

Tra l’altro, voi siete tra le poche aziende in Italia ad avere ottenuto recentemente la certificazione anche sui serramenti scorrevoli…

Sì, e questo dà la possibilità ai progettisti di realizzare vetrazioni ad alte prestazioni certificate molto grandi e molto belle: un prodotto in più, che ora possiamo proporre al progettista. Stiamo inoltre studiando la cosiddetta finestra passiva, ad altissime prestazioni, con tripla camera nel vetro, che raggiunge il grado d’isolamento termico di un buon muro e che contiamo di certificare presso il Passivhaus Institut. Ma già oggi i nostri infissi permettono al costruttore di rientrare nella “classe A” energetica. Il mercato dell’alta prestazione, anche se per ora è ancora di nicchia, pensiamo possa diventare un riferimento futuro per le aziende del nostro settore. 

Un’altra novità recente in casa Luppi è il servizio di analisi delle termografie prodotti, elaborata sul progetto del cliente: per intenderci, quando realizziamo un’offerta a un’impresa o a uno studio di architetti o di ingegneri, ci occupiamo anche dell’elaborazione del nodo tra la muratura e l’infisso e realizziamo il disegno con AutoCAD, sviluppando con un apposito software lo studio della termografia, con le relative isoterme e grafici con cui illustriamo la prestazione complessiva del nodo, non soltanto quella del serramento. Questa è materia da certificatori, ma noi vogliamo offrire uno strumento in più ai progettisti e agli architetti, che così hanno la possibilità di verificare a priori se il prodotto rientra nei parametri richiesti nel progetto e di operare la scelta più equilibrata. Come può constatare, il nostro investimento nella ricerca prosegue anche in periodi difficili. 

È un bellissimo esempio dell’Italia che contribuisce allo sviluppo…

Siamo consapevoli che l’avvenire del nostro tessuto economico passi attraverso il miglioramento degli standard attuali. La crisi costringe ad accelerare il passo, ma anche a lavorare con minor spreco e più qualità, e le aziende che proseguiranno saranno quelle che riusciranno a dare veramente tanto al mercato. Fra le nostre idee commerciali, c’è quella della vendita attraverso terzi, i piccoli artigiani, che non possono permettersi di sostenere i costi della certificazione dei loro prodotti e saranno sempre più orientati a vendere prodotti già certificati come i nostri. Per quanto riguarda la nostra strategia d’investimento e di produzione, invece, sarà sempre più orientata al mercato. Molti imprenditori in passato non hanno avuto i risultati attesi perché si sono ostinati a rincorrere una loro idea, che purtroppo non era quella del mercato. Il successo o l’insuccesso di un prodotto è decretato dalla capacità di rispondere a una precisa esigenza del mercato, che non è sempre facile intuire. Tutti i comparti dell’azienda devono quindi diventare dei “ricettori” delle esigenze del mercato e operare in continuo scambio con i colleghi. Oggi, più che mai, la soddisfazione del cliente è l’elemento primario a cui vanno orientati gli investimenti aziendali.