CHE COS’È LA PARODONTITE E COME CURARLA

Qualifiche dell'autore: 
medico specialista in Odontomastologia, presidente dei Centri Odontoiatrici Victoria

Oggi è molto diffusa una pubblicità che promuove la cura della parodontite per evitare interventi chirurgici e implantologici massicci. Ma che cos’è la parodontite? La parodontite è un’infiammazione dei tessuti parodontali, che determina una perdita d’attacco dei denti rispetto all’alveolo, con conseguente formazione di tasche parodontali, mobilità dentale, sanguinamento gengivale, ascessi e suppurazioni, fino alla perdita di uno o più denti.
Se viene diagnosticato nelle sue prime fasi e curato, tale processo risulta reversibile. Con il progredire della malattia, misurata principalmente come progressione della perdita di attacco parodontale, la possibilità di recupero diventa più difficile e richiede trattamenti più complessi come la terapia rigenerativa dell’osso, anche se il recupero in questi casi è spesso soltanto parziale.
Come dicevo, la parodontite risulta evidente quando interviene una lesione del legamento parodontale, il legamento fibroso che passa tra il cemento della radice e l’alveolo osseo. La lesione di tale legamento, che avviene per varie cause – come le infezioni batteriche, che provocano parodontiti infettive acute, o carichi dentali eccessivi e incongrui, che provocano parodontiti croniche – produce la mobilità e la successiva perdita del dente. È una patologia nota da tempo, anche se nel linguaggio comune veniva chiamata con il termine volgare “piorrea”.
A che cosa è dovuta questa patologia? Nel cavo orale è normalmente presente un’abbondante flora batterica, sia adesa alle strutture dentarie (placca batterica) sia in forma libera.
Se mantenuti sotto controllo tramite corrette procedure d’igiene, e in presenza di una situazione di corretto funzionamento del sistema immunitario, questi batteri non sono in grado di provocare alterazioni nel normale stato di salute orale. In seguito però alla perdita dell’equilibrio che vige fra batteri normalmente presenti e il sistema immunitario a livello locale e generale, possono insorgere fenomeni infiammatori a carico del solo tessuto gengivale, come nella gengivite, disturbi che possono nel tempo estendersi coinvolgendo i tessuti sottostanti, originando la parodontite.
La presenza di batteri patogeni non è l’unico fattore coinvolto nell’insorgenza della patologia, possono contribuire anche cofattori locali (tartaro, affollamenti e dislocazioni dentarie, malocclusioni, odontoiatria “iatrogena”, concavità e profondità delle strutture morfologiche degli elementi dentali) e cofattori generali (malattie sistemiche, diabete, tabagismo, neoplasie, farmaci, alterazioni salivari).
C’è qualcosa che si può fare per evitare l’insorgenza della parodontite? Odontoiatri, igienisti dentali e ricercatori sono concordi nel ritenere che la parodontite non possa insorgere in una bocca correttamente pulita. È anche vero però che alcuni individui, specialmente se appartenenti a nuclei familiari suscettibili alla patologia, necessitino di un’igiene molto più accurata di altri. La prevenzione è effettuata con gli stessi strumenti della prevenzione della carie, ovvero utilizzando in modo corretto uno spazzolino in buone condizioni duetre volte al giorno e il filo interdentale giornalmente. Nonostante l’assenza di dolore, è importante non sottovalutare manifestazioni infiammatorie gengivali, bensì sottoporle all’analisi di uno specialista. Possono risultare utili anche i rilevatori di placca, speciali agenti chimici da utilizzare dopo aver lavato i denti per verificare l’efficacia dello spazzolamento.
E quali sono gli interventi efficaci per la cura della parodontite proposti nei Centri Victoria? Grazie all’aiuto della figura dell’igienista dentale e dell’odontoiatra, innanzitutto occorre ripristinare una corretta igiene orale, che comprende una o più sedute d’igiene orale professionale, ablazione meccanica del tartaro, curettage gengivale, levigatura delle radici, motivazione all’igiene orale, comprensione ed esecuzione delle metodiche corrette di prevenzione.
La parodontite cronica, nei casi più gravi, può richiedere un intervento chirurgico volto a pulire i tessuti coinvolti più profondi ed eventualmente a rigenerare l’osso riassorbito.
Nella parodontite aggressiva, le terapie parodontali, chirurgiche e non, richiedono il supporto di una terapia farmacologica, magari con combinazioni di antibiotici come amoxicillina e metronidazolo. Nella parodontite ulcero necrotizzante non si può ottenere una buona igiene dentale con lo spazzolamento, poiché arreca dolore, pertanto si praticano sciacqui con soluzioni di clorexidina a elevata concentrazione (0,2 per cento) per inibire, seppur parzialmente, la formazione di nuova placca batterica.
Anche in questo caso risulta efficace il supporto farmacologico, con antibiotici come metronidazolo, penicillina o tetracicline. La chirurgia può essere resa necessaria anche per eliminare gli esiti cicatriziali delle papille aggredite, al fine di permettere un buon esito alle pratiche d’igiene orale.
L’uso del laser per le procedure di detartrasi e curettage non ha finora dimostrato un’efficacia maggiore rispetto alla terapia tradizionale, mentre prospettive interessanti sembrano legate al trattamento chirurgico, anche se gli studi iniziali non permettono ancora di confermare con sicurezza i risultati finora ottenuti.