LA BUROCRAZIA MINA L’ENTUSIASMO DEI PROFESSIONISTI

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medico specialista in Odontostomatologia, presidente dei Centri Odontoiatrici Victoria

Quanto entusiasmo c’è voluto quando, nel 2012, nonostante lei fosse titolare di uno studio odontoiatrico affermato a Modena, ha deciso di aprire il Centro Odontoiatrico Victoria, il primo di una serie di Centri che oggi hanno sedi dislocate fra Modena e provincia, Reggio Emilia e Lecce, in cui collaborano professionisti in grado di assicurare la massima qualità nelle differenti specializzazioni odontoiatriche, coadiuvati da apparecchiature e materiali all’avanguardia?

L’entusiasmo ha sempre accompagnato ciascuna avventura imprenditoriale, e la mia non fa eccezione. Anzi, posso dire che ho sempre cercato di trasmetterlo anche ai colleghi che lavorano nei nostri Centri e per questo ritengo indispensabili i corsi di aggiornamento continuo sulle metodiche più innovative, così come gli incontri e le riunioni, che avvengono quasi quotidianamente e consentono un confronto fra professionisti da cui scaturiscono idee preziose per intervenire soprattutto nei casi più complessi.

E, per rilanciare l’entusiasmo dei nostri team, oltre a svolgere con efficacia le attività ordinarie di prevenzione, diagnosi, intervento e terapia richieste dai nostri pazienti, nei nostri Centri ci siamo sempre impegnati nella ricerca e abbiamo accolto, sia nella formazione sia nella tecnologia, novità che si sono rivelate importanti per la qualità delle cure odontoiatriche e per la crescita dei professionisti che lavorano con noi: abbiamo sempre instaurato collaborazioni importanti con aziende di vari paesi per offrire soluzioni all’avanguardia dal punto di vista della tecnologia, della manifattura e della varietà delle applicazioni proposte. Nell’implantologia, in particolare, alcune aziende offrono soluzioni mai viste prima nell’orizzonte clinico dentale. In alcuni casi, un disturbo grave, rispetto al quale la ricerca non è ancora riuscita a dare risposte interessanti, diventa occasione per avviare, con il consenso del paziente, una sperimentazione di nuovi materiali e soluzioni tecnologiche.

In questo modo diamo un contributo alla ricerca, facendo avanzare la frontiera dell’odontoiatria e raggiungendo anche risultati che al momento sembravano piuttosto lontani. Ecco perché siamo sempre pronti a ricevere e a recepire le novità proposte dalle aziende specializzate in implantologia e a verificarne sul campo l’utilità e l’efficacia.

Purtroppo, nel nostro paese, l’entusiasmo dei professionisti e degli imprenditori viene minato duramente dalla burocrazia, che li costringe a dedicare buona parte della loro giornata a incombenze che esulano dal loro lavoro. Anziché incoraggiare l’iniziativa privata, sembra che la pubblica amministrazione si diverta a mettere una zavorra ai nostri piedi, per rallentare il nostro passo e renderlo sempre più faticoso e farraginoso, come se dovessimo pagare una pena per avere osato distinguerci dagli altri. Ma nessuno pensa a quanto sforzo occorre per andare oltre il servizio base e, se i clienti ci scelgono, non c’è altro motivo che questo sforzo compiuto per distinguersi, appunto. Pochi immaginano quanti sono i balzelli che spuntano ciascun giorno nella pratica odontoiatrica e si traducono in continui prelievi dalle nostre tasche: pensiamo ai tanti registri che ci viene imposto di tenere e ai tanti tecnici che bisogna interpellare per certificare diversi aspetti dell’attività. A volte, capita di dover sospendere il lavoro per certificare il nulla del nulla. Per non parlare delle differenze legislative fra le regioni italiane: è assurdo che ciascuna regione abbia proprie leggi in materia sanitaria, per cui chi vuole ampliare la propria attività in più regioni deve confrontarsi con legislazioni differenti. A mettere a rischio l’entusiasmo c’è poi un altro aspetto importante: ogni tanto qualche singolo odontoiatra sguaina la spada e avvia una crociata contro le società di odontoiatri, che per giunta hanno più obblighi del singolo professionista. Ma se, nonostante questo remare contro, la qualità del lavoro di chi opera in società risultasse superiore, come accade nel nostro caso, questo non dovrebbe ingenerare rimostranze, semmai emulazione.

L’Italia è il paese delle corporazioni, quindi accade spesso che siano promosse e favorite le coalizioni di contrasto al lavoro altrui…

Ma noi non ci lasceremo abbattere.

State organizzando qualche nuova iniziativa?

Stiamo organizzando un corso di formazione intorno alla Tac guidata in implantologia, una metodica che prevede l’allestimento di una guida chirurgica (Dima) da posizionare e fissare nella bocca del paziente. Tale Dima ha dei fori calibrati, dove far passare la serie di frese che serviranno per la preparazione del tunnel osseo e l’inserimento dell’impianto. Ciò evita in pratica l’incisione e di conseguenza i punti di sutura. In definitiva, è un intervento più semplice e veloce, meno traumatico e con minori postumi postoperatori.