UN'ESPERIENZA DI EDUCAZIONE NELL'IMPRESA

Qualifiche dell'autore: 
Consorzio di Tutela Aceto Baslamico Tradizionale di Modena

Intervista di Anna Spadafora

La differenza e la novità sono una costante nell’impresa, tanto che si potrebbe paragonare ciascuna giornata a una palestra di brainworking, e arrivare a constatare che, oggi, la vera educazione avviene nelle aziende. È così anche nelle aziende del vostro settore, le famose acetaie?

L’impresa è sempre stata scuola di vita: pensiamo alle botteghe del Rinascimento, dove il maestro non insegnava solo l’arte e il mestiere, ma era come un padre. Nel caso delle acetaie di Aceto Balsamico Tradizionale questo vale ancora di più, se pensiamo che, nella maggior parte dei casi, la famiglia e l’impresa coincidevano e, ancora oggi, coincidono. L’acetaia raccoglie e porta con sé, nel corso dei suoi lunghi giorni, mesi e anni, storie, aneddoti, stili di vita di intere generazioni, che si trasmettono l’amore e la passione per un prodotto ormai entrato nella leggenda. Lavorare in un’acetaia vuol dire seguire il lento procedere della trasformazione dalla vendemmia fino all’ultima botticella della batteria.

Sicuramente, lavorare in un’impresa così dà un contributo all’educazione e all’acquisizione di uno stile di vita…

Un caso emblematico dimostra come ciò valga veramente per ciascuno, anche per coloro che comunemente vengono considerate persone con problemi. Proprio durante la visita a un’antica acetaia ho scoperto una realtà quasi incredibile oltre che meravigliosa nella villa di Stuffione che fu lascito della Contessa Benucci Bonasi finalizzato alla crescita dell’infanzia bisognosa. Si chiama “La Lucciola” ed è un Centro di Terapia Integrata per l’Infanzia fondato da Emma Lamacchia, neuropsichiatra, e dal figlio dottor Giovanni Cuocci, e si sostiene grazie a un volontariato di altissima specializzazione ed agli aiuti quotidiani di tanti modenesi. Comprende una “scuola paterna” (i genitori si assumono la responsabilità della istruzione dei figli) ed applica un sistema metodologico che ha origine dalle esperienze e dagli studi del prof. Adriano Milani Comparetti, fratello del celebre don Milani. I bambini che sono accolti dalla struttura manifestano disabilità e disturbi dello sviluppo e sono considerati al centro del sistema metodologico: questo si trasforma di volta in volta a seconda delle esigenze di ogni singolo bambino. Le giornaliere esperienze di vita permettono al bambino di esprimere i propri interessi e diventano inesauribili momenti di apprendimento. “L’apprendimento genera consapevolezza delle proprie capacità e una maggiore sicurezza – mentre Giovanni raccontava, nei suoi occhi brillava l’entusiamo di chi fa della propria impresa un progetto di vita, e capivo che mi trovavo dinanzi a qualcosa di unico e straordinario –. Una esperienza affascinante per i ragazzi sembra essere proprio il processo produttivo dell’aceto Balsamico nella antica acetaia. L’atmosfera allegra della vendemmia, il lento processo di cottura del mosto, le lentissime trasformazioni del prodotto nella magica atmosfera che si vive fra le botticelle sembrano ingredienti ideali per educare il bambino a scoprire il piacere della vita. Questa diventa per i ragazzi una esperienza percettiva, sensoriale e cognitiva che evoca anche l’idea della possibilità di trasformazione della propria difficile realtà esistenziale. Le diverse fasi del processo sono particolarmente adatte ad essere svolte da ragazzi con abilità differenti, così i più esperti possono lavorare insieme ai ragazzi che presentano maggiori difficoltà. Il lavoro abitua tutti a valorizzare l’esperienza di ognuno, facendo maturare la consapevolezza del contributo, anche se piccolo, che ogni persona può dare a un progetto complesso. Si può affermare che questi lavori nella magica atmosfera dell’acetaia non solo siano educativi ma che generino il piacere di godere della vita, poiché ciascuno ha la possibilità di esprimersi e di sentirsi protagonista”. Ma forse è anche importante capire come il vero aiuto lo dia la “Lucciola” a noi, un contributo alla tradizione modenese – da quest’ottica nelle botti dell’acetaia il balsamico si manifesta in una veste inedita – e un contributo alla civiltà, come quello che ciascuna impresa può dare, con il vantaggio che questa è un’impresa che ci costringe a uno sforzo in più di comunicazione.

Quindi, questa esperienza c’insegna che anche i problemi più difficili si affrontano parlando e ascoltando?

Certamente, tant’è che i risultati della “Lucciola” parlano chiaro: i ragazzi non solo riescono a comunicare, ma addirittura a progettare e a divenire protagonisti di un’esperienza nuova, come quella di un agriturismo che fra qualche anno apriranno di là dal fiume. È talmente emozionante questa scoperta che il Consorzio di Tutela ABTM ha deciso di adottare l’acetaia della “Lucciola” per poterla aiutare nei processi produttivi e nella Certificazione. Ma anche chi è più vicino alla vita della scuola ha compreso l’importanza dell’aceto per i ragazzi, e cominciano ad arrivare in regalo delle botticelle, a volte anche antichi “gioielli di famiglia”…

Info: lalucciola@libero.it