Qing Zhou

  • Zhou Qing

    “Lottare contro il cielo è gioia!

    Lottare contro la terra è gioioso!

    Lottare contro la gente è gioioso!”

                                  (Mao Zedong)

     

     

  • Zhou Qing

    Essendo cresciuto in Cina, dove le forniture alimentari rimangono contaminate, come l’aria inquinata di Pechino in inverno, pensai che sarebbe stato bello concedermi una pausa: vivere a Berlino per un po’ di anni e godermi l’ampia scelta di cibi sani, protetti dalle rigide leggi sulla sicurezza di cui i miei amici tedeschi vanno molto fieri.

  • Zhou Qing

    Già tredici anni fa, nel libro La sicurezza alimentare in Cina (Spirali), lei documentava la disastrosa situazione alimentare nel suo paese e il pericolo connesso alle esportazioni di prodotti cinesi.
    In questi anni la situazione è migliorata o peggiorata? Certamente la situazione è più seria.
    La polmonite di Wuhan, che sta attualmente mettendo in pericolo il mondo e sta facendo dell’Italia l’area colpita più pesantemente in Europa, è stata determinata da fattori precisi: l’abitudine di mangiare pipistrelli e pangolini.

  • Zhou Qing

    Lei ha pubblicato il libro La sicurezza alimentare in Cina (Spirali), in cui per primo ha denunciato i gravi danni alla salute causati da cibi contaminati, che sono poi emersi in tutto il mondo. Che cos’è cambiato e quali sono gli ulteriori problemi intervenuti in Cina in questo periodo nel campo alimentare?

    Tra le novità che purtroppo abbiamo vissuto nell’ultimo periodo c’è il grave problema della melamina, che è stata trovata in ventidue tra le maggiori fabbriche produttrici di latte in polvere della Cina, tra cui la Sanlu, azienda in joint-venture con una società

  • Zhou Qing

    Sono molto riconoscente agli organizzatori di questo avvenimento per l’occasione che mi viene offerta di parlare della sicurezza alimentare nel mio paese.

    Più che soffermarmi intorno al contenuto del libro La sicurezza alimentare in Cina, parlerò dei motivi che mi hanno spinto a scriverlo. L’ho scritto non per attribuire responsabilità al governo cinese, ma per dare voce al popolo che consuma gli alimenti e per avvertire del pericolo insito nell’attuale insicurezza della produzione alimentare cinese.

    Ho incominciato a scrivere il libro nel 2002 e l’ho terminato in