Brando Michelini

  • Nella vostra attività avete constatato in più occasioni come per ciascun immobile sia imprescindibile la valorizzazione che interviene nel processo di vendita. Questa valorizzazione avviene lungo una vera e propria arte del fare, in cui lei e i suoi collaboratori vi mettete alla prova. Dal dibattito che apriamo nella rivista intorno all’arte del fare emerge come essa esiga l’intelligenza…

  • Se in Italia “il mattone” rischia di essere sempre più un peso per gli alti costi degli oneri di gestione, la casa continua a costituire il principale bene rifugio degli italiani, con il 70,8% di proprietari (Censis 2022). Un trend questo che si conferma in crescita e concorre con gli investimenti in ambito finanziario, ma anche molto esposto alle cosiddette “notizie del diavolo”, più note come fake news. I professionisti delle vostre agenzie come intervengono rispetto a questo problema?

  • Accumulare dati e conoscenze, questo è il modo comune di intendere l’esperienza. L’esperienza sarebbe qualcosa di sostanziale, quindi a partire dall’idea di avere o di non avere, utile a quantificarne il valore. Certamente, la gestione delle occorrenze della vostra impresa immobiliare tiene conto di un itinerario di quindici anni nel settore, ma non basta. L’esperienza è pragmatica se si attiene al rischio e alla scommessa in atto. Oggi è anche possibile avvalersi di nuovi strumenti e, per esempio, dell’intelligenza artificiale generale (AGI) anche nel vostro settore.

  • Nell’antica Grecia l’entusiasmo era considerato un demone, perché è incontenibile e per questo è stato assimilato alla follia. In che modo l’entusiasmo è essenziale in un settore come quello immobiliare in cui operate e che oggi in Italia è in grande rilancio?

  • Come si conclude una trattativa? Parlando. Il modo della parola con cui intervenite nel settore immobiliare è molto specifico, perché le vostre agenzie vendono immobili, considerati beni tangibili. Ma voi li vendete grazie a qualcosa di insostanziale: la parola. Diversamente dall’idea comune, la parola sfugge alla padronanza. In alcune occasioni, infatti, il modo di concludere può intervenire grazie a un’obiezione...

  • In questo numero apriamo il dibattito intorno al cervello dell’industria, ai dispositivi da instaurare con i vari interlocutori dell’impresa. In che modo questi dispositivi contribuiscono a innovare il settore immobiliare in cui operate?

  • Se lei avesse tenuto conto di statistiche e pronostici, nel pieno della crisi finanziaria 2007-2008, non avrebbe avviato la sua impresa immobiliare. L’atto arbitrario, tema che discutiamo in questo numero della rivista, indica che non c’è modo di arginare qualcosa che incomincia per la necessità assoluta della riuscita. La scommessa dell’impresa si attiene all’occorrenza, non è guidata dal cosiddetto atto volontario. Come si è instaurata per lei la necessità d’intraprendere questa scommessa?

  • L’enunciato “Mettere su casa” indica che qualcosa incomincia, è inaugurato un nuovo progetto. La casa diventa così sinonimo di crescita individuale o della famiglia, di una nuova vita che incomincia. La casa diventa anche la metafora della costruzione, di un passo in avanti che compie il suo proprietario, un investimento il cui valore non si perde e resterà come dono anche ad altre generazioni. Lungo la sua esperienza nell’immobiliare, quali elementi lei ha riscontrato nella domanda che verte attorno all’acquisto della casa?

  • Esperto del settore immobiliare, lei dirige le agenzie Santo Stefano Immobiliare e prosegue lungo il suo interesse e la pratica nel settore nautico. Sono ambiti molto differenti fra loro, ma in entrambi è essenziale non smarrite la bussola e tenere la rotta…

  • Negli ultimi anni, la necessità di organizzare in modo nuovo la casa e l’ufficio per fronteggiare le fasi della pandemia da Covid-19 e delle sue varianti ha costituito l’occasione per voi di inaugurare nuovi progetti anche nel settore immobiliare…

    Se l’avvento del Covid ha causato la chiusura di molte attività, per noi è stata invece l’occasione per aprire nuove porte. Io sono anche un navigatore, non soltanto per la mia passione nautica, ma perché io le crisi le navigo e cavalco l’onda: anche questa volta abbiamo rinnovato l’azienda