Ettore Nanni

  • Nella precedente intervista per il nostro giornale (n. 71, dicembre 2016), lei sosteneva che in Cina – paese comunemente considerato indifferente alla salute dell’ambiente – sarebbero intervenute trasformazioni enormi dal punto di vista tecnologico nell’arco dei successivi tre o quattro anni. Quali sono le novità in tale direzione? Alla fine del 2017 la Repubblica Popolare Cinese ha vietato l’importazione di scraps (rifiuti di plastica, carta, tessuti e residui ferrosi da tutto il mondo), portando, ovviamente, notevoli scompensi nella gestione delle materie prime secondarie

  • Come presidente di Reagens Spa, uno dei maggiori gruppi industriali italiani del settore materie plastiche, e di ESPA (European Stabiliser Producers Association), lei ha condotto un’importante battaglia per la sostituzione degli stabilizzanti al piombo dal PVC, che ha effetti sulla salute dell’ambiente, oltre che sulla nostra. Può raccontarci qualcosa di questa esperienza?