Letteratura

  • Da anni mi occupo del recupero delle tradizioni popolari italiane, che vanno perdendosi sempre più. Nel libro di Bachisio Bandinu, La maschera, la donna, lo specchio (Spirali) ho trovato molte differenze rispetto ai miei studi, ma anche molte analogie. La cultura occidentale e orientale – mi riferisco soltanto all’Oriente, non parlo dell’Africa – sono veramente molto distanti e questo non è certamente un dato negativo. Tuttavia voglio partire da un’analogia che mi è sembrata particolarmente significativa e che riguarda la maschera, da sempre oggetto dei miei studi. Nel libro di

  • Per intendere la maschera di cui io parlo, cerchiamo di capire quale differenza poniamo nel linguaggio comune tra faccia, volto e maschera. La faccia ha a che fare con la fisiognomica, eppure, quando interviene la metafora: “Ha perso la faccia”, “Che faccia tosta”, c’è un rimando non fisico, non fisiognomico, ma, in qualche modo, simbolico.

    A proposito del volto, si dice: “Ha mostrato il suo vero volto”. Perché, ci sono altri volti? Che rapporto c’è tra questi volti e il vero volto e quale economia intercorre in questa molteplicità di sembianze?

  • Nel libro di Ennio Cavalli Cose proprie. 1973-2003, sono state raccolte la maggior parte delle poesie da lui scritte, tratte dalle opere L’infinito quotidiano, Trent’anni, Carta intestata, Po e Sia, Libro di storia e di grilli, Libro di scienza e di nani, Bambini e clandestini. Raccogliere tutte le poesie scritte espone a una differenza di piani, a seconda dei periodi in cui sono state scritte, il modo, il senso, il contenuto. Mi sono piaciute di più quelle sul servizio militare Naja tripudians, perché non solo registrano un “assalto” al quotidiano

  • Sono molto contento di essere qui con voi per parlare della modernità, di questo momento cervantesco che chiamo formidabile. Stiamo vivendo il rinascimento – “rinascere”, come sapete, vuol dire nascere di nuovo – e siamo coscienti di questo rinascimento, di questo rinascimento cervantesco, soprattutto nel mondo della filosofia, della scienza, del teatro, per questo chiamo questo momento formidabile. Formidabile ha molti significati, in italiano credo voglia dire “molto bello”, gli americani invece hanno la tendenza a sottolineare l’aspetto della quantità più che della

  • Un’interessante immagine che focalizza il problema della poiesis è quella che Trione, nel suo libro Ars combinatoria, ci offre attraverso le parole di Leibniz.
Leibniz argomenta intorno alle potenzialità del discorso e alle sue modalità: le figure del discorso costituiscono una sorta di mondo a se stante, un territorio, diciamo così, che in qualche misura può essere considerato abitato come questo reale nel quale siamo, da creature viventi, da animali e così via. Questo mondo che viene a configurarsi nel discorso, anzi che il discorso configura e disegna,