Comunicazione

  • Per una grande azienda come la RAI, un’azienda che produce cultura, il confronto con i grandi cambiamenti che si stanno verificando nella società è indispensabile. Sappiamo che la tecnologia, se non è supportata dalla produzione culturale, intellettuale e scientifica, è una scatola vuota. Oggi, dare vita a una televisione è una cosa molto facile, ma il vero valore è il suo archivio. È una scoperta che le televisioni hanno fatto già da un po’ di anni, mentre la RAI soltanto da cinque o sei. Non per mancanza di una precisa volontà o perché esistessero difficoltà intrinseche alla creazione di

  • L’importanza del gioco, nel lavoro come nell’insegnamento, non è una novità. Eppure, non è così scontata: troppo spesso la serietà, nel lavoro come nell’insegnamento, viene scambiata con una rigidità da cui il gioco è addirittura bandito. Gli insegnanti, se sono veri maestri, sanno che per fare apprendere i bambini bisogna farli giocare, perché per un bambino non c’è niente di più serio del gioco.

  • Considerate come l’Inferno e il Paradiso, il regno della dannazione e quello della salvezza, la globalizzazione e l’antiglobalizzazione sono due facce della stessa medaglia. Da una parte, chi predica i vantaggi di “fare come se il mondo fosse un posto solo”, dall’altra, chi predice la fine certa e ravvicinata di questo stesso mondo. Per entrambi, però, le dissolte ideologie del ventesimo secolo sono state presto rimpiazzate da più o meno solide visioni del mondo. Allora ecco che, per chi procede dalla visione, che tutto unifica e massifica, anziché dall’ascolto, che s’instaura con la

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    L’invenzione di nuovi media nell’arte, nell’impresa, nella comunicazione sembra porre il problema dell’impossibilità, per una gran parte dell’umanità, di accedervi.

    Che cos’è l’accesso? È ciò che, nel discorso occidentale, sta al posto della funzione di zero. Già la fisica e la metafisica, poi l’antropologia, parlavano di accesso al simbolico, di accesso alle strutture elementari della parentela. Queste strutture erano fondate su una logica di rapporti sociali, su una genealogia. Che

  • Quali saranno gli scenari macroeconomici del post Covid-19? “Per l’Italia vorrà dire 5 o 6 punti in meno del Pil e altrettanti per l’economia dei paesi del Mediterraneo. Ci sarà un’ondata di disoccupazione tremenda, ci sarà una crisi peggiore di quella del 1929. Si dovrà ricominciare tutto da capo, se no il futuro è la miseria per tutti noi”. Sono le parole dell’economista Giulio Sapelli, in un’intervista rilasciata in seguito alle dichiarazioni della neo eletta presidente della Bce, Christine Lagarde (“Panorama”, 13 marzo 2020), che per l’economista deve ritenersi

  • Nell’ora del coronavirus, gli italiani devono avere paura? La paura della morte deve prendere il sopravvento sulle loro vite fino a distruggere il patrimonio di ricerca e d’impresa costituito in settant’anni di repubblica?

    Gli italiani non devono avere paura della morte, ma della miseria, della povertà, della stupidità e dell’invidia, che alimentano guerre, malattie e devastazioni nella vita di uomini e donne impegnati a compiere uno sforzo costante per dare un contributo alla civiltà della parola, perché la legge della giungla sia lasciata ai suoi

  • Mai come in questo momento le aziende vengono misurate con criteri di valutazione sociali e ambientali, inclusi negli indicatori ESG (Environmental, Social and corporate Governance). Gli ESG sono diventati delle misure essenziali per valutare le performance delle aziende e per garantire opportunità di investimenti futuri e per accelerare la loro crescita.

    Come vengono misurate le azioni che compiono le aziende per comprendere se sono veramente “sostenibili”? Doyle ha progettato uno strumento, con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e

  • Come pensare? Come fare? Come scrivere? sono le tre questioni che hanno fatto la vicenda della poiesis nella civiltà occidentale e di cui Aldo Trione, nel suo testo denso e incalzante Ars combinatoria, ricostruisce il percorso nella riflessione filosofica ed estetica dal Cinquecento al Novecento (o come scrive l’autore: “dagli albori della modernità alla nostra età del disincanto, di cui non sempre riusciamo a individuare le direzioni possibili”).
Se la domanda su come avvengono le cose (ovvero su come pensare e come fare) ha cominciato ad articolarsi nel

  • Da molti anni mi sto interessando alle ideologie e alle utopie della post-modernità. Negli anni Settanta mi sono occupato dell’utopia più importante di quel periodo: l’utopia di un processo di decisione ideale, completamente razionale. Era l’epoca di Mao, della guerra del Vietnam, c’era l’idea che con un buon computer, con una buona matematizzazione delle cose si potessero vincere le guerre: quella contro Cuba, con il successo che si è visto, e quella contro il Vietnam, altro successo della matematizzazione della guerra! Dieci anni dopo, ho deciso di lavorare sulla