Anna Spadafora

  • La medicalizzazione della società passa anche attraverso quella formazione manageriale che, con l’aiuto dell’approccio neuroscientifico, elude il caso di qualità, la differenza e la varietà, e propone sempre più ricette generiche, camuffate da “personalizzazione”, finalizzate a intendere “la diversità nel modo di funzionare individuale”. In questo approccio, gli umani sono automobili: a seconda di quella che devi guidare, serve più o meno carburante, olio, acqua, pressione sui freni o sull’acceleratore; poi, se è una Ferrari, la tieni in garage, se è una Cinquecento, puoi

  • Nel saggio Psicopatologia della vita quotidiana (1901), accanto ai lapsus, alle sbadataggini e agli atti mancati, Freud analizza la dimenticanza di nomi propri. E narra un episodio accaduto in Dalmazia, mentre viaggiava in treno in compagnia di uno sconosciuto. Parlando delle visite in Italia, domandò all’uomo se fosse mai stato a Orvieto a vedere i celebri affreschi di… Al posto del nome cercato, Signorelli, gli venivano in mente Botticelli e Boltraffio. Che cosa aveva “disturbato” la memoria di quel nome? Riflettendo sull’argomento immediatamente precedente della loro

  • Il forum La macchina e la tecnica. L’invenzione, l’arte, la libertà d’impresa (Modena, 10 settembre 2020), i cui interventi sono pubblicati in questo numero, ha esplorato un’accezione non comune di macchina (in greco mechané) come invenzione, come cultura, e di tecnica (in greco téchne) come arte. Accezione indagata in particolare da Sergio Dalla Val nel suo editoriale.
    Nell’antica Grecia, macchina e tecnica si riferivano alle opere d’ingegno, ai manufatti e alle costruzioni che richiedevano l’intelligenza della mano: sono i due aspetti dell’industria

  • Il viaggio straordinario di TEC Eurolab compie trent’anni e siamo onorati di averne seguito le vicende per diciotto, augurandoci di avere dato quel contributo intellettuale che davano gli artisti nelle corti rinascimentali.
    La collaborazione con il nostro gruppo culturale imprenditoriale (Associazione Progetto Emilia Romagna), che pubblica la rivista “La città del secondo rinascimento”, è incominciata nel 2003. Siamo molto grati a chi ci ha dato l’occasione per incontrarci nell’ottobre del 2002: Giulia Luppi, direttrice del Museo della Bilancia di Campogalliano, ideatrice della

  • Alcuni libri non hanno nulla a che fare con la cultura e definirli tali è uno schiaffo alla nostra civiltà, ai secoli di scienza, di dibattito, di ricerca e di editoria che abbiamo ricevuto e che esigono una restituzione, attraverso la lettura, come punta della scrittura dell’esperienza. Allora, chiamiamoli, di volta in volta, manuali, libretti, opuscoli, guide, trattati, cataloghi, carnet, etc. È il caso di un libretto di Miranda Gray uscito in questi giorni, Il risveglio dell’energia femminile. Presentato come una “guida essenziale per sostenere l’autentica natura femminile, la

  • L’amministrazione pubblica è imprescindibile dalla società civile e sempre più dovrebbe contribuire al valore, anziché limitarsi a controllare che i cittadini e le imprese seguano le regole. Purtroppo, però, in Italia, quando si parla di amministrazione pubblica, il riferimento immediato è a una mentalità che Armando Verdiglione definisce “burocratura”, dittatura della burocrazia.
    L’amministrazione è essenziale per la memoria: non ci sarebbe scrittura delle cose che si fanno, non ci sarebbe formalizzazione senza l’amministrazione.
    Le fatture, per esempio, sono la scrittura

  • Nell’epoca della condivisione, i mezzi di comunicazione consentono di trasmettere messaggi e immagini in tempo reale, promettono una maggiore facilità nel passaggio di informazioni da una persona all’altra e possibilità illimitate di accesso a un numero infinito di persone anche grazie ai social media. Nell’epoca dell’accesso, parlare, ascoltare e farsi ascoltare sembra diventato facile, sembra che basti connettersi e rimanere connessi. Ma, fino a che punto la rete favorisce l’incontro? Forse giova allo scambio di informazioni fra persone che già sono in rete per altri motivi, ma, anche se

  • Il mercato è sempre stato un dispositivo per lo scambio, non soltanto di merci, ma anche di cultura e di civiltà. E, attorno al mercato, nascevano le città. Come la storia c’insegna, una società che si chiude nell’autosufficienza o si burocratizza (come avvenne all’impero romano con Diocleziano) entra nella decadenza e diviene facile preda d’invasori che costringono gli abitanti a ritirarsi in un fazzoletto di terra, riducendosi a un’economia di sussistenza, in cui le invenzioni si diradano sempre più.

  • L’impresa è libera. Non può essere incatenata in sistemi, mentalità, arcaismi che frenano il suo viaggio. E l’imprenditore come statuto intellettuale, promuovendo il fare e i dispositivi di valore, contribuisce alla comunità pragmatica, quella in cui ciascuno diviene caso di qualità, facendo, non aggrappandosi a ciò che presume di essere o di avere. Nella comunità pragmatica non importa ciò che ognuno ha o non ha, è o non è, ma i dispositivi che ciascuno instaura: dispositivi di ricerca e d’impresa, dispositivi commerciali, finanziari, pragmatici, dispositivi di parola

  • Ci ha avvertito Bat Ye’Or, nelle sue recenti conferenze a Modena e Bologna (5 e 7 novembre 2015): non uno spettro si aggira per l’Europa, ma una minaccia incombe sul nostro continente, che rischia di sgretolarsi sotto gli occhi increduli dei suoi cittadini, ignari dei patti scellerati che molti dei suoi alti rappresentanti istituzionali strinsero con il mondo arabo, avidi di potere e ricattati dalla crisi petrolifera del 1973, quando videro nel sostegno alle guerre arabe contro Israele una fortunata occasione per costituire una sorta di terzo blocco, che avrebbe unito le due sponde del