Anna Spadafora

  • Il mercato è sempre stato un dispositivo per lo scambio, non soltanto di merci, ma anche di cultura e di civiltà. E, attorno al mercato, nascevano le città. Come la storia c’insegna, una società che si chiude nell’autosufficienza o si burocratizza (come avvenne all’impero romano con Diocleziano) entra nella decadenza e diviene facile preda d’invasori che costringono gli abitanti a ritirarsi in un fazzoletto di terra, riducendosi a un’economia di sussistenza, in cui le invenzioni si diradano sempre più.

  • L’impresa è libera. Non può essere incatenata in sistemi, mentalità, arcaismi che frenano il suo viaggio. E l’imprenditore come statuto intellettuale, promuovendo il fare e i dispositivi di valore, contribuisce alla comunità pragmatica, quella in cui ciascuno diviene caso di qualità, facendo, non aggrappandosi a ciò che presume di essere o di avere. Nella comunità pragmatica non importa ciò che ognuno ha o non ha, è o non è, ma i dispositivi che ciascuno instaura: dispositivi di ricerca e d’impresa, dispositivi commerciali, finanziari, pragmatici, dispositivi di parola

  • Ci ha avvertito Bat Ye’Or, nelle sue recenti conferenze a Modena e Bologna (5 e 7 novembre 2015): non uno spettro si aggira per l’Europa, ma una minaccia incombe sul nostro continente, che rischia di sgretolarsi sotto gli occhi increduli dei suoi cittadini, ignari dei patti scellerati che molti dei suoi alti rappresentanti istituzionali strinsero con il mondo arabo, avidi di potere e ricattati dalla crisi petrolifera del 1973, quando videro nel sostegno alle guerre arabe contro Israele una fortunata occasione per costituire una sorta di terzo blocco, che avrebbe unito le due sponde del

  • Modena, dicembre 2014. Un educatore – interpellato dai genitori di una bambina con difficoltà nell’apprendimento della lettura in seconda elementare –, ancora prima d’incontrare la bambina, sostiene la necessità di rivolgersi a un operatore del Servizio Sanitario Nazionale per porre un’eventuale diagnosi di dislessia, senza cui egli non potrebbe  – afferma – “neppure incominciare a prendere in considerazione il caso”. I genitori speravano d’incontrare una persona in grado di fornire strumenti che aiutassero la bambina a intraprendere la bellissima avventura delle lettere. Ma come può

  • Con una sentenza del 9 maggio 2013, la Corte di Cassazione ha ribadito l’obbligo di mantenimento da parte dei genitori, “anche se il figlio ha superato la maggiore età ma non ha raggiunto una situazione di indipendenza economica per motivi a lui non imputabili”. Il mantenimento cui allude la sentenza comporta che sia possibile mantenere qualcuno, “tenerlo in mano” (mantenere deriva dal latino manu tenere). Il figlio, nonostante sia maggiorenne, deve avere la garanzia che qualcuno lo “tenga in mano”: o i genitori o un datore di lavoro. Ma così si rappresenta come mancante e, per ciò

  • Il convegno Restituire l’Emilia in qualità. Innovazioni, tecnologie e materiali per il restauro (27 marzo 2014, Salone del Restauro di Ferrara) è l’occasione per riflettere intorno al restauro come restituzione in qualità. Solitamente si discute se un bene vada restituito “com'era”, “dov'era”, “dov'era ma non com'era”, “come prima” o “meglio di prima”. Abbiamo organizzato numerosi dibattiti nelle più importanti città d’Italia, sul tema del restauro ─ alcuni pubblicati nel libro di Roberto Cecchi, Il restauro (Spirali) ─, per mettere a confronto sovrintendenti, assessori all'

  • Per introdurre questo tavolo di lavoro (Restituire l’Emilia in qualità, 25 ottobre 2013, Villa Cavazza, Bomporto), rivolgo a ciascuno una preghiera: nessuno si senta attaccato, escluso o messo in secondo piano, nessuno si senta vittima o si aspetti riconoscimenti per ciò che ha fatto in questi 17 mesi. Non è il momento. Sta a ciascuno dare un contributo, soprattutto di lucidità e intelligenza, come ha fatto nei primi mesi, quando si trattava di prestare soccorso alla popolazione e di mettere in sicurezza gli edifici pericolanti. L’emergenza oggi è nell’assenza di risorse economiche

  • Sono felice e onorata di ospitare a Modena il dibattito con Serge Gavronsky “Words are my life”. La psicanalisi, l’impresa, la scrittura (Corte dei Melograni, 17 luglio 2013). Il mio primo incontro con l’Autore risale al 1993, quando l’editore Spirali mi affidò la traduzione del suo romanzo Il nome del padre, il cui protagonista, un ragazzo di dieci anni, durante una gita con la famiglia, si getta da un dirupo di Les Beaux de Provence. Già nelle prime pagine, trovai la complessità di un testo di grande spessore intellettuale e la semplicità di un romanzo che si legge come

  • Ascoltando le testimonianze delle donne imprenditrici a questo convegno (Il terremoto: dalla resilienza alla riuscita, Medolla (MO), 8 aprile 2013), constatiamo che chi si trova nel rischio assoluto, come l’imprenditore, affronta in modo differente anche il terremoto: chi si avventura in mare non si aspetta che la nave possa rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Pur non potendo negare la paura che da un momento all’altro arrivi la tempesta, il capitano di una nave, come il capitano che ciascuno di noi deve divenire per la propria vita, non si metterebbe in viaggio se pensasse ai

  • "E fai pressione sull’organo femminile principale”, consiglia don Giovanni al frate innamorato, per affrontare il primo incontro con Anna, nella pièce di Anatolij Krym Il testamento del donnaiolo illibato (Spirali), la cui pubblicazione ci dà occasione per questo incontro (La scrittura della felicità, Modena, 15 novembre 2012). “Beh, quel loro organo principale le donne lo tengono nascosto sotto gli abiti, e indossano una decina di sottane orlate di merletti”, si schermisce il frate. “Imbecille!”, tuona don Giovanni, “L’organo femminile principale è l’orecchio! Su questo