Innovazione

  • Vorrei affrontare il tema del libro di Padre Busa dall’inizio. Un inizio che farei risalire a quel periodo tra il 1200 e il 1300, quando Tommaso d’Aquino, il primo lavoratore che oggi chiameremmo atipico, con contratto di lavoro coordinato e continuativo, nasce a Viterbo. Studia a Montecassino, si laurea a Napoli e poi va ad insegnare a Parigi. Dopo essere tornato in Italia per un breve periodo, va a Colonia. Comincia così a fare, mentre studia e scrive, quell’opera sulla quale poi Padre Busa ha lavorato: in altri termini, dalla old economy di allora passa al terziario avanzato,

  • Intervista di Anna Spadafora

    Il titolo del suo ultimo libro, 

    Il bel programma

  • Alfred Kallir, nel suo libro Segno e Disegno, ci illustra come la rappresentazione della lettera nei vari alfabeti, da quelli semiti a quelli contemporanei, proceda da elementi rappresentativi primitivi, visivi e fonetici, per arrivare, per via di evoluzione e di trasformazione, a una successiva definizione simbolica. La lettera è stata in qualche modo il primo bit, l’elemento insecabile e non scomponibile più antico attorno a cui si è sviluppato quello che venne chiamato, e da alcuni viene chiamato tuttora, linguaggio naturale. Le più antiche tavolette di scrittura, in

  • Per quanto concerne l’arte e l’innovazione informatica, vorrei evidenziare due aspetti significativi. Il primo riguarda il crescente interesse che l’ambito multimediale e informatico ha nei confronti del museo, quindi l’aspetto applicativo delle tecnologie sul grande ventaglio dei beni artistici e culturali. Il secondo è rappresentato dalle possibilità che le tecnologie sono in grado di offrire al museo, soprattutto per la catalogazione, di estrema utilità per attività espositive, con la possibilità di ricostruire interi complessi pittorici e d’ambiente che non esistono più.
    I nuovi

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Perché il venture capital investe nell’impresa nuova, in particolare nell’informazione? 

  • Per una grande azienda come la RAI, un’azienda che produce cultura, il confronto con i grandi cambiamenti che si stanno verificando nella società è indispensabile. Sappiamo che la tecnologia, se non è supportata dalla produzione culturale, intellettuale e scientifica, è una scatola vuota. Oggi, dare vita a una televisione è una cosa molto facile, ma il vero valore è il suo archivio. È una scoperta che le televisioni hanno fatto già da un po’ di anni, mentre la RAI soltanto da cinque o sei. Non per mancanza di una precisa volontà o perché esistessero difficoltà intrinseche alla creazione di

  • L’importanza del gioco, nel lavoro come nell’insegnamento, non è una novità. Eppure, non è così scontata: troppo spesso la serietà, nel lavoro come nell’insegnamento, viene scambiata con una rigidità da cui il gioco è addirittura bandito. Gli insegnanti, se sono veri maestri, sanno che per fare apprendere i bambini bisogna farli giocare, perché per un bambino non c’è niente di più serio del gioco.

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    L’invenzione di nuovi media nell’arte, nell’impresa, nella comunicazione sembra porre il problema dell’impossibilità, per una gran parte dell’umanità, di accedervi.

    Che cos’è l’accesso? È ciò che, nel discorso occidentale, sta al posto della funzione di zero. Già la fisica e la metafisica, poi l’antropologia, parlavano di accesso al simbolico, di accesso alle strutture elementari della parentela. Queste strutture erano fondate su una logica di rapporti sociali, su una genealogia. Che

  • La luce pensata, calibrata, progettata e realizzata da Mario Nanni esalta la storia e il prestigio dei manoscritti originali di alcuni dei maggiori capolavori della letteratura italiana, dal Decamerone di Boccaccio ai Promessi Sposi di Manzoni, esposti nella Sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale in occasione della mostra Viaggio tra i capolavori della letteratura italiana, Francesco de Sanctis e l’Unità d’Italia