Made in Italy

  • Un complemento d’arredo, un oggetto di design o una pavimentazione non sono semplice materiale edile assemblato, ma costituiscono la realizzazione di un sogno. Con queste parole lei ha inaugurato il concorso “The B-Side 2.0”, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bologna e Bologna Design Week, la manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design, che si svolge nel centro storico di Bologna in occasione del Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Ci racconta di questo

  • La R.C.M. – una delle prime fabbriche italiane di motoscope e lavasciuga – con lei è alla quarta generazione. In che anno e in che modo ha preso le redini della produzione, per proseguire il contributo che la famiglia Raimondi ha dato all’industria meccanica fin dal lontano 1899, anno in cui il suo bisnonno Ippolito avviava la produzione artigianale di biciclette a Parma?

  • Partner del Gruppo Bauer, leader mondiale nelle trivellazioni, TracMec è specializzata nella progettazione e nella produzione in Italia di sottocarri cingolati fissi e a carreggiata variabile. Le vostre produzioni non sono soltanto il frutto di ordinativi provenienti dalla casa madre, ma rispondono anche alle richieste di clienti acquisiti da voi. Quali sono i programmi per i prossimi anni?

  • Oltre all’eccellenza nella realizzazione di modelli – che ci fa ammirare in passerella meravigliosi prototipi per Armani, Versace, Trussardi, Guess e altre grandi case di moda di tutto il mondo – Crea Si vanta un impegno costante nella formazione e nel coinvolgimento delle persone che lavorano nell’azienda e che non si limitano a svolgere il compito per il quale sono state assunte, ma s’interessano all’esperienza nella sua globalità. In che modo questo si avverte nel suo lavoro di responsabile dell’amministrazione?

  • Nello scorso numero della rivista, lei ha notato come storicamente i regimi abbiano osteggiato la produzione artigianale perché mette in risalto l’ambizione del singolo a inventare e produrre in modo non conforme…
    L’ambizione dell’artista è produrre oggetti unici, come accade anche per l’artigiano quando, per esempio, scolpisce il marmo. Ciascun blocco di marmo è unico non solo per il colore e le sue striature, ma anche per la tecnica con cui è estratto e il modo in cui è lavorato dall’artigiano. In Italia, poi, l’attenzione al design e alla qualità di questa materia è davvero

  • Il Governo ha annunciato, a Venaria il 21 novembre scorso, dieci azioni per favorire la quarta rivoluzione industriale (Industria 4.0) nel nostro paese. A partire dall’esperienza di TEC Eurolab, con clienti nei settori della meccanica e dell’automotive in cui l’innovazione è incessante, potete dirci in che misura potranno incidere tali tecnologie nell’industria e nella società dei prossimi anni?

  • Nel dibattito avviato nel nostro giornale in questi anni, abbiamo esplorato i diversi modi d’intendere l’industria manifatturiera. A una prima fase in cui all’invenzione delle macchine automatiche veniva attribuita la riduzione dei posti di lavoro ha fatto seguito una in cui sembra invece che nulla possa essere costruito senza utilizzare la macchina e che la mano dell’uomo sia superflua. In questo scenario, la subfornitura meccanica può contribuire a intendere il valore della manualità?

  • Lei è al secondo mandato come assessora alla cultura a Vignola. Quali aspetti differenziano le due esperienze amministrative?
    Principalmente si tratta di una differenza di natura politica: all’epoca del primo mandato, ero rappresentante di un piccolo partito nell’ambito di una coalizione, ora sono rappresentante di una lista di cittadini all’interno di una coalizione civica che, per la prima volta in sessanta anni, ha spodestato un grande partito e ora è alla guida della città con un programma di grande trasformazione in ciascun settore della vita pubblica.
    Un’altra

  • La vostra azienda, attiva da quarant’anni nella produzione di stampi, è sempre stata attenta alla formazione professionale meccanica dei giovani e più volte ha accolto scolaresche in visita per testimoniare le opportunità della pratica tecnica e le sue implicazioni nella quotidianità…

  • Nel 1988, l’economista Emilio Fontela considerava indispensabile per il brainworker e per la formazione dell’imprenditore del XXI secolo la propensione all’innovazione, che non dipende dall’applicazione di un sapere tecnologico alla produzione, ma dalle qualità dell’imprenditore, per questo indicato come l’artista del nuovo millennio…