Made in Italy

  • Lei ha deciso d’intraprendere l’attività imprenditoriale all’età di appena diciannove anni, proseguendo la tradizione avviata da suo padre, Raffaele Monti, nel settore dei tessuti d’arredamento con il marchio Monti & Monti. Come ha incominciato quest’avventura?

  • Nella vostra azienda ciascuna fase della produzione di stampi a iniezione di dimensione medio piccola è frutto di un’accurata analisi per rispondere in ogni dettaglio alle esigenze dei clienti, che possono contare sull’assistenza e la fornitura di ricambi anche negli anni successivi all’acquisto. Eppure, il vostro settore, che negli anni ottanta annoverava centinaia di officine soltanto nella provincia di Bologna, oggi ha subito una notevole trasformazione a causa della concorrenza di grandi gruppi stranieri. La vostra strategia è stata quella di puntare alla valorizzazione di ciascuna

  • L’economia aziendale definisce il bilancio come il documento contabile redatto da ciascuna impresa per determinare il reddito e la sua situazione patrimoniale e finanziaria, come una sorta di rendiconto di profitti e perdite. In altre parole, il bilancio costituirebbe la chiusura di una fase temporale e la base per avviare il nuovo programma. Tuttavia, quando lei ha intrapreso l’attività imprenditoriale, non poteva redigere il bilancio del passato, ma tracciava il programma di una scommessa per l’avvenire, procedendo dall’apertura. In che termini oggi nella vostra impresa, leader nella

  • Nel luogo comune il bilancio è bilancio del passato, quindi parte dall’idea di fine del tempo. Risulta invece essenziale per le imprese un bilancio dell’avvenire, che tenga conto del progetto e del programma...

  • Quando ammiriamo in passerella i meravigliosi abiti di Armani, Versace, Trussardi, Guess e altre grandi case di moda di tutto il mondo, quando seguiamo le pieghe dei loro drappeggi, che riportano alla nostra memoria le magnifiche opere dei maestri della pittura e della scultura, dobbiamo sapere che, oltre ai disegni degli stilisti, c’è l’interpretazione di Crea Si, un lavoro che consente alle case di moda di portare alle sfilate e nelle boutique capi di estrema eleganza e bellezza, realizzati con la mano intellettuale di donne che hanno fatto della sartoria artigianale la loro vita. In

  • Aerei, automobili, dispositivi medici, protesi, smartphone, biciclette, orologi e computer: la quantità di acciai speciali, titanio e leghe che le aziende del vostro Gruppo forniscono ai diversi settori produttivi è infinita. Nel dibattito che apriamo in questo numero della rivista, può dare testimonianza dell’importanza della quantità nel vostro lavoro?

  • La quantità di ordini, la quantità di fatturato, la quantità dei collaboratori, la quantità dei progetti e altro ancora. Nell’impresa, la quantità partecipa di elementi differenti, ma qual è la quantità in un’azienda leader nella progettazione e nella costruzione di stampi come la vostra?

  • La quantità delle migliaia di sottocarri cingolati che avete progettato e prodotto in oltre dieci anni di attività, impiegati nel settore delle costruzioni e in nicchie di mercato specifiche, come quella forestale e delle manutenzioni ambientali, vi ha consentito di raggiungere l’eccellenza, riconosciuta anche all’interno del Gruppo Bauer, leader mondiale nelle trivellazioni e di cui siete solidi partner. Quali sono i numeri della vostra riuscita?

  • Un complemento d’arredo, un oggetto di design o una pavimentazione non sono semplice materiale edile assemblato, ma costituiscono la realizzazione di un sogno. Con queste parole lei ha inaugurato il concorso “The B-Side 2.0”, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bologna e Bologna Design Week, la manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design, che si svolge nel centro storico di Bologna in occasione del Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Ci racconta di questo

  • La R.C.M. – una delle prime fabbriche italiane di motoscope e lavasciuga – con lei è alla quarta generazione. In che anno e in che modo ha preso le redini della produzione, per proseguire il contributo che la famiglia Raimondi ha dato all’industria meccanica fin dal lontano 1899, anno in cui il suo bisnonno Ippolito avviava la produzione artigianale di biciclette a Parma?