Bruno Conti

  • Spesso la realtà dell’impresa è intesa in modo negativo perché sembra contrapporsi al sogno. Ma, quando lei ha fondato la S.E.F.A. Acciai, nel 1978, proprio la forza e la realtà del suo sogno sono stati la base di un’impresa divenuta oggi leader nella distribuzione di acciai speciali e da utensili. In che modo, quindi, l’esperienza dell’impresa indica che il progetto e il programma concernono la realtà intellettuale dell’impresa, il tempo dell’investimento e del profitto, anziché il realismo della burocrazia?

  • Imprenditori iraniani e svedesi più volte hanno indicato la vostra holding come modello d’impresa innovativa nel settore siderurgico, in particolare per l’attenzione alle esigenze dei collaboratori e del contesto sociale in cui SEFA ha sede. In questo numero apriamo il dibattito sulla via dell’utile nella città: in che termini la vostra azienda percorre tale via?

  • In oltre cinquant’anni di esperienza nella siderurgia, che raccontiamo lungo gli appuntamenti con “La città del secondo rinascimento” e che si possono leggere anche accedendo al vostro sito www.sefa.it, quali sono gli elementi che hanno consentito al vostro Gruppo S.E.F.A. Acciai S.p.A., con le consociate TIG Titanium International Group e S.E.F.A. Acciai Lavorazioni Meccaniche, di avviare il processo di qualificazione? Prima di tutto ho avuto la fortuna di godere di buona salute fisica e intellettuale, e questa è una base importante per portare a maturazione le acquisizioni di anni di

  • Il continuo aggiornamento tecnologico, integrato da ingenti investimenti in strutture, macchine, impianti, magazzini automatizzati e uomini, unito alla ricerca costante di prodotti e di fornitori, in particolare le acciaierie più qualificate a livello mondiale, costituiscono gli elementi della riuscita di S.E.F.A., azienda leader nella commercializzazione di materiali per la costruzione di stampi e utensili, acciai da costruzione e bonificati, acciai speciali Uddeholm e altri materiali per la manutenzione meccanica. Negli ultimi anni il vostro Gruppo ha valorizzato la quarantennale

  • L’economia aziendale definisce il bilancio come il documento contabile redatto da ciascuna impresa per determinare il reddito e la sua situazione patrimoniale e finanziaria, come una sorta di rendiconto di profitti e perdite. In altre parole, il bilancio costituirebbe la chiusura di una fase temporale e la base per avviare il nuovo programma. Tuttavia, quando lei ha intrapreso l’attività imprenditoriale, non poteva redigere il bilancio del passato, ma tracciava il programma di una scommessa per l’avvenire, procedendo dall’apertura. In che termini oggi nella vostra impresa, leader nella

  • Aerei, automobili, dispositivi medici, protesi, smartphone, biciclette, orologi e computer: la quantità di acciai speciali, titanio e leghe che le aziende del vostro Gruppo forniscono ai diversi settori produttivi è infinita. Nel dibattito che apriamo in questo numero della rivista, può dare testimonianza dell’importanza della quantità nel vostro lavoro?

  • Dal 1978 a oggi, S.E.F.A. Acciai, società del Gruppo S.E.F.A., ha selezionato partners e acciaierie fra le più qualificate a livello mondiale, nei settori degli acciai comuni, degli stampi e utensili, e delle leghe metalliche, prodotte secondo le principali normative europee, qualificando il Gruppo al punto da essere considerato un modello di riferimento anche in altri paesi. L’avanzamento tecnologico dei vostri servizi, la continuità e la qualità delle collaborazioni avviate in questi anni vi consentono di lanciare nuove sfide. Quanto ha inciso nel vostro itinerario l’ambizione?

  • Il Gruppo S.E.F.A. Holding, leader nella distribuzione di acciai speciali e da utensili e titanio, in questi anni ha dato un grande contributo alla costruzione della città, anche facendo appello, dalle pagine di questo giornale, all’esigenza di rilanciare il manifatturiero italiano. Oggi, in un’Italia in cui la produzione industriale risulta sempre più in calo, è ancora possibile dare un messaggio che favorisca la scommessa nella manifattura da parte delle nostre imprese?

  • La battaglia di civiltà oggi in Italia esige una politica industriale che favorisca l’apertura di nuove imprese e il rilancio di quelle che hanno tenuto durante la crisi economica degli anni scorsi. Da dove occorre incominciare?

  • Il dibattito sul futuro della siderurgia in Italia e in Europa, suscitato dai casi Lucchini e Ilva, negli ultimi anni ha posto l’attenzione sull’opportunità d’investire in tecnologie green come quelle che utilizzano forni elettrici a gas naturale per le lavorazioni dell’acciaio cosiddetto pre-ridotto (depurato dalle impurità). All’estero, intanto, resta la quasi indifferenza delle multinazionali del settore che hanno sedi in paesi dove la salvaguardia dell’ambiente non è ancora una priorità nelle politiche di produzione. La trasformazione in atto nel siderurgico, che in Italia conta la