Carlo Marchetti

  • Giovanni Angioli ha scritto un libro di grande rilievo: La chiave comune. Esperienze di lavoro presso l’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola (La Mandragola). Lo ringraziamo per essere venuto a discuterne nella nostra libreria. Si tratta di un libro testimonianza, che narra una vicenda umana e professionale straordinaria, dipanatasi lungo gli ultimi decenni del novecento, svolta sia come missione sia come reinvenzione di un lavoro difficile e di grande responsabilità.
    Giorgio Antonucci, accanto a Angioli, protagonista assoluto di questa vicenda e purtroppo

  • Il 10 agosto scorso si è tenuto un convegno di grande rilievo a un anno dalla prematura scomparsa di Salvatore D’Addario. Organizzato da Olga Priel, a Camerano (AN), città di residenza e di prevalente lavoro del maestro, il convegno ha ospitato l'intervento di autorità, lettori e critici d’arte, artisti e la mia testimonianza rispetto alla lunga e intensa collaborazione del maestro con la casa editrice Spirali.

  • Il dibattito sulla scelta, politica e individuale, tra sanità pubblica e sanità privata è molto antico. Nel periodo mitologico della cura della salute in occidente si portavano gli ammalati sulle isole e in altri luoghi considerati sacri e dedicati ai culti di dei come Apollo e Asclepio, e l’idea di miracolo era prevalente. In tale periodo l’offerta alla divinità era la modalità in cui interveniva un pagamento. La figura del medico comparve in epoca successiva. Presso i Romani l’acquisizione e il mantenimento della salute erano un fatto prevalentemente individuale, di scelte di stili di

  • 1895-1915: venti anni che gli storici considerano “gli anni d’oro delle scoperte scientifiche”, teoriche e applicate, in occidente. Fu proprio nel 1895 che il fisico tedesco Wilhelm Conrad Roentgen scoprì alcuni raggi – chiamati “X” perché sconosciuti fino a quel momento e, in seguito, ascritti alle radiazioni elettromagnetiche – capaci d’impressionare una pellicola fotografica attraversando differenti tipi di materiali e di tessuti. Nacque così la tecnica radiografica che, in pochi anni, trovò applicazione nella medicina (dove fu utilizzata anche come radioterapia), oltre che nell’

  • Da circa cinque anni, in campo sanitario, in Italia è in atto una trasformazione che, per ampiezza e articolazione, è paragonabile a quella dei primi anni settanta del secolo scorso. In quegli anni fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale, che diverrà uno tra i più apprezzati del pianeta, per la vastità e gratuità diffusa dell’offerta assistenziale e per il numero di servizi coinvolti. L’accesso gratuito alle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri, le analisi strumentali e i servizi chirurgici, ebbe un aumento vertiginoso, con ulteriori picchi di crescita per oltre trent’anni.

  • Dal mese di giugno 2014 alcune professioni di riferimento per la sanità e la salute in Italia sono state oggetto di un cambiamento normativo che avrà effetti rilevanti sia per chi si troverà a svolgerle sia per chi vi farà ricorso per avere risposte alle proprie istanze di sanità e di salute. Il cambiamento riguarda la creazione di un nuovo albo delle professioni sanitarie, comprendente diciassette tra le ventotto riconosciute dal Ministero della Salute, e l’attribuzione a queste di nuove prerogative di responsabilità, definendo i parametri procedurali e professionali specifici. Si tratta

  • Nel capitolo del suo bellissimo libro In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica intitolato La strada della salute, Sergio Dalla Val affronta alcune tra le questioni nodali di questo momento storico, riguardanti la nozione di salute, che nel suo testo non si sovrappone a quella di sanità, ma concerne molti altri aspetti importanti della vita. “La salute”, scrive l’Autore, “esige un intervento in direzione del valore della vita, non della morte. Rispetto al valore, la bussola non è una ricetta, ma un’istanza”. Salute come istanza

  • La cifrematica rileva che l’humanitas ha il suo terreno nell’incontro. Soltanto nell’incontro, nel suo tessuto straordinario, che trova la sua condizione nell’assoluto, può prodursi il miracolo. La psichiatria spesso manca quest’aspetto, perché, in chi si trova stigmatizzato in una categoria nosologica, vede soltanto come negatività l’anomalia, la stranianza, l’assenza di socializzazione, ed esclude la novità e l’invenzione insite in ciascun incontro. Ciò riguarda anche il senso comune e la cosiddetta mentalità di ognuno, quando si avvicina all’altro escludendo l’ascolto e negando

  • Per Freud, ciascuno è caso di vita, caso che si scrive vivendo. Egli stesso, in numerose occasioni, si definì biografo dei casi che incontrava, così come s’interessò con efficacia e originalità a casi tratti dalla cronaca, dalla storia e dall’arte, in alcuni scritti come Il caso clinico del presidente Schreber, Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, Il delirio e i sogni della “Gradiva” di Wilhelm Jensen, Il Mosè di Michelangelo. Altri autori, dopo anni di ricerca e di pratica riguardanti la clinica, il disagio, le cosiddette problematiche psichiche, a un certo punto hanno

  • Nell’introduzione al suo libro Dio, la materia, l’arte, Alessandro Taglioni scrive: “Dove sta l’arte? Oggi, non più dove stava prima. Prima, cioè nel Quattrocento e nel Cinquecento. Ciò che avviene nell’arte cosiddetta contemporanea è la decadenza che ha inizio con la reazione al rinascimento. E, allora, dove sta, dopo tutti i distinguo che sono intervenuti? L’idea della morte di dio, della morte dell’uomo, della morte della materia, della morte dell’arte ha prodotto interrogazioni speculari il cui risultato è la tabula rasa pop concettuale. [...] Una volta c’era la pittura ‘di