Carlo Monaco

  • La mia solidarietà con Armando Verdiglione incominciò tanti anni fa, verso la metà degli anni ottanta, con due circostanze abbastanza precise, che ricordo perché sono un po’ il filo originario di questo rapporto.
    Il primo episodio fu quando, nel 1988 la casa editrice Spirali organizzò a Bologna una presentazione di libri di dissidenti sovietici. Allora ero responsabile culturale del Partito Comunista a Bologna e fui l’unico ad aderire immediatamente all’incontro e a partecipare al dibattito. A me sembrava ovvio partecipare: dopo decenni in cui verbalmente il Partito Comunista Italiano

  • L’attuale attacco giudiziario contro Armando Verdiglione non è incominciato con il normale controllo fiscale che ha portato al processo, ma partecipa di una vicenda iniziata intorno alla metà degli anni ottanta, che denota un’ostilità a vasto raggio nei confronti di un attore importante della cultura. Non sono psicanalista, quindi non ho interesse a difendere una scuola anziché un’altra: considero il modo con cui Verdiglione opera e lo confronto con la prassi, le abitudini, le regole e le convenienze con cui operano gli intellettuali all’interno della nostra società. Mi riferisco al mondo

  • La psicanalisi ha avuto in Europa un destino singolare. Come scrive Sergio Dalla Val nel suo libro In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali), è stata avversata dal partito comunista e dalla chiesa. I comunisti erano contrari perché le nevrosi erano considerate il portato del capitalismo, sostenevano che in Russia i lavoratori non hanno nevrosi, sono talmente realizzati nel loro lavoro che non hanno nulla di cui curarsi, la nevrosi è un sintomo borghese.

    La chiesa vedeva nella psicanalisi una

  • Poiché siamo abituati ad associare alla parola democrazia il concetto di progresso, il libro di Alain-Gérard Slama, La regressione democratica (Spirali), già nel titolo è una provocazione. La sinistra italiana ha sempre formulato come teoria politica di riferimento la democrazia progressiva, l’unica teoria che giustificava il socialismo come compatibile con la democrazia. Infatti, dal riconoscimento esplicito, durante gli anni settanta, che una teoria dello stato socialista in senso marxiano non esistesse, la sinistra italiana si è ancorata all’idea di una

  • La prima cosa che mi ha impressionato del libro di Massimo Mola è il titolo, Come ascoltare gli edifici. Non mi stupisce che un lettore del “Resto del Carlino”, questa mattina, chieda al giornalista che cosa significhi questo titolo. Si ascolta chi parla, quindi, potremmo pensare a una metafora, a un modo di dire un po’ inconsueto, a una sorta di animismo: parlano gli alberi, le città e così via. Ma io penso che non si tratti di una metafora: l’idea che anche gli edifici parlino è da prendere alla lettera. Secondo un concetto filosofico ottocentesco, lo spirito degli uomini può

  • Per introdurre il dibattito intorno al libro di Sergio Mattia, L’ambiente, la città, i valori, vorrei fare un’osservazione: la città troppo spesso tende ad essere considerata, sopra tutto dagli architetti, in termini un po’ meccanici, cioè come un insieme di spazi organizzati. Secondo questa impostazione governo del territorio significherebbe dire: qui costruiamo le case, qui facciamo le strade, qui mettiamo i servizi, qui gli ipermercati e poi qui mettiamo la ferrovia che collega tutto. Programmare una città, come operazione marcatamente urbanistico territoriale, spesso è un’

  • Da anni a Bologna si discute della costruzione di una fascia boscata, duecento ettari di piante attorno alla tangenziale, perché l’inquinamento del suo traffico non giunga in città. Cosa può dirci a questo proposito?

  • Io credo che il punto di partenza del libro di Vittorio Mathieu, Le radici classiche dell’Europa, sia di estrema attualità, perché si chiede se il processo di unificazione europea sia un dato possibile, desiderabile e realizzabile e in quali modi questo percorso possa riuscire ad avere un’eventuale spinta, dal momento che siamo un po’ stanchi di un’Europa declamata e inneggiata che poi, di fatto, non sembra approdare a risultati sufficientemente convincenti. È pensabile che l’unificazione politica europea, a seguito dell’unificazione economica, possa approdare in tempi brevi a

  • La prima cosa che vorrei dire del libro di Gianni Verga, Come avere cura della città, è che questo libro è dichiaratamente e programmaticamente migliorista. Chi ha i capelli bianchi ricorda con quanto disprezzo veniva usata questa parola nella cultura italiana: io stesso ne sono stato vittima designata, perché per una decina d’anni sono stato accusato di essere migliorista. Qual era la colpa del migliorista? Quella di rinunciare a una trasformazione radicale del sistema, di accontentarsi di piccoli cambiamenti. Solo recentemente si è capito che le alternative al

  • Fin dalle origini dei tempi, la filosofia discute se la realtà è ferma o si muove, se l’essere è o tutto diviene, cioè se debba essere prevalente una visione statica del mondo, dell’universo, oppure se si debba considerare il mondo come un grande sistema dinamico. L’interrogativo, applicato alla vita degli uomini, cioè alla categoria dell’etica, immediatamente diventa se la vita saggia non sia quella di chi se ne sta immobile, a meditare su se stesso: “Non andare fuori, stai dentro di te” era la direzione indicata da Sant’Agostino.