Cervello dell'impresa

  • La lettura di un libro rimanda sempre ad altri già letti. Nel libro di Marco Maiocchi, Il bel programma. Percezione, struttura e comunicazione, che ho appena letto per l’occasione di questo interessante Convegno, si ritrovano i tanti personaggi, artisti e poeti che ho avuto modo di incontrare personalmente (alcuni) o conoscere attraverso la lettura di altri libri (molti).

    La lettura di un libro è sempre, in qualche modo, la ri-lettura di tutti i libri già letti e la re-visione di tanti incontri. Così è stato, ancora una volta per il “Bel

  • Il 1991, in Italia, è stato un anno molto importante per quanto attiene a due elementi rilevanti della società civile: le istanze sociali e il mondo del lavoro, soprattutto di quello giovanile, poiché ha visto nascere un nuovo tipo d’impresa, sancito da due leggi dello stato italiano. Il nuovo tipo d’impresa è l’impresa sociale e le leggi che la regolamentano e ne delineano i termini sono la 266/91 e la 381/91. Si tratta di leggi quadro, specificate attraverso ulteriori leggi da ciascuna Regione, a cui è stato attribuito un ruolo particolarmente significativo di

  • Il discorso occidentale insiste molto sulla salute con grandi investimenti per l’assistenza e la prevenzione, coadiuvati da campagne pubblicitarie e trasmissioni televisive per informare sul pericolo di malattia. La salute oggi, nelle società occidentali, è tra i problemi più importanti in assoluto, ma questi media e l’apparato sanitario stesso procedono veramente da una questione di vita o di morte, o pongono la questione nei termini della sopravvivenza? La salute è sopravvivenza alla malattia, o è istanza di qualità della vita?

  • Che cosa intende Socrate quando dice che i filosofi sono gli unici che possono governare con giustizia, cioè garantire una scienza politica che tolga i lutti e le violenze dalle città e dalle generazioni degli uomini? In sostanza vuol dire, a mio parere, una cosa molto semplice: vuol dire che soltanto l’incarnazione dell’ultrasensibile in una piccola comunità di uomini ultrasensibili può sollevare la politica a teologia, cioè alla “scienza” della vita eterna.

  • La parola è originaria, con la sua difficoltà e la sua semplicità. La parola è originaria, quindi, non c’è chi possa padroneggiarla. La parola facile non esiste, non è mai esistita, né mai esisterà. Chi non parla oggi, chi accetta un compromesso oggi, in vista di un posto garantito da cui parlare sia facile domani, si fa suddito, soggetto della mortificazione, della pena come minimo comune ultimo male necessario.

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Lungi dall’essere un’entità immutabile, l’impresa di ciascuno si trova in una trasformazione incessante, quasi in un viaggio di cui temiamo di perdere la direzione. Quale cervello, quale dispositivo per questo viaggio?

     

    Occorre che in nessun modo e in nessun istante noi siamo tratti dall’indifferenza che è la suprema forma d’euforia, quella che preclude il viaggio stesso. Con l’euforia noi siamo, non facciamo, non viaggiamo. Con l’euforia siamo oltre il

  • Mi è capitato qualche giorno fa di entrare in un bar e di udire una canzonetta il cui ritornello diceva: “Togli la ragione e potrai sognare.” Mi è sembrato un messaggio rivolto al popolo dell’epoca New Age, ma mi ha posto una questione: perché per sognare bisognerebbe togliere la ragione?
    La mitologia della liberazione è ciò su cui si fonda il soggetto, in particolare il soggetto schiavo che è la forma eminente di soggetto. Il soggetto è sempre il soggetto schiavo che deve liberarsi da qualche schiavitù, che deve affrancarsi; e la stessa mitologia politica che fomenta la liberazione

  • “Le necessitati possono essere molte, ma quella è più forte che ti costringe o vincere o perdere” scriveva Machiavelli. Con il testo dello scrivano fiorentino la politica non è più l’arte del possibile, ma la via della necessità: dalla questione di vita o di morte alla riuscita, secondo l’occorrenza. Necessità non ontologica, occorrenza linguistica, poetica, pragmatica. Le cose “non aspettano tempo”, scrive, dunque occorre fare quello che occorre: non c’è scelta, fatta apposta per rimandare, indugiare, ritardare, stare a vedere, “Et, quanto alla neutralità, il quale partito mi par sentire

  • Al di là del servizio che noi svolgiamo per i nostri clienti (aziende del settore meccanico, elettromeccanico ed elettronico dell’Emilia Romagna), premesso che non siamo dei benefattori, dal punto di vista imprenditoriale, per loro, siamo veramente il fiore all’occhiello in quanto cerchiamo di dare loro molto più di quanto riceviamo.
    Siamo nati per fare immagine e comunicazione “su misura” per le aziende della nostra realtà economica: piccole e medie imprese tecnico-produttive, nocciolo duro della nostra regione e forza trainante dell’economia nazionale, aziende che non hanno budget

  • Ma è proprio vero che il mezzo è il messaggio? Dopo che la logica, la linguistica, la semiotica sono confluite nell’universalismo disciplinare, dopo che la psicanalisi angloamericana prima e quella francese poi si sono spente, piegate alle ideologie del XX secolo, perché la comunicazione dovrebbe ancora procedere dall’unità e mirare all’unificazione? C’è ancora bisogno del dualismo idealista forma/contenuto (“Internet è neutro, tutto dipende dai contenuti”) o della loro confluenza post-ideologica (“Con i nuovi media, la scrittura è parola e la parola è scrittura”)? Con la cifrematica, la