Edilizia e restauro

  • Nel libro di Gianni Verga, La cura della città, uno dei temi innovativi che ho molto apprezzato è un mix tra una politica dei piccoli passi e l’affermazione di strumenti estremamente moderni come il project financing. Questa è la chiave del successo di un modo nuovo di governare i fenomeni di una città: da una parte la comprensione di ciò che esiste, di quelle che sono le istanze dei cittadini, e dall’altra un’iniezione robusta di modernismo, di cose nuove. Quasi sempre invece gli strumenti operativi che ci vengono proposti nel governo della città stanno o

  • La città come civitas esiste soltanto in seguito all’instaurazione dell’Altro, mentre la città come polis, come comunità fondata sulla politica del luogo comune, da Platone e Aristotele fino a oggi, si è risolta in un ideale di partecipazione al governo sulla città, in cui la città diviene di tutti, di pochi, di molti, ma mai dell’Altro. Tutt’al più, la politica del luogo comune ha economizzato l’Altro, socializzandolo nella dicotomia amico/nemico, universo/diverso, sano/malato. Anche in questi giorni, non è raro che politici di varie provenienze appoggino l’impresa

  • Sono lieto di proseguire il dibattito intorno al mio libro proprio qui a Bologna insieme a Carlo Monaco, però con lui voglio ringraziare Sergio Dalla Val per la passione e la cura che ha messo nell’organizzazione, e poi Carlo Frateschi, Francesco Montanari e Sergio Mattia, perché ci danno un’occasione per intersecare ulteriormente delle esperienze.

  • Ringrazio gli organizzatori di questo incontro di Bologna, che segue a una prima serie di presentazioni del mio libro Il viaggio dell’avvenire in diverse città, in cui ritenevo fosse esaurita l’attenzione del pubblico. Non credevo che potesse avere un tale successo. È curioso che impiego tanto tempo per scrivere un libro per gli studenti e, invece, da una conversazione tra amici in due giornate nasce un libro così che subito trova un pubblico molto vasto e addirittura un nuovo interesse dopo i fatti di Genova.

  • Il problema della scienza e della tecnologia è fondamentale, anche per modificare la situazione sociale, e nutre la speranza della comunità, anche se noi siamo abituati a pensare alla scienza e alla tecnologia della guerra, poiché la guerra ha sempre comportato un grande sviluppo della scienza e della tecnologia. Il riflesso dello sviluppo scientifico e tecnologico si può vedere sicuramente sul miglioramento del tenore di vita delle popolazioni del mondo intero, anche se il quindici o il venti per cento della popolazione possiede l’ottanta-ottantacinque per cento dei beni della terra.