Medicina

  • Intorno all’amore e all’odio è diffusa una ricchissima produzione letteraria, artistica e pseudoscientifica che esalta l’amore inteso nella transitività, dove si tratta dell’amante e dell’amato e del desiderio di bene percepito come sentimento, che farebbe legame, che costituirebbe relazione: qualcosa di definito e convenzionale di cui si possa dire “So di cosa si tratta”, “È capitato anche a me”, e che possa anche essere quantificato. Infatti, alcune delle domande più frequenti a proposito dell’amore sono: “Tu mi ami?”, “E quanto mi ami?”, “Mi ami quanto io amo te?”. Come stabilire la

  • A quattro chilometri dall’uscita autostradale di Altedo, nel centro cittadino di Malalbergo, sorge Villa Santiago. Raggiungibile con gli autobus provenienti da Bologna e da Ferrara, la casa di riposo accoglie i suoi ospiti con lo stile di un hotel…

  • Lei è noto per la cura del piede diabetico. Com’è incominciato il suo itinerario professionale?
    Mi sono specializzato in diabetologia nel 2004, per poi perfezionarmi nella cura del piede diabetico, attività che attualmente svolgo in modo assiduo. Ho incominciato all’Università di Verona, dove ho lavorato diversi anni, per proseguire poi in una clinica di Vicenza specializzata nel trattamento del piede diabetico. Dal 2008 sono responsabile dell’unità operativa del piede diabetico alla Casa di cura “Dott. Pederzoli” di Peschiera del Garda.
    Quando è iniziato il progetto

  • In qualità di presidente dell’associazione Un respiro nel futuro Onlus, può dirci com’è nata la vostra organizzazione e con quali obiettivi?
    Nel 2011, al mio bambino, Brando, venne diagnosticata una gravissima patologia polmonare chiamata Deficit da surfattante. Come tutte le malattie rare, era quasi sconosciuta e poco studiata e purtroppo Brando se ne andò, ma lasciò a me e a mia moglie, Camilla Cigarini, un insegnamento: si poteva essere felici anche nel dramma di una malattia così grave, vivendo ciascun momento della giornata con lui, senza pensare a ciò che sarebbe accaduto

  • Il 21 maggio scorso, al Centro Odontoiatrico Victoria di Sassuolo, è stato presentato l’allineatore invisibile, l’Aligner F22. Può dirci qualcosa di più?
    Si tratta di un dispositivo che consente di eseguire terapie ortodontiche per il riallineamento dei denti con apparecchiature trasparenti. Finora i pazienti erano costretti a indossare apparecchi fissi, con piastrine metalliche o al massimo in ceramica, quando si voleva ridurre la visibilità dell’apparecchiatura, per non parlare degli antiestetici fili metallici, inevitabili nella funzione di allineamento dentale.

  • Da alcuni mesi il vostro Centro interviene nel settore della riabilitazione attraverso specifiche cure con un nuovo approccio fisioterapico. Di cosa si tratta?
    Riabilita è una società di servizi per attività sanitarie rivolte a ottimizzare i tempi della riabilitazione. I nostri medici e fisioterapisti non intervengono soltanto, per esempio, sul mal di schiena o sul classico dolore cervicale, ma curano ciascuna delle patologie connesse alla parte da riabilitare. Soprattutto quelle che colpiscono l’apparato muscolo-tendineo, infatti, sono causate da traumi, ma spesso dipendono da

  • Quando ha incominciato il suo lavoro e da quando svolge la sua attività a Porto Viro?

  • La cosmesi naturale che offre Alchimia Natura, oltre a garantire il nutrimento quotidiano della nostra pelle, può essere d’aiuto nella prevenzione e nella cura di patologie dermatologiche?

  • Nel numero precedente del nostro giornale, Maurizio Ottomano notava fra le caratteristiche dei Centri Odontoiatrici Victoria, da lui fondati, il vantaggio di lavorare come “pool di professionisti che integrano le loro competenze all’interno di uno o più team, che s’intersecano all’occorrenza”, poiché questo approccio “garantisce i massimi livelli di aggiornamento e quindi la possibilità di decidere con cognizione di causa se utilizzare o meno le novità che la ricerca offre man mano”.
    Lei collabora con i Centri Odontoiatrici Victoria, portando un metodo applicato alla

  • Che cosa è la sostanza? “Che cos’è?”, τι ἐστί?, dicevano i greci. Quando una simile domanda, “che cos’è?”, viene formulata, ci accorgiamo che è presa in un’idea di sostanza come riferimento, cioè un’idea di qualcosa che possa essere racchiusa in una definizione, che possa essere rappresentata in un’entità cui attribuire funzioni, effetti, proprietà, a prescindere dal viaggio in corso per questa cosa.
    Che cos’è? Se per un verso la questione incomincia da qui, dal “Che cos’è?”, per l’altro essa prosegue solamente se a questo τι ἐστί? non viene risposto: “Ecco, è questo”, ma è lasciato